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  • Sara

Festival di Sanremo: impressioni dopo il primo ascolto


E' andata in onda ieri la prima puntata del sessantottesimo Festival di Sanremo, e abbiamo potuto ascoltare tutte le canzoni in gara.

Noi vogliamo condividere con voi le nostre sensazioni al primo ascolto.

Annalisa - Il mondo prima di te

Ha il compito di aprire questa gara, nella sua “Il mondo prima di te” canta della possibilità di rinascere e crescere dopo la fine di un amore. La frase più significativa per la cantante è “Siamo due radici che si dividono per continuare a crescere”. La canzone convince, chi la interpreta anche. Punta l'asticella in alto. Bell' inizio! Brava, brava, brava.

Ron - Almeno pensami

Lucio è tornato, anche se per poco più di tre minuti. È stato proprio come vederlo li di fianco al suo amico Ron, che con una eleganza e un rispetto che forse siamo ormai poco abituati a vedere in televisione, canta le immagini semplici e dolcissime che hanno sempre contraddistinto le poesie di Lucio. Magico.

The Kolors - Frida (Mai, mai, mai)

Prima canzone da definirsi assolutamente moderna. La cifra stilistica dei Kolors si sente forte e chiara. Bello che non si siano snaturati per questo evento, la canzone è orecchiabile e radiofonica ma forse l'orchestra ha preso un po' il sopravvento in questa prima esibizione.

Max Gazzè - La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Far conoscere una storia popolare pugliese a tutta Italia si può e la prova di questo ce la da proprio Max Gazzè con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. La storia narra di un pescatore che si innamora di una bella ragazza del paese proprio sul mare. Le sirene adulano il pescatore (Pizzomunno) il quale rifiuta di seguire il canto delle sirene per amore della bella Cristalda la quale verrà inghiottita dal mare per volere delle sirene e Pizzomunno a causa del dolore si pietrificò diventando la roccia bianchissima che oggi svetta sulla spiaggia di Vieste. La storia popolare ci racconta l'amore che supera ogni cosa, anche il tempo. “Io ti aspetterò fosse anche per cent'anni aspetterò”. Grazie a Max Gazzè, De Benedittis e Francesco Gazzè (gli autori) per averci fatto conoscere un'altro lato della tradizione italiana. Favola.

Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico - Imparare ad amarsi

La storia della musica italiana sale sul palco dell'ariston e gareggia con una canzone elegante che parla di vita. Di come sarebbe meglio amarsi e di conseguenza prendere anche scelte difficili come “Imparare a Lasciarsi quando è finita”, perdonarsi e a volte tornare a essere bambini: “Conservo l'infanzia, la pratico ancora”. Canzone non immediata e da ascoltare con attenzione.

Ermal Meta e Fabrizio Moro - Non mi avete fatto niente

Canzone di attualità, denuncia, forza. Tutte cose già dette, ma una canzone che spicca per testo e musica, tra quelle che rimangono più impresse. Parla di ferite ancora aperte e di casi di cronaca che purtroppo continuano a susseguirsi. Ma parla anche della reazione del mondo, di abbracci e sorrisi necessari per andare avanti insieme. “Non Mi Avete Fatto Niente” è un urlo contro chi ci vorrebbe chiudere in casa con la paura.

Mario Biondi - Rivederti

Ci si ritrova improvvisamente in un locale fumoso e buio. Sonorità di altri tempi, swing e grande vocalità di Mario Biondi già conosciuta da tutti e apprezzata. I pareri sono discordanti ma avrà ancora tempo per farsi conoscere.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli - Il segreto del tempo

Due pilastri della musica italiana si riuniscono (non in occasione del Festival tiene a precisare Riccardo Fogli nella serata del DopoFestival). Cantano il loro vissuto ma anche le esperienze che sono comuni a tutti, dei dubbi di fronte ai quali la vita ci pone e del fatto che la vita stessa mette sempre alla prova. Grande vissuto sul palco, anche questa da riascoltare.

Lo stato sociale - Una vita in vacanza

L'Ariston si sta chiedendo che succede. Niente di che, succede che Lo Stato Sociale porta Lo Stato Sociale. Suona un po' canzonatorio il verso “Niente nuovo che avanza” esibendosi dopo parte dei Pooh, ma questo è frutto di una casualità. Si parla di rimanere fermi senza provare a evolvere (magari continuandosi a lamentare) e così questi ragazzi fanno una domanda semplicissima: “Perchè lo fai?”

