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Flaza, una nuova "piccola peste" urban




Buone nuove in casa Honiro. Il 20 Luglio è uscito "Piccola Peste", il singolo d'esordio di Flaza, artista romana classe 2000. Per la giovanissima artista, “Piccola Peste” è un’autentica canzone-manifesto, in cui l’assenza di regole, la pazzia diventano strumenti di redenzione e autoaffermazione. La produzione del brano è de l giovane e talentuoso (sempre "casa" Honiro Label) Matteo Alieno. L'abbiamo raggiunta per farci raccontare qualcosa in più. Buona lettura!


Ciao Flavia. Piacere di conoscerti e benvenuta ai nostri microfoni. Innanzitutto come stai? Come stai trascorrendo la tua estate?


Ciao! Piacere mio. Sto bene, finalmente sto bene, l’inverno è stato lunghissimo e inaugurare l’estate con il mio primo singolo mi ha reso molto entusiasta. Queste settimane le sto trascorrendo un po’ meno al mare rispetto al solito, ma ne vale la pena perché mi sto dedicando alla musica.


Nasci nel 2000 e cresci a Roma. Il tuo primo singolo "Piccola Peste", uscito il 20 Luglio per Honiro, si "ispira" a luoghi come il mare di Fregene. In cosa la tua città ti ha influenzato nella musica?


il posto da dove si viene è una sfumatura importante; Fregene delinea tantissimo il mio percorso sia in positivo che in negativo.

Dalle mie parti effettivamente non è sempre tutto rose e fiori, specialmente l’inverno, ma mai come quest’anno ho imparato a sfruttarlo per dedicarmi alla scrittura.

Sicuramente se non avessi abitato a Fregene non avrei scritto Piccola Peste, è il mio posto ma quello che mi ha influenzata di più sono i suoi silenzi, perché in quei silenzi io posso costruire rumore.


Il singolo è chiaramente il frutto dell'espressione della tua età, della spensieratezza e della voglia di "trasgredire". Come mai hai scelto di trasporre queste tematiche in musica?


Ci tengo a far capire a chi mi ascolta quanto sia importante la determinazione, anche se alla mia età è molto difficile fare scelte e avere le idee chiare; io sono riuscita a metterle a nudo nel testo di piccola peste, che rappresenta il mio alter ego.

Sarò entusiasta di portare sempre tematiche innovative nella musica, so di poter cambiare qualcosa e “trasgredire” di questi tempi è il verbo che più si avvicina alla parola “cambiamento”.


Il brano è stato prodotto da Matteo Alieno, un giovane artista in divenire. Come è stato conoscere Matteo e collaborare con lui?


Matteo è stato un fulmine a ciel sereno; con lui ho capito veramente il significato del famoso proverbio “gli opposti si attraggono”.

La prima volta che l’ho visto ho pensato tra me e me “cosa ci azzecco io con questo qui?” E invece mi sbagliavo di grosso, anzi devo a lui tanto del mio percorso dell’ultimo anno, “piccola peste” è nulla rispetto a ciò che abbiamo creato insieme.

Quando siamo in studio il mondo fuori non esiste e grazie a lui il mio inverno è stato molto più colorato del solito. Siamo mano nella mano, mai come in questo momento mi sono sentita tanto vicino a qualcuno musicalmente, stiamo camminando insieme e a breve correremo ancora di più. Escludendo la parte musicale, io trovo Matteo speciale proprio come essere umano, è una gran persona.


Quali sono le ispirazioni musicali che hanno contribuito alla tua attività musicale? Con chi dei giovanissimi colleghi della scena trap/urban sogni di collaborare?


È una vita che respiro musica, potrei stilare una lista enorme di artisti che mi hanno influenzata…Effettivamente sono tanti, io non prendo ispirazione, ma tendo ad imparare; tra i miei preferiti: George Benson, Alicia Keys, Lucio Dalla, Battisti, Jackson.

Per quanto riguarda la seconda domanda a dire la verità non ci ho ancora pensato, quest’anno mi sono tuffata a pieno nella mia musica e sono concentrata al massimo sul primo album, non ho in mente collabs al momento.


Cosa immagini per il prossimo futuro? Quali sono i progetti che ti piacerebbe realizzare?


Non mi pongo obiettivi troppo a lungo termine, sono troppo ansiosa e impaziente.

L'obiettivo di quest'anno era chiudere il mio primo album; sto già lavorando al secondo e sono molto soddisfatta. Un desiderio che ho è sicuramente quello di esibirmi live.


Essendo di età diversa, io figlia degli anni 90 e tu dei duemila ti chiederei..Qual è il rapporto che hai con le piattaforme digitali e se, secondo te, la musica ha subito in positivo o negativo il processo tecnologico.


Io amo ascoltare la musica, per me ascoltare la musica è piazzare un vinile sul giradischi, mettere un cuscino dietro la testa, chiudere gli occhi e viaggiare.

Essendo del duemila mi sono vissuta tutta la crescita degli store digitali, credo che sia un’ottima opportunità quella di portarsi sempre dietro tutto ciò che ci piace poiché al giorno d’oggi basta un telefono; mi dispiace che sia cambiato il tradizionale metodo di ascolto della musica, ma comunque nessuno ci vieta di ascoltare la musica come più ci piace, sono felicissima che stiano tornando di moda i vinili.


Infine in chiusura una domanda di rito che si spera sia di buon auspicio per il tuo percorso. Qual è l'augurio che fai a te e alla tua musica?


Mi auguro di poter crescere sempre di più sia come persona che musicalmente parlando.

io credo che non ci sia cosa migliore al mondo di poter trasformare in lavoro il proprio sogno; questo è quello che mi auguro e che auguro a tutti i piccoli sognatori come me.

spero in un domani di essere una fonte di ispirazione per qualcuno.




Flavia Paoli



BIO:


Pochi artisti possono dimostrare ai loro esordi un carattere e una distintività come lo può fare Flaza.

Questo talento nasce all’alba del 2000, sulle spiagge di Fregene: una località balneare che si trova a una manciata di chilometri da Roma. Un luogo che prende vita solo d’estate, ospitando tanti romani per le vacanze, per poi sprofondare in un letargo lungo 10 mesi. Flavia - questo il suo vero nome- sogna di cambiare la propria vita, creando le proprie regole, provando a essere se stessa in tutto e per tutto, anche perché ancora oggi il riscatto o l'autodeterminazione di una donna sembra sempre richiedere un atto di ribellione. È così che è stata concepita Flaza, una piccola peste che fa musica nella sua cameretta/studio, che torna da una serata passata nelle strade romane di Prati o San Paolo e che fa la deejay in una festa infuocata sulla spiaggia.

Nella sua musica ci trovi tanti elementi: la ruvidità della trap, la classe del pop, la freschezza dell’urban. E’ energia, è carattere, è dolcezza, è speranza, è Flaza.