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Vergine: il nuovo album sarà un bouquet di fiori colorati


"Fragole” è il nuovo singolo dei bolognesi Vergine, al secolo Lucia Lareglia e Pierpaolo Ovarini, seconda anticipazione dal loro album d’esordio in uscita a primavera 2021 per Nufabric Records e Kobayashi editore, con distribuzione Artist First.

Il brano arriva a qualche mese di distanza dal precedente singolo “Gin Lemon”, accolto

positivamente dal pubblico e dagli addetti ai lavori, con preziose segnalazioni su piattaforme del calibro di Radio 2 Indie, Le Rane e Sei tutto l’Indie di cui ho bisogno.

Li abbiamo intervistati per voi, di seguito l'intervista!


Per iniziare, presentatevi, chi sono i Vergine? A cosa dobbiamo questo nome d’arte?

Lucia: Preferiamo si dica “chi è Vergine”. Vergine è un concetto, anzi l’insieme di concetti legati tra loro. Facciamo intendere attraverso la scelta del linguaggio, dei suoni, dell’immagine quali siano, ci piace lasciare un velo davanti a ciò che facciamo e non parlare direttamente di quali siano questi concetti. Vorremmo che siano gli ascoltatori a coglierli. Vorrei solo dire che Vergine è la nostra essenza variegata, sfaccettata, colorata, come la musica che vi faremo ascoltare nel tempo.

Pierpaolo: È frutto di una scelta che rispecchia l’approccio che ci siamo dati nella scrittura di questo album. Noterete il contrasto evidente tra il modo di cantare e le parole scelte. “Vergine” rispecchia una molteplicità di significati e di chiavi di lettura, dalle più smaliziate alle più solenni. Volevamo che ognuno scegliesse la sua chiave di lettura in questo contrasto che si crea tra la musica, l’interpretazione e le parole.



Il brano arriva a qualche mese di distanza dal precedente singolo “Gin Lemon”, quali sono i punti di incontro tra i brani e quali invece le differenze?

Lucia: Punti d’incontro e differenze allora, la solennità con cui interpreto il brano è sicuramente un punto d’incontro come l’atmosfera rarefatta e sognante, molto più rarefatta di quella di Gin Lemon. Gin Lemon è energica musicalmente parlando, aggressiva nel testo, molto più diretto di quello di Fragole, in Fragole è tutto apparentemente “dolce” ma in realtà e tutto fortemente tagliente e amaro, canto molleggiando le consonanti di parole che fanno male e che fluttuano sul sidechain di un basso che risuona nel petto togliendoti quasi il fiato.

Pierpaolo: Fragole è un brano particolarmente diverso da Gin Lemon nella sua concezione prettamente musicale, è un brano lento e paradossalmente più opprimente, sei sempre aggredito dal suono nonostante l’atmosfera distesa. Il punto di incontro è sicuramente l’approccio alla scrittura che rimbalza tra l’elegante e il profano. Il testo è comunque diverso in quanto tratta in maniera cinica qualcosa che è già accaduto in contrasto con il “sarebbe potuto essere” euforico di Gin Lemon.


Fragole è l’elegante racconto di un tradimento, ma per voi cos’è l’amore?

Lucia: Credo debba ancora capirlo, per adesso posso dire che per me l’amore sono io, tu che leggi, l’amore siamo noi in primis , credo che solo capendo un concetto simile si possa capire poi cosa realmente sia.


È un brano che guarda all’oltreoceano, è questa la vostra dimensione o vi piace esplorare le varie sfaccettature, tra cui la musica nostrana?

Lucia: Noi non ci poniamo limiti territoriali, stilistici, di genere, facciamo ciò che sentiamo nostro, sia io che Pier siamo dei grandi ascoltatori musica diversa, amiamo cogliere i particolari di ciò che ci piace, rielaborare e plasmare poi le nostre idee. Ammetto che entrambi siamo sempre stati più propensi ad ascolti oltreoceano ma non li prendiamo come punti di riferimento, cerchiamo solamente di fare il nostro, poi se ciò che produciamo potrebbe interessare gente al di fuori dello stivale, ben venga, non possiamo che essere felici.

Pierpaolo: Noi siamo sempre stati più ispirati dalla musica estera e direi che questo è il brano che più risente della nostra eredità elettronica. In questo caso in particolare ci siamo ispirati più ai nostri brani (inediti) per cercare coerenza tra la musica e il testo.


A primavera vedremo arrivare nel (mercato) panorama musicale il vostro album d’esordio, potete anticiparci qualcosa a riguardo?

Lucia: È un bouquet di fiori colorati, con forme strane e che provengono da luoghi completamente diversi. Mi piace vederlo così, Pier dice folle, direi di si. Abbiamo osato in modo spontaneo e del tutto naturale, vogliamo fare ciò che ci piace fare e la nostra family Nufabric ci ha lasciato liberi di creare senza “paletti” o dandoci degli stampini da usare per i nostri brani, questa è una cosa non da tutti, assolutamente non scontata.

Pierpaolo: E’ un album molto spinto e un po’ folle, non ci siamo dati alcun limite di genere se non il concept di Vergine. Direi che è una raccolta di brani particolarmente istintivi e veri, ci siamo presi delle grandi libertà stilistiche, sempre giustificate dalla nostra volontà del momento. Da sottolineare il sostegno della famiglia di Nufabric che ci ha sempre ascoltati, dato pareri, consigli e supportati.


Concludiamo con la domanda di rito: qual è l’augurio che fate a voi e la vostra musica?

Lucia e Pierpaolo: Ci auguro di salire il prima possibile su un palco, la nostra musica va vissuta oltre che ascoltata e ci auguriamo che Vergine vi faccia sempre pensare.


Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio

Flavia Paoli

Alessia Campiti