Noemi - Non smettere di cercarmi

Una bella canzone. Sanremese? Si. Ma proprio una bella canzone, come d'altronde ci ha abituati Noemi e il suo stile inconfondibile. Con un ritornello che rimane può puntare senza problemi ad un buon posto nei passaggi radiofonici. Parla di amore, di recupero e ricerca di questo anche dopo la fine di un rapporto: “Non smettere mai di cercarmi in tutto quello che vivi”

Decibel - Lettera dal Duca

Il ricordo a David Bowie sul palco dell'Ariston. È come una lettera al grande artista definita ”anima silenziosa”, un ringraziamento a ciò che l'artista ha dato nella sua carriera al mondo e in questo caso particolare ai Decibel che si riuniscono e tornano a Sanremo dopo il grande successo di “Contessa”

Elio e le storie tese - Arrivedorci

Dopo il tour d'addio arrivano a Sanremo con la canzone D'addio intitolata appunto “Arrivedorci” (pronunciata come Stanlio e Ollio) raccontano di marziani (forse gli stessi che cantarono “La terra dei cachi” proprio al festival) che li trasformano in musicisti e iniziano a raccontare la loro storia ovviamente a modo loro. Si confermano originalissimi.

Giovanni Caccamo - Eterno

La vera canzone d'amore arriva da Giovanni Caccamo, quella canzone spaccacuore che parla dell'amore in modo positivo senza parlare di abbandoni e rinascita dovuti alla chiusura di un rapporto. Quell'amore che salva da ogni cosa e che vola sopra tutto.

Red Canzian - Ognuno ha il suo racconto

Canta una canzone che “Un giovane, uno che ha vissuto poco questa vita”, così spiega la canzone che presenta a questa edizione del festival. È un guardarsi dentro e scoprire cosa il tempo e la vita ha fatto dentro di sé.

Luca Barbarossa - Passame er sale

La poesia popolare arriva al festival. Canzone in dialetto romano, che più che dialetto è un'inflessione, scritta come una semplice dichiarazione d'amore. La canzone arriva piena di verità e senza filtri forse proprio perchè scritta in dialetto. Emoziona senza troppi fronzoli.

Diodato&Roy Paci - Adesso

Parlano dell'utilizzo dei social. Proprio così perchè le loro intenzioni non sono assolutamente demonizzare i social ma come utiliziamo questi. Spesso il nostro approccio si può definire malato guidato dalle nostre fragilità e da una ricerca di conferme che però solo la realtà può darci. Canzone non immediata e da ascoltare con attenzione.

Nina Zilli - Senza appartenere

Canzone sulle donne e per le donne. Spiega il mondo delle donne e quanto tutti (uomini inclusi) siamo inclusi nelle tematiche che riguardano questo mondo. Testo importante e difficile da eseguire, ma Nina Zilli con la sua classe e la sua bravura riesce a far arrivare il messaggio della canzone.

Renzo Rubino - Custodire

Parla di una sua esperienza comune anche ad altre persone, la separazione dei genitori. Immagina in questo testo di chiudere in una stanza il padre e la madre obbligandoli a dialogare senza litigare e mettendo da parte la rabbia. L' emozione di Rubino nel cantarla è evidente tanto che a fine esibizione arriva a commuoversi. Interpretazione a forte e a cuore aperto.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo - Il coraggio di ogni giorno

Un omaggio agli uomini di tutti i giorni e a coloro che si svegliano e affrontano i problemi quotidiani, quindi una canzone agli eroi di tutti giorni “un canto di speranza” come dice Enzo Avitabile mentre racconta la canzone.

Le Vibrazioni - Così sbagliato

Sono tornati insieme e lo fanno con la loro cifra stilistica inconfondibile, chiudono questa prima serata di gara svegliando chi nel caso durante la lunga serata si fosse un po' assopito (Le vibrazioni si sono esibite circa all' una di notte), con la loro “opera rock”, così la definisce il frontman Francesco Sarcina, che anche grazie all'orchestra prende ancora più forza rispetto alle canzoni de Le Vibrazioni passate.

#festivaldisanremo