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Cento: "Verde scuro" e l'importanza della trasparenza nei rapporti


Esce oggi, venerdì 27 novembre, "Verde scuro", il nuovo singolo di Cento che, insieme a "Sale", segna l'avvento del nuovo progetto musicale dopo "Lato B", il suo primo EP.

Le sue canzoni sono definite da lui come frammenti di anima, che la gente può ascoltare. Vive di musica semplice, di cantautorato vecchio stampo e di genuinità. La sua voglia di

fare musica è un bisogno fondamentale e noi lo abbiamo intervistato per farvelo conoscere meglio. Continuate a leggere per sapere cosa ci ha raccontato.


Ciao, innanzitutto come stai? Puoi spiegarci il tuo nome d’arte?

Sto molto bene, grazie. Il mio nome d'arte non è nient'altro che il mio cognome. Ho provato svariate volte a trovare un nome artistico più o meno adatto, alla fine ho scelto il mio.


Verde scuro, il tuo nuovo singolo, è stato scritto in Sicilia, durante le vacanze estive. Quanto vale per te quella nota di veridicità che viene data al brano dalle esperienze vissute? Aiuta ad istaurare un rapporto con l’ascoltatore?

Raccontare qualcosa di vissuto in qualche modo ti espone, ti fa dire un po' chi sei insomma.Credo che se le persone si identificano in quello che canti, in qualche modo si sentono più vicini a te. Ed avere questa sorta di condivisione credo sia molto positivo.


Hai detto che scrivendo il brano hai iniziato a pensare alla trasparenza dei rapporti tra le persone. È questa la cosa che più ti manca della situazione in cui ci troviamo a causa della pandemia?

No, la trasparenza non è legata al momento che viviamo per quanto mi riguarda. Manca in generale. Dovremmo essere tutti trasparenti nei rapporti, perché se lo sei, non corri nessun pericolo.


In questo brano è rintracciabile una vena legata strettamente al cantautorato italiano. Potremmo dire che è questa la cifra che caratterizza la tua musica?

Si, credo proprio di si. Amo il cantautorato autentico italiano. Punto molto sui testi, voglio che dicano qualcosa che faccia riflettere o semplicemente qualcosa di bello da ascoltare.


A febbraio è uscito il tuo primo album “Lato B”. Se dovessi descriverlo a chi si approccia ad un primo ascolto, come lo faresti?

Direi che c'è dentro un po' degli anni 70/80. Questa è la mia arte...


La situazione in cui ci troviamo sta incentivando la tua arte o ha posto una sorta di freno?

Non credo esista un freno, l'ispirazione la si trova anche in delle cose banali. Tutto può essere trasformato in arte. Quindi credo che io sia rimasto quello di sempre (artisticamente parlando)


Puoi già farci qualche spoiler sui progetti futuri o ci sarà ancora da aspettare?

Ho parecchie canzoni in cantiere, credo farò uscire qualche altro singolo presto.


Per concludere ti faccio la domanda di rito per noi di QBMUSICA: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Auguro a me stesso di diventare ciò che nella mia testa ho sempre immaginato.

Per la musica auguro che sia buona, imparate uno strumento. La musica nasce da quello.