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Cioffi: intervista al giovane artista pugliese


"Anima fragile" è il singolo d'esordio di Andrea Cioffi, in arte Cioffi, in uscita in radio e nei digital store venerdì 28 maggio.

Nato a Galatina (Lecce) il 3 Luglio 1996 si affaccia allo studio della chitarra fin da adolescente prediligendo uno stile a metà tra pop, cantautorato classico italiano e rap.

Notato e apprezzato da vari artisti, Cioffi ha la possibilità di salire sul palco, in qualità di opening act, di nomi quali Fabrizio Moro, Le Vibrazioni, Antonio Maggio e Pierdavide Carone.

Noi abbiamo avuto la possibilità di intervistarlo in vista dell' uscita del singolo, continuate a leggere per scoprire cosa ci ha detto, alla fine c'è una piccola sorpresa per voi.


Per iniziare, chi è Andrea Cioffi? Parlaci un po’ di te...

E' un semplice e normalissimo ragazzo di 23 anni che ha voglia di sognare e lottare per raggiungere i propri obbiettivi. Che riesce a far trasparire le proprie emozioni più nascoste e a parlare in maniera vera attraverso la musica.

Quanto sono importanti i sogni e quanto è difficile coltivarli senza arrendersi? Credo che i sogni siano la chiave di lettura della quotidianità stessa, quella parte fantasiosa della vita che ti permette di affrontarla con gli occhi di quel bambino che è nascosto ancora dentro di noi che non vuole smettere di sognare un domani migliore.

Durante questo cammino spesso troveremo ostacoli e insidie, ma un vero sognatore non si arrende mai e non importa la durata o la difficoltà del percorso, avrà la possibilità di godersi il tramonto più bello di tutti. “Anima fragile” si rivolge ai ragazzi che devono fare i conti con un mondo più grande di loro, spesso costretti a crescere troppo in fretta. Cosa ti senti di dire loro? Mi sento di dirgli che anche io sono un bambino ormai già grande ovvero un ragazzo che è dovuto crescere tanto in fretta a causa di determinate circostanze. Consiglio loro di non smettere mai di sognare e di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno con ottimismo, dietro un temporale si nasconde sempre il sole e arriverà il momento di tutti noi ragazzi della gente. “Siete solo frasi fatte voi ragazzi del 21”. Spesso si tende a sminuire le idee dei più giovani, perché ritenuti senza la giusta esperienza. Secondo te, in che modo si potrebbe dare loro più voce? Come dico nel brano credo che noi ragazzi del 21 (del 21 esimo secolo) spesso siamo giudicati dalle apparenze e nessuno riesce a scavare a fondo le nostre anime trovando quella poesia che ci contraddistingue. Il mondo a volte non ci sente, e ci sentiamo in continua lotta con tutto e tutti, ma ci sta siamo ragazzi e lo sono stati anche i più grandi. Tempo al tempo e tutti potranno comprenderci, sicuramente quello che posso chiedere, se questo collettivo me lo permette, a nome della mia generazione e di dare più ascolto in generale ai giovani e alle loro esigenze, che sono i grandi del domani. Forse i ragazzi sono tra quelli che più hanno risentito gli effetti della quarantena e del lockdown, quanto pesano questi mesi lontani dagli affetti e dalle piccole cose che si davano per scontate? Pesano tanto ma non tutti i mali vengono per nuocere. Credo che ogni giovane in questo periodo abbia potuto sfoggiare tutta la sua creatività e quell'arte interiore che è tipica di noi ragazzi. Penso inoltre che chi ha potuto passare del tempo con la propria famiglia in una situazione dettata dalla tranquillità e dalla non frenesia del mondo esterno, ha potuto apprezzare la bellezza delle piccole cose familiari e della quotidianità che spesso diamo per scontato ma nella vita di tutti i giorni trascuriamo.

Ripartiamo dai nostri sogni e dalle nostre famiglie, che mi auguro siano il punto fermo di riferimento e il porto sicuro di ogni ragazzo. Per quanto riguarda i progetti futuri, puoi farci qualche spoiler? Sto lavorando alla stesura di un album, mi piacerebbe uscire nell'immediato futuro con un contenuto in acustico e poi continuare questo filo conduttore trasparente e questo percorso che è iniziato con Anima fragile e mi auguro mi tenga per mano e mi accompagni per tutta la vita. Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Che possa arrivare e aiutare più gente possibile e che chiunque la ascolti possa rispecchiarsi e riconoscere un pezzo della sua vita nelle mie parole.

E che possa dare la forza ad ogni ragazzo di inseguire i propri sogni e andarseli a prendere, con coraggio e fantasia.

Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio