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Lelio Morra: ESAGERATO è uno spaccato della mia vita


Nato a Napoli una trentina d’anni fa in un giorno in cui nevicava, Lelio Morra è un cantautore che si fa strada nella nuova canzone italiana. Ripercorriamo alcune tappe della carriera dell'artista prima di procedere alla lettura di un'intervista che ha visto Lelio raccontarsi a noi e a voi. A 19 vince il Premio De Andrè, poi suona tra Napoli, il resto dell'Italia e la Francia. Il suo raffinato talento autoriale lo porta a scrivere per Ornella Vanoni e Deborah Iurato (dopo una borsa di studio al CET di Mogol). Lelio gira l’Italia con la sua band JFK & La Sua Bella Bionda per più di 400 concerti. Condivide poi il palco, da solista, con Ermal Meta, Calcutta, Perturbazione, Le Vibrazioni, Canova, Roberto Vecchioni, Fabrizio Moro, La Rua, Gazzelle, Riccardo Sinigallia. Tra il 2016 al 2017 pubblica 3 singoli con Universal Music tra cui “Dedicato A Chi” brano tra i protagonisti del 2016. Arriva tra i 5 finalisti del Premio Tenco 2020 come miglior Opera Prima, inizia il 2020 con il Capodanno in Piazza del Plebiscito di Radio KissKiss e dopo l’uscita del suo disco d’esordio ESAGERATO (SolidRecords/Luovo), il TOUR ESAGERATO pianificato da Febbraio a Maggio ha visto realizzarsi solo le prime 5 date, per poi essere annullato causa pandemia.

Finito in alta rotazione nelle principali playlist di Spotify e nelle radio

italiane, ESAGERATO racconta storie ed esperienze della vita di Lelio, tra Milano e Napoli.

ESAGERATO è il titolo che ho scelto per il mio disco” - racconta Lelio -

Chi mi conosce sa che è una parola che uso come intercalare ogni 4/5

cose che dico. Mi diverte la doppia lettura che può averne il significato

data l'accezione negativa in italiano in contrasto con quella napoletana.

E' una parola di nove lettere, nove le fotografie in copertina, nove le

canzoni. Sarà che giocavo a calcio col numero 9 e mi chiamavano Toro

Baroa. Sarà che un amico tempo fa mi ha parlato della serie dei 9.”


Ciao e grazie per questa chiacchierata! Per iniziare parlaci un po’ di te.

Ciao! Piacere d'essere dei vostri. Beh, che dire, mi chiamo Lelio Morra, sono nato a Napoli una 30ina d'anni fa in un giorno in cui nevicava e sono uno che scrive canzoni.


“ESAGERATO” è il tuo disco d’esordio, parlaci un po’ in generale di questo progetto.

Si, è il primo disco pubblicato a mio nome (dopo SignorsìSgnoraTango con gli Eutimìa, Le Conseguenze dell'Umore con JFK & La Sua Bella Bionda) e 3 singoli con la Universal tra il 2016/17 a mio nome. Quindi è il primo da "solista" ma il terzo del mio percorso. Parlarne ora mi fa un po' strano in sincerità, perché questa pandemia ha bloccato tutto (a tutti) e nel mio piccolo dopo le prima 4 date del tour a febbraio mi sono ritrovato a casa a fare le pizze, a sentirmi in 1984 di Orwell tra le dirette che facevo e quelle che seguivo, a scrivere, a finire Netflix, Spotify e la libreria, a impazzire sul sito dell'Inps, a suonare un paio di volte per il mio amorevole condominio di Milano, ad aspettare e poi boh, le canzoni non muoiono e le amo, ma i tempi di vita/promozione/live di un disco sì. Per cui ora sto guardando oltre. E' come se gli ultimi 2, se non 3, anni di lavoro intorno al disco siano andati in fumo insieme a chi ci ha lavorato, a cui sono grato ma in casi come questo è meglio una fine senza angoscia che un'angoscia senza fine. Il disco è uno spaccato della mia vita, l'ho scritto, registrato e prodotto tra Napoli e Milano. E' una cernita di 9 canzoni a cui sono legato e che hanno meritato d'esserci dal mio punto di vista per dire "Ciao, sono Lelio, quello nato a Napoli in un giorno etc. , e sarai felice di accogliervi nel mio mondo" ma credo che questo non sia stato ancora possibile.

