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Alessio Bernabei: "Everest" è un invito a trovare la forza di affrontare gli ostacoli della vita


EVEREST”, da oggi in radio e su tutte le piattaforme digitali è il nuovo singolo di ALESSIO BERNABEI.

Classe 1992, originario di Tarquinia (Viterbo), Alessio si avvicina al mondo della musica a 11 anni studiando clarinetto per poi proseguire il suo percorso da autodidatta imparando a suonare chitarra, basso e piano.

Nel 2012 fonda i "Dear Jack" e l’anno successivo accede ad Amici con “Anima Gemella”, vincendo il premio della critica.

Con il gruppo si esibisce allo Stadio Olimpico di Roma, al San Siro di Milano e partecipa al Festival di Sanremo con “Il mondo esplode tranne noi”.

Nel 2016 intraprende la carriera solista e con “Noi siamo infinito” torna al Festival.

Il suo album d’esordio debutta ai vertici della classifica Fimi/Gfk e contiene, oltre a “Noi Siamo Infinito”, i singoli “Io E Te = La Soluzione” e “Due giganti”.

Nel frattempo si appassiona al doppiaggio e presta la voce al protagonista del film d’animazione “Trolls”.

Nell’estate 2018 pubblica “Ti Ricordi Di Me?” che anticipa l’EP “Senza Filtri”, nel quale Alessio sperimenta nuove sonorità per poi riscoprire la dimensione intima che porta alla scrittura di “Everest”.

Il brano, composto testo e musica dallo stesso Bernabei, è accompagnato da un videoclip la cui regia è firmata da Marcello Maw e girato all’interno della cava di zolfo di Manziana in provincia di Roma.

Il video di Everest descrive il viaggio che un artista e un essere umano fa nella propria vita. Un viaggio fatto di ostacoli, di paura, di crescita personale dove l’importante è il percorso perché è grazie a quello che si arriva alla meta, sporchi di fango, con tante cicatrici ma totalmente cambiati e consapevoli. Un viaggio alla ricerca della consapevolezza e difendendo i veri valori o quello che più si ama, dentro uno zaino o dentro al proprio cuore.

Noi di QBMUSICA lo abbiamo intervistato intervistato per voi, continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato.


Ciao e benvenuto su QBMusica! Per iniziare raccontaci un po’ di te, chi è oggi Alessio Bernabei?

Alessio Bernabei oggi è una persona consapevole di voler passare il resto della vita in compagnia della musica e di tutte quelle cose che rendono questo viaggio unico.


“Everest” è un brano intimo e molto introspettivo, come e quando è nata la canzone?

È nata a giugno in un momento in cui stava arrivando l’estate ma dentro di me sentivo l’inverno. È nata in modo spontaneo pensando all’amore incondizionato nei confronti delle persone che mi stanno accanto.

La frase “anche il fiore più bello può crescere all’inferno”, mi fa pensare al lockdown di marzo, agli arcobaleni e al motto “andrà tutto bene”. Quanto è importante e quanto è complicato in questo periodo storico cercare di trovare il “lato positivo”? Mi riferisco anche alla situazione che sta vivendo il mondo della musica..

È fondamentale cercare di trovare il lato positivo così come il proprio equilibrio in questa situazione di precarietà.


Il videoclip di “Everest”, diretto da Marcello Mae e girato nella cava di zolfo di Manziana, descrive sostanzialmente il viaggio che ognuno di noi affronta nella vita, coi suoi ostacoli e le sue insidie. Come è nata questa idea e qual è il “fiore” da preservare nella tua vita?

L’idea del video è nata dal fatto che Everest racconta un viaggio e la cava di zolfo di Manziana mi sembrava l’ambientazione perfetta per descrivere la vita fatta di ostacoli e di difficoltà. Il fiore da preservare nella mia vita è l’amore sano e consapevole.


Nel 2016 hai partecipato con “Noi siamo infinito” al festival di Sanremo, che ricordi hai di quell’esperienza e qual è il tuo punto di vista in merito alla questione Sanremo 2021?

Ho un ricordo bellissimo dell’Ariston, è un’esperienza che mi ha segnato e che rifarei, magari in futuro, con il pezzo giusto. Spero che Sanremo 2021 si possa svolgere in sicurezza per portare sempre alto il nome della musica italiana, soprattutto in questo momento di stallo dovuto all’interruzione dei concerti, ormai un anno fa.

Accanto alla carriera da cantautore, troviamo quella da doppiatore nel film d’animazione “Trolls”. Cosa ti porti dietro da quest’esperienza?

Amo il cinema così come l’arte del doppiaggio. È stata un’esperienza unica che ripeterei volentieri e grazie alla quale ho avuto l’onore di conoscere uno dei miei idoli, Justin Timberlake.

Cosa diresti oggi a quell’Alessio che a 11 anni si approcciava alla musica con lo studio del clarinetto?

Gli direi: “Continua ad amare la musica in tutte le sue sfumature e non arrenderti mai”



Hai calcato palchi “enormi” sia dal punto di vista di dimensioni che di importanza, come lo stadio Olimpico e il San siro. Di tutte le tue esperienze, c’è un palco che porti nel cuore? Perché?

Credo che ogni palco sia stato importante per darmi l’esperienza necessaria per affrontare le prove più difficili e per costruire la persona che sono oggi.

Rispetto alle sonorità di “Senza filtri” quelle che troviamo in “Everest” sono più intime e profonde. Possiamo avere qualche spoiler sulla strada che prenderà il prossimo progetto discografico? Ti piacerebbe riuscire a portare “Everest” in giro per l’Italia quando sarà possibile?

Il prossimo progetto discografico vedrà un Alessio più consapevole della propria musica e di quello che ha da mostrare alle persone, che sia debolezza o forza. Non vedo l’ora di riuscire a portare Live Everest e di riabbracciare le persone che in questi anni sono state con me.

Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Mi auguro di riuscire ad amare la vita con tutti i suoi ostacoli e con tutte le sue difficoltà.

Nel ringraziarti di essere stato con noi, ti facciamo un grande in bocca al lupo con la speranza di vederci al più presto sotto qualche palco!

Viva il lupo!!




Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio

Flavia Paoli

Alessia Campiti