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I Pixel: l'intervista alla band


I Pixel QBMusica

Andrea Briselli (voce e chitarra), Alex Ferri (chitarra e tastiera), Nicola Giannarelli (basso) e Marco Curti (batteria), sono I Pixel.

Se siete amanti dell’Indie/Alternative Rock italiano, non perdetevi l’occasione di ascoltare questo gruppo nato a La Spezia nel 2013.

Abbiamo intervistato questi ragazzi, ma prima di scoprire cosa ci hanno raccontato, conosciamoli meglio.

Nel 2015 pubblicano il loro primo EP intitolato “Niente e Subito”, con l’etichetta discografica La Clinica Dischi. Questo è il punto di partenza per delineare le prime indicazioni sullo stile del gruppo, ma ci troviamo solo all’inizio del percorso.

“Mondo Vuoto” è il loro secondo EP, fuori dal 2016, quando la band inizia a far tappa in varie città dello stivale. Dal suddetto disco vengono estratti “Non importa se sto morendo se ad uccidermi sei tu” e “Fine della Fiera”.

Il 5 marzo 2018 è la data di uscita del loro primo LP: “Perfettamente inutile”, con arrangiamenti più studiati rispetto ai lavori precedenti e una ricerca dei suoni più precisa.

Questo è il momento di prendere una tazza di cioccolata calda, in una giornata in cui si affacciano timide le temperature rigide novembrine, e di conoscere meglio I Pixel.

Siamo incuriositi dalla scelta del nome del gruppo, vi andrebbe di parlarcene e di raccontare un po’ la genesi della band?

Il nome del gruppo può essere collegato al fatto che allo stesso modo in cui un occhio umano vede il mondo, i mezzi tecnologici osservano la realtà che ci circonda in megapixel. In un’era in cui la tecnologia è così importante è bello immedesimarsi nei quadratini digitali che compongono il mondo. Da come vediamo e interpretiamo questi quadratini, poi, nascono le canzoni.

Oppure è semplicemente stato scelto da una lista di nomi durante una delle prime prove del gruppo. L’importante è che suoni bene e che sia allo stesso tempo italiano e internazionale. Un connubio perfetto.

C’è un periodo artistico che ispira la vostra musica?

L’ispirazione più grandi per noi arriva da gruppi britannici e americani degli anni ’80 e ’90, ma più in generale non c’è un periodo preciso che prendiamo come riferimento. Quando la musica suona bene, lo fa a prescindere dal periodo in cui è stata pubblicata, quindi anche una canzone dell’anno scorso potrebbe essere un riferimento per ciò che andiamo a fare.

C’è un artista che vi piacerebbe vi affiancasse nello studio di registrazione per farvi da “mentore"?

Assolutamente. In Italia, sarebbe bello poter lavorare con alcuni musicisti dei gruppi che ci piacciono di più, come Alberto Ferrari dei Verdena o il Bianconi dei Baustelle, per citarne due a caso. Quando ascolti tanto le canzoni di un artista ti sembra quasi di conoscerlo personalmente, poi magari si presenta l’occasione e ti accorgi che la persona non è per niente come ti sembrava dalla sua musica, ma ci sono anche volte in cui il rapporto creativo può funzionare, e comunque bisogna sempre distinguere la personalità di un artista da quello che crea.

Finora i nostri lavori in studio sono sempre stati prodotti insieme a Leonardo Lombardi, un nostro caro amico che fino a qualche anno fa era anche la voce di un gruppo spezzino, I Carnival, che poi si è sciolto. I concerti insieme a loro rimangono per noi un bellissimo ricordo dei primi inizi, ed è bello aver mantenuto questo rapporto con lui.

In “Se non adesso, mai” dite “non serve un gran progetto se poi resti immobile qui e non vai”. C’è qualche passo del passato che non rifareste?

Sicuramente ci sono cose pubblicate anni fa che avremmo non dico evitato, ma realizzato in modo diverso. In ogni caso tendiamo a vedere tutto quello che abbiamo prodotto come un passo verso quello che faremo in futuro, credo sia bello andare a scavare nel repertorio di un gruppo e vedere come si è evoluto durante gli anni.

Ci troviamo in una società profondamente insoddisfatta e sempre alla ricerca di modi per raggiungere la cima, c’è un augurio o una raccomandazione che vi sentite di fare ai giovani che muovono dei passi nel panorama musicale odierno?

Fra questi giovani che citate ci rientriamo anche noi, quindi questo più che un consiglio è la nostra etica di lavoro. Rimanere sempre fedeli a sé stessi e alla propria immagine. Essere al passo con ciò che ci accade intorno a livello musicale è giusto, ma piegarsi totalmente alle tendenze per ottenere degli ascolti in più è una cosa che non fa per noi. Puoi anche arrivare al successo, ma non c’è riconoscimento se quando ascolti quello che hai fatto non ti rivedi nella tua stessa musica.

Alla fine della fiera, le canzoni sono la cosa che conta, quello che rimane.

Se vi va, dateci qualche spoiler su quello che dobbiamo aspettarci in futuro da I Pixel?

C’è da aspettarsi molto. Da quando è stato pubblicato il nostro ultimo lavoro (l’album Perfettamente Inutile, 2018) abbiamo composto un sacco di materiale che l’anno prossimo inizieremo a far uscire. Alcune canzoni sono già pronte e definitive, altre devono ancora essere registrate e a breve torneremo in studio per finire il tutto. Inizieremo una nuova collaborazione con un’etichetta che crede nel nostro progetto e che ci piace per quello che ha fatto negli ultimi anni nella scena indipendente italiana. Con i nuovi pezzi stiamo cercando di variare ancora di più rispetto a quello che abbiamo suonato finora, rimanendo sempre fedeli al nostro sound. Non vediamo l’ora, non manca molto ormai.

Mentre finite il vostro momento di relax con la tazza calda tra le mani, correte sulle piattaforme digitali e ascoltate la musica di questa band spezzina, non ve ne pentirete, parola di #QBmusica!

Foto di Andrea Guardavilla.

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