Mi ha dato momenti di felicità e orgoglio come suonare lo scorso capodanno in piazza del Plebiscito a Napoli o l'essere menzionato tra i 5 migliori dischi d'esordio per il Premio Tenco. Canzoni come Giganti, Gli Aeroplani, (Ogni Volta Che) Elena, Torno A Scuola sono a mio avviso un'espressione del mio animo di cui sono contento e quindi ottimo che ce ne sia traccia su un vinile, nei negozi, qualche radio o Spotify. E' una gran gioia per me ma c'è bisogno di altro che mi auguro di trovare.

Durante la tua carriera hai fatto da spalla ad alcuni artisti tra i più importanti nel panorama musicale italiano come, ad esempio, Ermal Meta, Calcutta, Fabrizio Moro e Gazzelle. Se dovessi sceglierne uno con cui collaborare (tra quelli che ho citato e non), chi sarebbe e perché?

E' un gran privilegio condividere il palco con artisti affermati e che stimi. Il loro lasciarti la responsabilità e la gioia del pubblico che li aspetta è un attestato di fiducia e mi ha permesso di incontrare gente che poi ho ritrovato dalla mia parte. Mi piacerebbe collaborare con La Municipal, ma non perché gli ho aperto un concerto, perché mi piacciono.

Con la tua band, nel 2013, hai fatto più di 400 date Live. Cosa ti porti dentro dall’esperienza della band e quali sono per te le differenze principali tra suonare in un gruppo ed essere solista?

Amo la concezione della musica strettamente legata al viaggio, mi porto dentro le persone incontrate, tra il pubblico, gli addetti ai lavori, i gestori del locali, le città, i paesini, grandi strade piene, vecchi alberghi dimenticati , le cene, i sorrisi, le delusioni, i chilometri, il sudore, le macchine scaricate, le accoglienze meravigliose, le stanze con 4 materassi a terra senza porte ed un canarino.. boh è un puzzle infinito, ma che tra gli alti e bassi è meraviglioso e fa della mia rubrica telefonica una gran risorsa anche al di fuori della musica per fare due chiacchiere con qualcuno con cui si è parlato chissà dove e quando la stessa lingua. Una band è una famiglia e ci si muove sempre insieme da tutti i punti di vista (le foto, le comunicazioni, i compiti) al netto di chiunque ci sia a mantenere le redini. Da quando mi sono trasferito a Milano ho iniziato a lavorare a mio nome, restando sempre in ottimi rapporti con i musicisti che ho avuto la fortuna di conoscere e che hanno deciso di sposare la mia causa, come quelli conosciuti successivamente, e non può che ricrearsi un senso di famiglia o empatia che si rigenera poi nel suonare insieme. Se non c'è questo (e può capitare, amen, nessuna tragedia) meglio cambiare. In sintesi, non può che esserci per forza una squadra, perché da solo non avrei fatto nulla, poi dipende da come rema la squadra, ma questo è un altro capitolo. Non mi ha spaventato l'idea di non essere più rappresentato ad esempio dal nome JFK & La Sua Bella Bionda, anzi in realtà non poteva che prendere questa dimensione, tornando al mio nome e raccontando così le mie storie.

Adesso abbiamo alcune domande che ci arrivano direttamente dai tuoi fan. La prima è: Durante questa pandemia sono nate nuove sinergie e collaborazioni che non ti aspettavi o hai usato questo periodo per dedicarti a qualcosa per cui prima non avevi avuto tempo?

Sì, ho avuto delle collaborazioni di cui sono contento e usato il tempo principalmente per non impazzire e fare i conti con la realtà, che però ha avuto anche risvolti meravigliosamente assurdi che un bel giorno racconterò.

Poi ti chiedono: Sappiamo che hai continuato a scrivere. Pensi già ad un secondo album? Puoi darci qualche spoiler sui progetti futuri?

Dove sono andati tempi andati?

E ancora: Di recente hai avuto modo di scrivere in napoletano, pensi che il dialetto abbia fatto emergere anche un'altra parte di te e la consideri quindi una nuova strada su cui sperimentare, oppure credi che il tuo modo di raccontare si esprima meglio in italiano?

Mi ha affascinato specie la rapidità con cui il napoletano mi ha lasciato trovare soluzioni di scrittura, credo semplicemente sia bello poter essere coscienti delle diverse possibilità di espressione.

Per concludere ti facciamo noi una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Mi auguro di tornare ad abbracciare chi amo quanto prima, quando e dove voglio e che si creino le condizioni per un nuovo lavoro da suonare in giro in tempi adatti.


Grazie Lelio, alla prossima!