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CANNELLA: STADIO È IL SUO NUOVO SINGOLO




Dopo la pubblicazione dell'album “Ore Piccole” (Honiro Label) uscito nel 2021, Cannella torna con “STADIO”, nuovo singolo che apre le porte al suo prossimo progetto discografico. Lavorato in studio con Marco Pasquariello e Matteo Domenichelli e successivamente arrangiato e prodotto da Marta Venturini.

Una storia d’amore finita apre la metafora dello stadio, spiegando come due voci che suonano all’unisono, unite da un sentimento, possono avere una risonanza tale da sembrare uno stadio.

Se siamo ai poli opposti ma ci respingiamo e come lancette poi ci rincorriamo”. Un brano sommerso da ricordi di attimi di vita quotidiana che sono ormai sfuggiti via, nel quale l'artista si interroga su come due persone, dopo essere state reciprocamente così importanti, possano inspiegabilmente diventare estranei l'uno per l’altro. Oltre la speranza che il destino faccia rincontrare i due innamorati in futuro, la chiusura è chiara “ed io ancora ti amo”.

Parlare con Cannella da l’idea di confrontarsi con chi della scrittura non può fare a meno, perché quando racconta i suoi brani fa filtrare le emozioni e la voglia che il suo progetto arrivi.

Nel brano Stadio dici “vorrei sapere come stai ma sono fatti tuoi”, invece io voglio farti proprio questa domanda, che sembra banale, ma non lo è: come stai?

Non è una domanda che ti fanno spesso. Sto bene. Ho avuto un periodo teso, come sempre prima dell’uscita di un singolo. Il 2022 è stato un anno difficile, pieno di creatività e ricerca, ma allo stesso tempo di insicurezze e dubbi, come sempre quando inizi un nuovo percorso. C’era un po’ d’ansia di tornare, pensare quale sarebbe stata la reazione del pubblico. Ora che il brano è uscito, posso dire che sono più tranquillo. Le persone hanno reagito positivamente al singolo, è ancora presto per tirare somme e fare bilanci, ma sono contento di essere tornato con un brano che mi piace ed è fatto per il grande pubblico.

Sei tornato con “Stadio”, il singolo che anticipa il tuo prossimo progetto musicale, quali saranno le linee di congiunzione tra le varie parti del nuovo disco?

Le canzoni sono tutte già scritte, le stiamo lavorando in studio. Toccherò diversi temi all’interno del disco. Sono un cantante a cui piace molto parlare della propria vita e delle cose che mi toccano di riflesso. Ci sarà il tema del sentimento e dei legami, sia sentimentali che di amicizia e familiari. Sarà comunque un disco omogeneo e riconoscibile dal punto di vista della scrittura.

Sostieni che “Stadio” non sia un pezzo autobiografico, ma parli di terzi; è più comodo a volte accomodarsi, scusa il gioco di parole, nelle vicende che non ti coinvolgono in prima persona o parlare di vicende personali ti fa stare più al sicuro? È più facile parlare di se stessi o degli altri?

Quando scrivo una canzone, è sempre molto istintivo. Stadio è una canzone che non ho vissuto in prima persona, ma che riguarda il mio migliore amico e avendo un carattere molto “spugna” ho sentita molto mia la sua esperienza e l’ho assorbita. Avendo seguito la storia in tutto il percorso che poi l’ha portato alla separazione con la ragazza e vedendolo soffrire, alla fine sono stato male di riflesso. È la prima volta che scrivo una canzone che non riguarda una storia mia, forse dovrei scriverne altre per dirti cosa è più facile e cosa più difficile. Le canzoni talvolta si scrivono da sole, è un processo spontaneo e naturale. La persona di cui parola la canzone fino a una settimana prima dell’uscita del brano non sapeva nulla, è stata una sorpresa.

Come mai hai scelto la metafora dello stadio?

In realtà è una metafora che è nata in modo naturale. Ho ritrovato un video nel mio telefono che mi aveva mandato il mio amico mentre con la sua ragazza erano in viaggio e cantavano una mia canzone che si intitola “Ti volevo raccontare” e che in quel momento passava in radio. È un’immagine forte, l’ho usata per descrivere un momento di complicità nel ritornello, quando si canta insieme. È la completezza dello stadio: le due curve avversarie che si scontrano, ma alla fine formano una cosa sola.

Noi ci siamo sentiti nell’ormai lontano 2018 per un’intervista su Nei miei ricordi, mettendo a confronto oggi i due brani la differenza è evidente; ti senti maturato in ambito musicale e artistico da quel momento, se sì in cosa?

Sicuramente la maturazione è inevitabile, in “Nei miei ricordi” avevo 22 anni, ora vado per i 28. Anche la differenza di età si fa sentire nei miei brani, soprattutto facendo sempre musica sarebbe strano non maturare. Il mio approccio alla musica è sempre lo stesso, sono molto istintivo e “narratore” delle mie storie. È rimasto invariato il mio amore per la musica e il tempo che le dedico. Se ti posso dire delle cose secondo me in cui sono maturato, a prescindere dalle canzoni, ti direi nella continuità e nella puntualità, ma anche nella capacità che ho ora di mettermi in gioco. Le responsabilità sono aumentate nel momento in cui ho firmato un contratto con Honiro. Ora sono più responsabile sul lavoro e inquadrato.

Il 2023 è iniziato da pochissimo e ad inizio anno si fa sempre la lista dei buoni propositi; quali sono i tuoi e cosa vorresti restasse nel 2022?

Nel 2023 vorrei suonare di più rispetto al 2022. Sono stati anni difficili per tutti, nel 2022 abbiamo ricominciato con alcune date estive ed è stato bellissimo, ma vorrei aumentare la mole di live e di rapporto col mio pubblico, visto che adesso si può. Ci sono brani in uscita e un nuovo progetto. Per il resto ci si augura di stare bene e fare musica. Sono sereno e tranquillo, spero solo di far uscire musica che possa arrivare alle persone e di suonare dal vivo.


Ascolta CANNELLA qui:


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