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Cristiano Turrini: Kuala Lumpur è un respiro a pieni polmoni


Dal 24 agosto è disponibile in rotazione radiofonica Kuala Lumpur, il nuovo singolo di Cristiano Turrini, una ballad evocativa e coinvolgente in cui convergono sonorità occidentali e asiatiche dando vita ad un sound caldo e ricercato.


La carriera musicale di Cristiano Turrini, cantautore romano classe ‘89, inizia nel marzo 2013 quando partecipa in qualità di doppiatore al telefilm “Violetta” e partecipa al “Festival di Castrocaro” su Rai 2 con gli inediti “Tempesta solare” e “Dicono che le cose”, in trio con Roberto D’Addio e Alessandro Corsi.

Nel 2015 firma un contratto con Cantieri Sonori e pubblica i singoli “Tutto Quello Che Non Siamo” (60 finalisti Sanremo Giovani 2016) e “Irrazionale” (60 finalisti Sanremo Giovani 2018). Nel 2018 è coautore, unitamente a Marco Canigiula, del brano “Sconnessi” (interpretato da Carolina Rey), colonna sonora dell’omonimo film di Christian Marazziti. Il brano riceve la candidatura ai Nastri D’Argento come “Miglior Brano Originale”.

Nel 2019 vince “Play! Storie Che Cantano” con il brano “Guernica”. Il 2020 è l'anno di “Bla Bla Bla” (feat. Bolo Mai) e “Nutella Sul Pane”

Con “Kuala Lumpur” vince il concorso “Deejay On Stage” con il brano dal titolo “Kuala Lumpur”, che vanta la collaborazione di importanti musicisti come il pianista Jacopo Carlini (Giorgia, Fiorella Mannioia, Sanremo 2020), Davide Gobello (Fabrizio Moro, Loredana Bertè, Tricarico, Paolo Vallesi) e il bassista Matteo Carlini (Alex Britti, Martina Attili).


Noi di QBMusica lo abbiamo intervistato per voi, continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato.


Ciao, per iniziare parlaci un po’ di te, chi è Cristiano Turrini?

Ciao a tutti sono Cristiano Turrini, ho 30 anni e sono un cantautore romano.

Con “Kuala Lumpur” ti sei aggiudicato il Deejay On Stage 2020, cosa ti porti dietro

di questa esperienza?

Deejay On Stage è stata una bellissima esperienza che mi ha dato l’occasione di competere e confrontarmi con altri bravissimi artisti dai più svariati background e generi, spronandomi a mettere in gioco il meglio di me. Poi che dire, mi sono sentito nella “palestra dei grandi”: è stato per me un onore e un orgoglio anticipare su quel palco artisti del calibro di Mahmood e Gabbani. Un grande sogno ricevere i complimenti di Linus e sentire il mio pezzo suonato in un network così importante come Deejay. Altra cose che mi porterò nel cuore sono tutti i momenti vissuti “dietro le quinte”; ho avuto la fortuna di non vivere questa esperienza da solo ma insieme al mio staff di Cantieri Sonori, Marco Canigiula e Valeria Leo, che mi hanno accompagnato in tutte le tappe.

Parlaci un po’ di questo nuovo singolo, la scelta della città è legata ad un’esperienza da te vissuta?

E’ legata all’esperienza che ognuno di noi potrebbe vivere. Come di consueto ero in studio con il mio amico e produttore Marco Canigiula e guardando un video su YouTube ci siamo lasciati catturare dai generosi scenari della Malesya. Nasce così “Kuala Lumpur”, dalla voglia di raccontare il vano tentativo di fuga dal ricordo di una storia d’amore finita ancor prima di nascere ambientata proprio nella meravigliosa cornice della capitale malese. È un respiro a pieni polmoni, per abbassare il volume dei pensieri e cercarsi altrove. Hanno preso parte alla produzione importanti musicisti: Jacopo Carlini (piano), Davide Gobello (chitarre), Matteo Carlini (basso) e Skywalker. Ognuno di loro ha reso possibile tutto questo.


Nel brano si fondono sonorità occidentali e asiatiche, dando origine ad un sound

caldo e ricercato. Chi sono, se ce ne sono, i tuoi modelli di riferimento?

“Kuala Lumpur” nasce in un momento importante del mio percorso artistico dove ero alla ricerca di una nuova identità artistica sempre più definita e in equilibrio tra il mercato discografico e la mia vocalità. Ascolto molta musica e ho molto artisti di riferimento che apprezzo. Da Stevie Wonder, Cremonini, Negramaro, Mengoni, Mahmood, potrei farti un elenco infinito. Ogni cosa che ascolto è fonte di ispirazione per poi arrivare ad un sound che sia solo mio.

Nella tua carriera artistica hai incontrato più volte il mondo cinematografico, prima

come doppiatore, nel telefilm “Violetta”, poi come coautore del brano “Sconnessi”,

colonna sonora del film. Che correlazione c’è tra questi due mondi e cosa ti porti dietro da queste esperienze?

Beh sono due esperienze diverse. Quella del doppiaggio è una bellissima esperienza, dove ci si mette al servizio di un personaggio. Quella di Violetta è stata la prima esperienza nel campo appena uscito dall'accademia di doppiaggio ed è stato interessante vedere come vedere quanta professionalità e importanza c’è anche per quanto riguarda i ruoli minori. Successivamente ho fatto altre esperienze di doppiaggio. Per quanto riguarda Sconnessi direi che sono rimasto nel mio mondo da cantautore. E’ stato già molto emozionante scrivere la colonna sonora di un film, ancora più bello vedere il proprio nome nei titoli di coda al cinema. Poi essere candidati al premio prestigioso come i Nastri D’argento come “Migliore Colonna Sonora Originale” è stata sicuramente una bella ciliegina sulla torta.


Prima della vittoria del Deejay On Stage a Riccione, avevi già calcato, nel 2015, un

palco molto importante, quello del Festival di Castrocaro.

Ti senti maturato rispetto a quell’esperienza? Cosa diresti oggi al Cristiano che muoveva i suoi primi passi nel mondo della musica?

Si sono molto maturato. Ogni esperienza che ho fatto mi ha arricchito e tutte le esperienze che farò in futuro mi arricchiranno. Al Cristiano di oggi direi di continuare su questa strada, che ci sono le vittorie e sconfitte ma tutto serve nella vita altrimenti oggi non sarei dove sono.

C’è un artista, italiano o non, con cui ti piacerebbe collaborare?

Ne ho elencato alcuni prima. Amo i Negramaro e Cremonini per la loro comunicazione sia nei testi che nelle produzioni. Dei più recenti stimo molto Mahmood e Gaia che ho conosciuto durante i casting di amici. Mi piacerebbe poter collaborare con ognuno di loro un giorno.

Per concludere una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua

musica?

Mi auguro che i miei brani possano essere ascoltati da un pubblico sempre più vasto. Siamo già a lavoro con nuovi progetti che spero presto di poter regalare a tutti. E poi come chiunque faccia il mio mestiere mi auguro di continuare a vivere di musica e di arrivare un giorno a calcare i grandi palchi italiani e perché no anche stranieri.



Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio