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  • Arianna e Simona

Intervista a Cannella: SIAMO STATI L'AMERICA


Cannella

Da venerdì 24 Maggio, su tutte le piattaforme streaming e in digital download, è disponibile “Siamo Stati l’America”, il primo album di Cannella per Honiro Rookies.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Cannella, ma prima di farvi dare un’occhiata a quello che ci ha detto, conosciamo meglio questo artista.

Cannella, all’anagrafe Enrico Fiore, nasce a Roma nel 1995. Si avvicina alla musica da bambino e a 13 anni scrive la sue prime canzoni. La sua grande passione per il mondo musicale è evidente da subito.

Nel corso degli anni si avvicina alla musica HipHop e incomincia a scrivere brani con strofe rappate. A 18 anni pubblica sul web le sue prime canzoni a nome di Eden e viene contattato da una realtà indipendente di Torino.

Dopo aver concluso la collaborazione con questa realtà avviene il cambio del nome d’arte in Cannella e si avvicina all’indie-pop. Il progetto riceve l’attenzione di Honiro Rookies ed inizia così il percorso di Cannella.

Siamo Stati L’America” è stato anticipato dai brani : "Campo Felice", “Venerdì”, “‘Nei Miei Ricordi’ , “Di Cuore”, e “Spazzolino”.

Passiamo al punto focale di questo articolo, ossia quello che Cannella ci ha raccontato in un’uggiosa giornata romana.

Abbiamo chiesto all’artista di introdurci il suo disco e lui ha iniziato a parlare a ruota libera, è palpabile la sua felicità e l’orgoglio per avere tra le mani il suo primo grande progetto.

Allora, sicuramente si tratta di un disco a cui sono molto affezionato perché è molto intimo e personale, penso si possa dedurre ascoltandolo.

È un disco che parla molto della mia vita privata, della relazione di cinque anni che è finita, di cose personali, di vita vera, di quotidianità.

L’ho lavorato per due anni interi, è stato scritto in vari periodi della mia vita. A livello musicale è stato prodotto da Matteo Costanzo e “Nei miei ricordi” e “Siamo stati l’America” con Prod By Enemies.

È un disco a cui ho iniziato a lavorare da indipendente, successivamente ho avuto la fortuna di farlo ascoltare ad Honiro, la mia attuale etichetta.

Il progetto è stato sposato e a dicembre ci ha portato anche sul palco di Sanremo Giovani. È un disco che mi ha dato tanto anche prima della sua uscita.

Quali sono i progetti futuri?

Dal punto di vista dei live non è stato ancora annunciato nulla, ad eccezione della release dell’album che sarà sabato primo giugno a Roma, a San Lorenzo, e suonerò i brani del disco con invitati e fan a cui farà piacere essere presenti.

I live effettivi inizieranno in estate, in autunno, comunque ci sarà un calendario che poi pubblicherò sui social.

C’è una parte del live che ti piace di più, che ti soddisfa maggiormente?

Il discorso live a me da soddisfazione nella sua interezza. Come Cannella, con questo progetto che ho iniziato da un paio d’anni, non ho avuto molte esperienze live, ma devo dire che comunque mi emoziona tanto portare le mie cose davanti a un pubblico, vedere le reazioni. Stare chiuso in studio è bello, ma la dimensione dello show da delle conferme in più, ricevi feedback ed emozioni dallo studio sono impossibili. Mi piace l’adrenalina e le emozioni che provo io e che prova il pubblico coinvolto.

C’è un’esibizione live che ti ha emozionato in modo particolare?

Senza dubbio quella sul palco di Sanremo. Ti spiego, sono più per i live nei locali, con un pubblico davanti.

Il palco di Sanremo è comunque una realtà televisiva che resta fredda, tu canti per delle persone che stanno a casa sul divano, ma comunque è un’emozione molto forte. Un live che mi è piaciuto di più è stato due o tre settimane fa a Roma, con il mio pubblico. L’esibizione a Sanremo è diversa, anche per il palco che ho calcato.

Tra quelli scritti, c’è un brano che ti emoziona di più, che senti maggiormente rispetto agli altri?

Un paio di brani del disco se li ascolto tutt’ora mi trasmettono tanto. Essendo un disco lavorato in un tempo lungo e avendo ascoltato i brani moltissime volte, non mi arriva più l’emozione del primo ascolto. “Venerdì” e “Nei miei ricordi”, sono due brani che hanno qualcosa in comune ma trattano temi diversi.

Nei miei ricordi” è il brano più nostalgico del disco, l’emblema della relazione finita, quindi mi emoziona molto.

Venerdì” è un brano più versatile e personale, in cui lancio molte immagini, è stato scritto in più tempo a differenza del solito, è stato ripreso anche a distanza di mesi in un periodo complicato a livello sentimentale, famigliare, personale e c’è un po’ di tutto, dipinge bene quel periodo della mia vita e mi emoziona sempre cantarlo.

Qual è il consiglio che daresti ai giovani tentano di muovere i primi passi nel mondo della musica?

Perseverare. Non è facile fare questo lavoro e mantenere vivo il fuoco.

Essendo un sogno è facile disilludersi. Bisogna rimanere sempre un po’ con la testa sospesa in aria, non ascoltare sempre i giudizi delle persone razionali perché più cresci, più ti convinci che nella vita vuoi fare solo questo lavoro e meno risulta facile.

Consiglierei di perseverare e non stare sempre con i piedi per terra, ma sognare.

Se non fossi riuscito ad inserirti nel mondo musicale, quale sarebbe stato il tuo piano b?

Non ci sarebbe stato. Non ho un altro sogno.

Qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

L’augurio che posso farmi è quello di riuscire a far arrivare la musica a più persone possibili, di poter fare questo nella vita in maniera sempre più professionale, come lavoro, anche se non mi piace chiamarlo in questo modo.

Spero possa avvolgermi sempre di più, a 360º.

Sentiremo sicuramente parlare in futuro di questo giovane artista.

L’augurio che noi gli facciamo è di riuscire a calcare palchi sempre più importanti e di continuare a “tenere la testa tra le nuvole”.

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