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Dinosauro: PECCATO


"Peccato" è il quarto singolo del progetto di Dinosauro. Il suo progetto evolve sotto forma di aggregazione di più pezzi, con la produzione musicale dei brani affidata di volta in volta a musicisti e produttori diversi. “Peccato è il quarto capitolo della storia che sto raccontando con Dinosauro, è il capitolo dove faccio i conti con chi sono e me ne assumo tutte le responsabilità. L’ho scritto in un periodo in cui ho messo in discussione tutto quello in cui ero coinvolto e ho ricostruito me stesso con una consapevolezza diversa. In quel periodo vivevo già con Jacopo, scrivevo il testo e lui me lo cantava sopra con la chitarra mentre cercavo ancora le parole giuste ed è uscita una canzone potente, vera e storta" spiega Dinosauro. La produzione del brano nel caso di "Peccato" è stata affidata a Jacopo Castagna e Stefano Maura (Le Larve) ed ha una composizione insolita. Non voglio svelarvi molto, ma lasciarvi alla lettura dell'intervista che abbiamo rivolto all'artista, il quale sa spiegare decisamente meglio di me il suo progetto, in cui conta la voce più del volto.


Ciao! Iniziamo con una breve presentazione. Chi è Dinosauro e a cosa si deve questo nome d’arte?

Dinosauro è un cantautore che scrive le sue canzoni sulla carta e poi le produce con il massimo della tecnologia. Mi piace l’idea di aver preso un nome cosi leggendario e poi i dinosauri tutti li amano nessuno li conosce davvero.


“Peccato”, il tuo nuovo singolo, ha una struttura insolita. Quali sono i tuoi punti di riferimento a

livello artistico?

Giuro che non voglio essere in alcun modo presuntuoso perché ascolto tanta musica e mi contamino di tutto ma, quando scrivo le canzoni per Dinosauro sono veramente libero, non c’è alcun punto di riferimento.


Definisci il brano “storto”, che intendi dire?

Ho pensato che fosse storta perché quello che per me è il ritornello, o almeno l’ostinato, inizia come coro sotto le ultime strofe, che sono diverse metricamente dalle prime, e poi sale di volume e si prende la scena del gran finale. Tutto sembra stare nel posto sbagliato con il dosaggio sbagliato, invece è l’onomatopea dei miei peccati. Mi piace molto il lavoro che è stato fatto da Stefano e Jacopo (Le Larve)


La produzione musicale dei brani è affidata di volta in volta a musicisti e produttori diversi e il progetto nasce dall’esigenza di raccontare una storia fatta di tanti pezzi. Questa composizione artistica che definirei a puzzle, serve per delineare al meglio la tua artisticità e trovare una dimensione di confort o ha un fine diverso?

Esattamente come immaginate, serviva per prendere forma. Un passo alla volta, una canzone alla volta che rappresenta il percorso con cui mi sono voluto preparare ad un disco. Erano canzoni pensate ognuna per un preciso momento di vita e ho voluto esaltare questo nelle produzioni.


Cosa ti auguri per il futuro di Dinosauro? C’è un augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Di continuare a fare canzoni, farle con le persone giuste, condividerle e trovare sempre un modo per migliorare le nostre coscienze. Io per adesso mi auguro la salute, questo momento del mondo lo sto vivendo sempre peggio e vorrei che le mie canzoni si trasformassero in vaccino.