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  • Rossella Mantuano

Achille Lauro: il Rolls Royce Las Vegas Tour incanta l’Italia


Achille Lauro, al secolo Lauro De Marinis, nasce a Verona nel 1990, ma cresce a Roma. Conquista il cuore del suo pubblico con il Rolls Royce Las Vegas Tour e regala enormi emozioni a tutti i presenti.

"Vertigini", "Scandalo", "Smarrimento".

Sono queste le tre parole chiave con cui il cantautore romano ha presentato il Rolls Royce Las Vegas tour, che lo ha visto esibirsi a Firenze il 3 ottobre e successivamente a Roma, Milano, Bologna, Torino e infine Napoli.

L’artista, divenuto noto al grande pubblico dopo la partecipazione all'ultima edizione del Festival di Sanremo con il brano "Rolls Royce", è da considerare come una delle personalità più eclettiche del panorama musicale odierno, in grado di cambiare sia stile musicale, passando dalla "samba trap" al rock, che immagine, come dimostrano i numerosi cambi di look avvenuti nel corso dei concerti.

Proprio in virtù di questa singolarità nel vestire e nel presentarsi, l’artista è stato più volte paragonato a Renato Zero, tanto che, per rendere omaggio a quest’ultimo, Achille, in una delle sue date, ha optato per un look che richiama sfacciatamente la copertina dell’album Zero 70.

“Nessuno proverebbe a dipingere la stessa tela due volte, é importante sperimentare sempre cose nuove", così risponde Achille se gli si chiede come faccia a passare da uno stile musicale all'altro così velocemente e ad essere allo stesso tempo così versatile.

Quello che l'artista sta portando in giro per tutta Italia, assieme alla sua band e al suo storico produttore Boss Doms, è uno spettacolo di grande spessore.

Si passa dalle canzoni come "Thoiry", "1969" (link all'album) e la stessa "Rolls Royce", ormai vere e proprie hits, a brani che offrono un maggiore spunto di riflessione, ad esempio "Penelope", "Zucchero" e "Roma", una poesia dai toni crudi, in cui emerge la sensibilità e la profondità dell'artista.

L’ultima canzone citata racconta, con lucida rassegnazione, le difficili condizioni dei ragazzi che vivono nella periferia della capitale, spesso abbandonati a sè stessi (tema molto caro al cantautore, affrontato anche in altri pezzi dei suoi precedenti lavori).

Arriva poi "C'est la vie", canzone particolarmente amata dal suo pubblico e non solo.

Il significato del pezzo, come ha spiegato lo stesso Lauro, è “dare il proprio cuore a qualcuno, consapevole che un giorno potrà spezzarlo, ma confidando nel fatto che non lo faccia mai".

Sul palco si sono susseguiti vari ospiti come Anna Tatangelo, con cui ha collaborato nel remake del famoso brano Ragazza di periferia", Fabrizio Moro, Stash, Morgan, Fred de Palma, Gemitaiz, Clementino, Rocco Hunt, Quentin40 e tanti altri.

Achille Lauro viene paragonato spesso ad altri artisti, ma la verità è che Lauro é Lauro, è tutto e niente, o si ama o si odia e non è possibile accostarlo a qualcuno, semplicemente perché è fuori da ogni schema.

Proprio lui ha definito i generi musicali "gabbie per topi" ed é questo che lo rende unico.

Tutto il successo che sta avendo é dovuto anche alla voglia di rivalsa di questo giovane talento, la redenzione di un "ragazzi madre" ("Ragazzi Madre" è titolo del terzo album dell'artista, uscito nel 2016, ndr.), come lui stesso si è definito, cresciuto insieme al fratello e ad altri ragazzi poco più grandi di lui.

Pochi giorni fa l'artista, attraverso una lettera ai giornalisti e ai propri fan, ha annunciato l'uscita di "1990". Il nuovo album album lo vedrà, ancora una volta, fare un viaggio nel tempo per recuperare il sound delle canzoni degli anni passati e donargli una veste totalmente nuova e innovativa.

Ora non ci resta che fare un grande in bocca al lupo ad Achille Lauro per questo nuovo progetto e aspettare il prossimo anno per poterlo ascoltare, speranzosi del fatto che non

smetterà di sorprenderci.

Rossella Mantuano

co-autori:

Arianna D'Ambrogio

Simona Valentini

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