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Alla scoperta de "La Municipàl"



Loro sono Carmine e Isabella Tundo (in arte La Municipàl), un duo indie-pop di Galatina, nel Salento.

Portano sul loro palco chitarra e batteria (Carmine) e pianoforte (Isabella).


Ho scoperto i fratelli Tundo in occasione del Concertone del 1°maggio - edizione 2018- e da lì ho iniziato sempre più ad apprezzare la loro versatilità. Li ritengo degni rappresentanti del cantautorato indipendente che sta avanzando e contribuendo ad accrescere lo spessore musicale del panorama italiano.


Mi piace raccontare la genesi del loro sodalizio artistico affidandomi alle parole di Carmine Tundo tratte da un post del settembre 2019 sul profilo Instagram della band:

“Nel 2013 è nata La Municipàl per l’esigenza di raccontare alcune storie.. Per caso cominciai a far registrare alcune voci in studio a mia sorella che in quegli anni viveva a Roma. Con il tempo è diventato un modo per stare insieme ed affrontare la distanza che ci separava”.


Il post continua con un importante novità che ha interessato la band di recente:

“Oggi Isa è diventata grande e la sua strada, piena di sacrifici, la porterà lontano per questioni di lavoro, un lavoro che finalmente gratifica il suo lungo e faticoso percorso di studi. Per questo non sarà più possibile averla con me su palco nel tour, però continuerà a cantare nei dischi de La Municipàl ed a regalarci emozioni con la sua voce”.


Dopo il loro lancio con il primo singolo “Via Coramari” hanno preso parte come “opening act” a numerosi concerti di artisti prestigiosi fra cui Niccolò Fabi, Roberto Angelini, Le luci della centrale elettrica e Subsonica. Hanno vinto nel 2016 il premio MEI (Meeting delle etichette Indipendenti) che si svolge a Faenza da lungo tempo.

Nel 2018 pubblicano l’EP “B-side” con il rilascio dei singoli “Cartoline di fine estate”, “Come ci fotte l’amore” e “Iole”.

A marzo 2019, sotto etichetta iCompany di Massimo Bonelli, hanno pubblicato l’album “Bellissimi difetti”, già anticipato dal brano “Finirà tutto quanto”.

Hanno inoltre preso parte (insieme ad altri colleghi della scena indipendente) al tributo a Fabrizio De André nell’aprile 2019, realizzando una deliziosa cover di uno dei brani più amati e conosciuti del cantautore genovese ovvero “La canzone di Marinella” (di cui consiglio l’ascolto).


“Quando crollerà il governo” è il loro ultimo singolo. È uscito in vinile (Lato A. “Quando crollerà il governo”) e Lato B (“Fuoriposto”) e in tutti gli store digitali il 20 febbraio scorso.

Un brano dal ritmo incalzante, che prende probabilmente spunto dalla cronaca politica dall'estate passata e la crisi di governo (“Faremo come quel Ministro stronzo, butteremo tutto all'aria per sentirci meglio”). Fondamentalmente è un brano in cui è forte l’invito reciproco a rimanere uniti e saldi senza sconvolgere l’equilibrio delle cose e di ogni certezza (“Quando crollerà il governo ti prego non crollare più [..] Ed io mi sento fuori posto senza te”).


Se dovessi confidarvi ciò che più mi colpisce di questi giovani artisti, risponderei così: le loro sonorità. In secondo luogo, l’amalgama tra le due voci risulta estremamente azzeccato, nella delicatezza di ciò che si dice.


La canzone estrapolata dalla mia playlist e che voglio condividere qui (fate click) è il singolo “I tuoi bellissimi difetti”, brano di cui adoro l’arrangiamento e che secondo me avrebbe meritato molto più spazio nelle radio e sui canali musicali.


È un brano che trasmette un grande senso di positività e leggerezza (che non vuol dire vacuità) e mi permetto di lasciarvi con questa personale interpretazione.

Vedo una coppia di innamorati: l’uomo si prende cura della sua donna e la esorta ad amarsi un po’di più, accorgendosi di “quei bellissimi difetti” che la rendono bella ai suoi occhi e a quelli di tutto il mondo. Cicatrici e smagliature non contano se c’è comprensione, se c’è amore.

Viene citata figurativamente anche la nudità intesa nella rappresentazione di due corpi che si annusano e si amano, entrando in empatia.

Un inno di sensualità imperfetta che si adatta bene ai tempi moderni dove la bellezza è continuamente messa in discussione.


Flavia Paoli