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  • Flavia

Nel ricordo di Mimì


Esce il 15 Febbraio la raccolta “Mia Martini - Mimì” con versioni rimasterizzate di alcuni grandi successi di un’interprete che ha segnato la storia della musica italiana. Cogliamo l’occasione, nella settimana successiva alla 69°edizione del Festival di Sanremo e dopo la messa in onda della biopic “Io sono Mia” (regia di Riccardo Donna) per parlarne ai nostri lettori. Noi della redazione ci siamo emozionati almeno una volta ascoltando “Almeno tu nell’universo” e dunque ad oggi nutriamo una speranza: accendere nei giovanissimi quella fame verso il suo repertorio, un vero e proprio patrimonio musicale che Mia ci ha lasciato, sebbene in molti abbiano cercato di applicare l’oblio sulla sua arte e, ancor peggio, sulla sua esistenza.

Mia, per tutti Mimì, è stata vittima del pregiudizio e fu coinvolta in quel sistema “tritacarne” capace di scartare interpreti e artisti come fossero prodotti usa e getta. Ma si può davvero pensare che questi elementi siano stati sufficienti a rovinare la carriera di un artista così talentuosa? È forse questo uno dei quesiti che ci si potrebbe porre dopo la visione del film a lei dedicato "Io sono Mia" o, ad ogni modo, un aspetto curioso che riguarda questa grande artista. Una straordinaria Serena Rossi (incredibilmente somigliante alla cantante) ci rivela Mia in tutti i suoi dettagli fisici e caratteriali durante gli anni degli inizi, fino ad arrivare e concludersi alle ultime esibizioni sul palco dell’Ariston, antecedenti alla sua morte. Si parte dalle prime esibizioni nei club, dove Mia instaura rapporti con artisti come Renato Zero ed Ivano Fossati - con cui avrà una storia d’amore - i due appaiono nel film con nomi diversi sotto richiesta esplicita, scatenando anche alcune polemiche sull’autenticità dei loro rapporti. Non sta a noi giudicare tale scelta. Certo è che, come precedentemente accennato, il pregiudizio ha soffocato e stroncato la vita di Mimì. La sorella Loredana continua a battersi affinché la verità possa emergere a galla per poter smascherare i veri nemici di Mia.

Alla fine degli anni ’70 nell’ambiente musicale iniziò a diffondersi una vergognosa diceria: Mia Martini portava sfortuna. Il pretesto per diffondere tale supposizione fu un incidente stradale avvenuto in tournée nel quale persero la vita alcuni dei suoi musicisti. Successivamente sulla stampa iniziarono a diffondersi foto di spartiti insanguinati: per i giornali Mia non avrebbe voluto pagare l’hotel alla sua band e questo avrebbe poi “scatenato” il drammatico episodio. Per questo motivo, molti decisero che sarebbe stato meglio evitare la sua presenza in Tv e sui palcoscenici d’Italia. Tutto ciò portò Mia a soffrire di una terribile depressione che la fece allontanare persino dai suoi affetti più cari per rinchiudersi in un silenzio “infinito”. Mia Martini morì il 12 Maggio 1995 in solitudine, nel suo letto mentre ascoltava la sua musica. A lei, dal 1996, è dedicato il premio della critica a Sanremo.

A largo di tutte le polemiche che questo caso continua a scatenare negli ultimi giorni , la musica è e rimarrà qualcosa di eterno e per questo preferiamo concludere il discorso con una piccola playlist di 5 brani a noi più vicini e graditi:

Cumm'è – in dialetto napoletano, duetto con Roberto Murolo 1992

Almeno tu nell’universo – Sanremo 1989

Piccolo Uomo - 1972

Minuetto - 1973

Gli uomini non cambiano- 1992

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