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Eva Pevarello: "Questa Pelle è la mia rinascita"


eva pevarello

Lo scorso 13 ottobre è uscito il primo album di Eva Pevarello, "Questa Pelle", anticipato dal singolo U CAREA (feat. Danno).

I sette brani che compongono “QUESTA PELLE” raccontano la personalità di Eva in tutte le sue sfaccettature: l’album è infatti il primo del quale è autrice e coproduttrice, insieme al producer romano Simone De Filippis, ed è un’occasione per raccontare le sue origini. Per la prima volta, infatti, la cantautrice omaggia le sue origini gitane, cantando brani in Sinto, la sua lingua natale. Il disco vanta importanti collaborazioni che hanno arricchito e stiamo parlando, nello specifico, di Fabio Rondanini e Josè Ramòn Caraballo Armas e Danno dei Colle Der Fomento.

Di seguito la nostra instevista.



Per iniziare come stai? Come ti senti a pochi giorni dall’uscita di questo nuovo album che, come hai dichiarato, segna un “nuovo inizio”?

Sto molto bene, sono super gasata diciamo non vedo l'ora che esca, non sto dormendo la notte perché sono molto curiosa di sapere la risposta anche che avrò rispetto a questo disco che per me rappresenta una ripartenza, una rinascita.


C’è un brano a cui sei particolarmente legata? Se si, quale e perché?

Ovviamente tutti i brani, ma diciamo che due brani per me più importanti sono U Carea con il feat di Danno che è la perla del disco.. Un altro brano che mi piace tantissimo è Rimane il profumo. Questo brano ha subito diverse trasformazioni, avevo cominciato a scriverlo qualche anno fa parlo della parte strumentale della strofa, avevo scritto un giro di piano, un altro testo e melodia. Quando ho iniziato questo nuovo progetto si è sbloccato questo brano e ora è nella sua veste migliore, ci sono legata perché parla anche di un'amicizia finita che era la più importante della mia vita e quindi diciamo sentimentalmente sono molto legata a questo brano.


All’interno dell’album è presente un brano in Sinti, un richiamo alle tue origini, ti va di raccontarcelo?

Questo brano lo ha scritto mio papà anni fa.. Praticamente io non avevo mai provato a cantarlo. Poco dopo il mio arrivo a Roma ho fatto un servizio fotografico per una rivista che tratta gender fluid, abbiamo fatto queste foto per ricordare le mie origini e mi hanno chiesto di creare qualcosa da mettee come brano di sottofondo al backstage del servizio fotografico. Cantarlo mi ha emozionato moltissimo e ho deciso di farlo mio e inserirlo nel disco per raccontare le mie origini, come una perla.


Collegandomi alla precedente domanda, quanto sono importanti le queste origini all’interno della tua arte e quanto la influenzano?

Adesso molto, quando ancora non avevo capito che dovevo fare questa cosa no. C'eranp solo il mio vissuto e la mia persona, nella musica era la prima volta che la portavo. Ci sono pochissimi sinti che cantano in questa lingua al mondo e perlopiù sconosciuti.


Ad X factor hai avuto modo di lavorare con Manuel Agnelli. Che cosa è significato per te quel percorso?

Lavorare con Manuel Agnelli è stato fantastico e una botta di culo pazzesca perché era la sua prima edizione e tante cose ancestrali si sono incastrate. È stata un'esperienza fortissima che mi ha segnato nel bene e nel male.. emotivamente da gestire non è stato semplice un post talent ma sono super grata di questa esperienza e la rifarei assolutamente, mi ha permesso di capire che potevo fare della musica il mio lavoro e non solo come una passione.


Rimanendo collegati alla domanda precedente ed entrando nell’ottica del mercato contemporaneo influenzato dallo streaming. Quanto è, al contrario, importante formarsi con esperienze live e quanto i live pesano nella carriera di un artista che vuole approcciarsi a questo mondo?

Secondo me se vuoi fare questo lavoro è fondamentale, il pubblico vero lo vedi quando fai un concerto. Sui social, in digitale, i numeri contano ma fino ad un certo punto..devi vedere quante persone realmente vogliono sentirti, vederti e condividere la tua musica. È fondamentale fare live e la parte più bella di questo lavoro, essere lì sul palco e portare al di fuori di 4 mura il lavoro che uno fa.


Ti va di parlarci delle collaborazioni presenti all’interno dell’album? Come sono nate e cosa significano per te.

Quella di Danno è quella della vita perché sono sua fan e dei Colle der Fomento da diversi anni , è un sogno diventato realtà. La collaborazione con lui è nato in un modo molto semplice, abbiamo scritto questo brano, U Carea, e all'inizio avevo solo strofa e ritornello ma sentivo che mancava qualcosa, ho pensato che ci sarebbe stato benissimo un feat.con qualcuno che reppa. Ho scritto quest'altra parte di piano dove si sente lui che reppa e tramite un'amica in comune mi sono fatta dare la sua mail, gli ho scritto se andava di fare questa collaborazione, poi ci siamo incontrati ed è nata questa cosa stupenda. Mi ha apprezzata un sacco con gli altri pezzi, c'è stato un bello scambio tra di noi ed è nata un'amicizia.


Dove si vede Eva tra 10 anni? Che augurio fai alla tua musica?

Sicuramente mi vedo ancora nello stesso posto, continuerò ad ogni caso a fare musica e a tatuare anche perché mi ha permesso di fare il disco. L'augurio più bello che posso fare è quello di riuscire a fare più concerti e live possibili, con la promozione..ho bisogno di fare questa cosa, anche perché dopo ciò che abbiamo passato con il Covid

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