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Caleido: intervista tra sogni e speranze


Il 10 settembre è uscito "Ridicolo", il nuovo singolo di Caleido, cantautore livornese classe '89.

Avvicinatosi alla musica all'età di sei anni, Cristiano Sbolci, in arte Caleido, inizia la sua carriera musicale come bassista nella band "Siberia" nel 2017.

Nel frattempo si dedica al suo progetto da solista componendo una decina di brani che lo portano ad intraprendere il suo primo tour di ben 30 date in tutta Italia e ad aprire i live di artisti come Franco126 e Riccardo Senigallia.

In occasione dell'uscita del suo ultimo singolo noi di QBMusica lo abbiamo intervistato per voi, continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato.


Per cominciare chi è “Caleido”? Parlaci un po’ di te, a cosa dobbiamo la scelta di questo nome? Caleido sono io, Cristiano Sbolci e quello che cerco di fare è scrivere canzoni di vita nel modo più sincero possibile. Il nome lo devo al mio periodo adolescenziale, è un modo per rimanere legato a quello che sono stato. Oltre a questo ho sempre apprezzato il suono, la rotondità che ha quando lo pronunci e in più ho sempre pensato fosse facile da ricordare.

Il nuovo singolo “Ridicolo” è una sfida ad andare oltre i confini fisici attraverso l’immaginazione. L’esperienza del lockdown ci ha reso consapevoli dell’importanza di sapersi godere le piccole cose che spesso trascuriamo, come la spensieratezza di una serata fuori. Cosa ti è mancato di più in questi mesi? Mi è mancata la libertà e il contatto, ma allo stesso tempo mi ha permesso di scrivere molte canzoni e di poter chiudere un disco che aspettavo ormai da molto tempo.

Quanta importanza ha il testo e quanta la musica nella stesura di un pezzo?

Hai dei modelli di riferimento? Hanno la stessa importanza, le parole sono fondamentali perché sono la prima cosa che ti arriva, se quelle parole poi le vesti con una giusta armonia acquisiscono ancora più forza quindi direi eguale importanza. Possiamo dire che il mio modello di riferimento è il pop emiliano, amo da sempre Lucio Dalla, Cremonini e Carboni, artisti che sono sempre presenti nelle mie playlist.

Hai suonato come opening act per artisti molto in auge nella scena indie italiana come Franco126 e Riccardo Senigallia, cosa ti ha lasciato questa esperienza?

C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare? Ho una canzone nel nuovo disco che mi piacerebbe magari in futuro cantare con un bolognese, sognando magari anche con uno di quelli sopracitati, chissà magari la vita riserva delle splendide sorprese.

Il tuo precedente tour ti ha visto impegnato in tutto lo stivale con ben 30 date, quanto ti manca suonare dal vivo? Moltissimo, il palco è la mia seconda casa, mi manca tutto del live, il viaggio, il soundcheck, l’ansia pre concerto, l’energia che è in grado di passarti il pubblico, tutto quanto. La speranza ora è quella di tornare a una normalità il prima possibile.

Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te e alla tua musica? Di essere sinceri e regalare qualche emozione a chi decide di ascoltarla.



Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio