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  • Arianna e Simona

Marco Mengoni nella Capitale: un Atlantico di emozioni


Ieri, 8 maggio, la Capitale ha accolto Marco Mengoni, il quale dopo una pausa che ha portato alla realizzazione di Atlantico, il suo ultimo disco, è tornato con una serie di live che toccheranno tutto lo stivale.

Anticipato dal successo delle cinque anteprime europee a Berlino, Zurigo, Monaco, Parigi e Madrid, il tour nella madrepatria, continua a collezionare sold-out.

Ad accompagnare l’artista di Ronciglione sul palco troviamo Christian Rigano (piano e tastiere), Giovanni Pallotti (basso), Peter Cornacchia (chitarre), Davide Sollazzi (batteria), Massimo Colagiovanni (chitarre), Leonardo Di Angilla (percussioni) e, ai cori, Barbari Comi, Moris Pradella e Yvonne Park.

“I’ll show you how great I am” è ciò che si legge sul telo bianco che nasconde il palco al pubblico che fa il suo accesso nel Palazzetto.

Un coro di voci scalda il pubblico, seguito dall'entrata improvvisa sul palco di Marco Mengoni, con un completo bianco che spicca in una scenografia che nel corso del live si arricchirà sempre di più aggiungendo valore alla magia creata dalla voce unica e inimitabile di Marco.

La scaletta è ricca e varia, Marco ci permette di compiere una sorta di viaggio nei suoi 10 anni di carriera: si parte da alcune chicche risalenti agli esordi dell'artista, come "In un giorno qualunque", "Dove si vola" e "Credimi ancora", per arrivare ai pezzi dell'ultimo album, quali "Voglio", "Buona Vita" e "Hola", passando per successi intramontabili come "L'Essenziale", "Pronto a correre" e "Guerriero".

Quando sei nel palazzetto non riesci ad intuire quale sarà la canzone successiva, un momento stai ballando e quello dopo ti ritrovi con le guance bagnate dalle lacrime, travolto dalle emozioni.

La capacità dell’artista si stare sul palco è inopinabile, sembra nato per intrattenere con la sua voce e la sua capacità interpretativa. Non mancano i momenti di svago e gioco con il suo pubblico, che non fanno altro che unire ancora di più l’artista, la persona, ai suoi fan. I due monologhi che si ascoltano nel live toccano temi molto recenti, come l'inquinamento e gli aspetti negativi della tecnologia sull'uomo. La scenografia imponente e le grafiche curate nei minimi dettagli la fanno da padrone e permettono al messaggio di arrivare forte e chiaro ad ogni persona presente.

Luci spente, via i telefoni per uno dei momenti più intimi del concerto, quando l’artista ha chiesto al suo pubblico di tenere quella serata, per qualche minuto, solo loro, senza apparecchi tecnologici che privano qualsiasi elemento di personalità.

Senza più voce e con le gambe stanche, usciamo positivamente colpiti da questa grande "festa". Che dire, Marco Mengoni, da 10 anni a questa parte non ne sbaglia una!

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