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Nèra: l'intervista tra il rock e l'elettronica


Nèra sono una band fiorentina formata da Samuele Casale (Voce), Niccolò Coveri (Basso) e Giulio Gaudenzi (Batteria). Tutti e tre sono appassionati di rock e musica elettronica e nel 2015 fondano il trio cercando di unire questi due generi, per dare vita ad una sonorità unica, che li rappresenti. Per conoscerli meglio facciamo una panoramica della loro carriera.

Nell'autunno del 2016 pubblicano il loro primo EP, contente 5 tracce, che li porterà a solcare vari palchi. Nello stesso anno, dopo aver partecipato ad una delle finali del Pistoia Blues, uno dei loro brani viene inserito nella compilation “Pistoia Blues 2017”.

Nel 2017 realizzano tutte le musiche della colonna sonora del film di Alessandro Sarti e Domenico Costanzo “Saranno Famosi?”.

Nel 2018 pubblicano alcuni singoli, accompagnati ognuno da un videoclip, che ottengono buoni riscontri di visualizzazioni e feedback sui social.

Dopo aver pubblicato nell'ottobre del 2019 il singolo La cosa più bella che ho, sono in studio per la realizzazione di un album inedito. Da venerdì 19 giugno arriva in radio e sulle piattaforme digitali L'amore che ci sorprende il singolo dei NÈRA pubblicato da NIC United la neonata etichetta della Nazionale Italiana Cantanti, pensata per dare spazio a giovani artisti di talento e distribuita da Believe Digital. In occasione dell'uscita di questo singolo abbiamo intervistato questa band e abbiamo avuto modo di conoscerla meglio.


Per iniziare, chi sono i Nèra? Come definireste la vostra musica? I Nèra sono Samuele, Niccolò e Giulio. Sono un team. Sono amici, suonano dal vivo e nel loro studio creano musica, immagini e video, sia per loro che per altri. Sono sempre alla ricerca: di qualcosa, di loro stessi, di un sogno.

Com’è nata la band? Chi ha avuto l’idea oppure quale è stata l’occasione che vi ha unito? L’occasione l’ha creata la musica, è stato poi l’entusiasmo nel condividere la passione per essa con qualcun altro, che ci ha spinto fin da pischelli a formare il primo progetto. Ci siamo ritrovati dopo essersi un po’ persi con l’ingresso al primo anno di superiori, avendo preso indirizzi di studio diversi, ad un concerto di una band di zona: abbiamo parlato per tutta la sera di progetti e sogni e dal giorno dopo eravamo già in una piccola sala a provare cover dei GUNS e degli AC-DC.

Parlateci un po’ del nuovo singolo “L’amore che ci sorprende” La canzone l’abbiamo scritta in quarantena, in un momento in cui è stato facile soffermarsi a pensare a tante cose, cercare di riscoprire se stessi e riflettere: ci siamo ascoltati di più, ci siamo guardati meno intorno e l’unione, anche se a distanza, ha fatto veramente la forza: abbiamo imparato a vivere delle nuove esperienze, anche scomode, con facilità, perché le affrontiamo sempre insieme.  L’amore che ci sorprende” è una canzone d’amore e sull’amore; sulla sua potenza, sulla sua ineluttabilità e la sua incredibile ed affascinante ascesa su ognuno di noi, perché “ogni volta che arriva ci sorprende.” É anche molto complicato, come tutte le cose belle, è una delle cose più forti del mondo, che anche solo per un secondo ci fa rimanere immobili ad ammirarlo, mentre tutto intorno si muove. 

La vostra musica nasce dalla fusione del rock con l’elettronica, quali sono i vostri modelli di riferimento, se ce ne sono? Abbiamo fatto un percorso di ascolti durati una vita, cambiato progetti, sperimentato e vissuto la musica ogni giorno della nostra vita, fino a che abbiamo trovato la nostra identità, il nostro marchio: l’unione del rock con la musica elettronica. Abbiamo origini simili, amiamo la musica degli anni ’80 e questo spesso lo facciamo sentire nelle nostre produzioni. Anche nei video la scelta artistica si avvicina molto a tutti quei video che caratterizzavano gli anni ’80/’90.

“È l’amore che ci sorprende e che ci sorprenderà”. Quanto è importante “sorprendere” in un periodo storico in cui si tende sicuramente all'omologazione? In realtà, se ci pensi ogni piccola parte del quotidiano ha in se delle sorprese. È che probabilmente questa vita frenetica ci impedisce di coglierle. A volte per essere sorprendenti basta semplicemente fermarsi ad osservare tutti i piccoli regali che ci offre il nostro quotidiano, noi cerchiamo di partire da lì. 

C’è un artista o una band (italiana o non) con cui vi piacerebbe collaborare? A noi piace molto sperimentare nella musica; lo facciamo lavorando nel nostro studio Il “Blair Witch House studio”, scrivendo brani e realizzando videoclip per noi e per terzi. Attraverso una fase creativa condivisa con artisti anche lontani dal nostro genere, cresciamo ogni volta, ci divertiamo tantissimo e facciamo della musica un luogo comune. Ci piacerebbe provare, data la nostra grande ammirazione per gli anni ‘80, a riproporre un brano di quell’epoca in chiave moderna, alla nostra maniera. Poi il sogno sarebbe quello di avere uno degli artisti, icone degli anni 80, come ad esempio Rick Astley, direttamente nel nostro studio.

Parliamo di sogni nel cassetto, qual è il vostro? Dove vi vedete tra 10 anni? In qualunque posto ci troveremo sappiamo che saremo insieme. Fino ad ora abbiamo viaggiato insieme, ed imparato a conoscerci tutti molto bene: fidandoci reciprocamente. Perché la fiducia è una cosa importante, essenziale ed è importante avere persone intorno a te che ti sostengono. Con il nostro produttore ed amico Valerio Carboni che si prende molto cura di noi, abbiamo costruito una squadra fantastica di persone e siamo sicuri che insieme, faremo tante cose belle. 

Per concludere una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te e alla tua musica? Rispondiamo in maniera piuttosto banale ma anche molto sinceramente : ci piacerebbe piano piano, piccoli passi, riuscire a fare di questa passione un lavoro; sapere di svegliarci e di poter pensare solo a fare musica e lasciare spazio alla creatività. Sappiamo che questo percorso è fatto di molti sacrifici e duro lavoro, ma quando si ha una passione “non puoi fare altro che seguirla”.