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Enea Vlad: sogno un brano sulla mitologia greca con Achille Lauro


Classe 1999, Enea Vlad si avvicina alla musica sin dalla tenera età, quando a 5 anni decide di iscriversi ad un’Accademia di batteria, dove continuerà a studiare per 10 anni appassionandosi ai generi musicali più disparati. Nel frattempo entra in un’ accademia di Musical dove resterà per oltre 7 anni.

Debutta nel mondo della musica a gennaio 2020 con il singolo "ANNEGHIAMO" a cui fa seguito, a maggio, l'uscita di "ASTRONAUTI".

Noi di QBMusica lo abbiamo intervistato per voi, continuate a leggere per saperne di più.


Ciao Enea e benvenuto su QBMusica. Per iniziare parlaci un po’ di te. Come e quando è nata la tua passione per la musica?  Grazie a voi per avermi dato la possibilità di raccontarmi meglio. A 5 anni sono andato da mia madre e le ho detto: <<Voglio fare il batterista>>, per fortuna non l'ha preso come un capriccio e mi ha iscritto in un'accademia... Ho continuato a studiare lì per 10 anni, scoprendo man mano la vastità e la diversità dei generi musicali. Ho iniziato a cantare quando ero un po' più grande e sentivo la necessità di accompagnare in musica quello che scrivevo in forma di poesia. Lì ho capito la mia vera strada. Parliamo del tuo singolo “Astronauti” rilasciato per Artist First questa estate. Come mai hai scelto di parlare d'amore in una dimensione che comprende satelliti e costellazioni? Perché in un periodo particolare come quello che abbiamo tutti appena vissuto avevo bisogno di trovare un luogo alternativo e quasi asettico come lo spazio per cercare di rimediare alla lontananza forzata.  Questa canzone parla di mancanza in maniera leggera e spensierata, volevo che fosse un po' da conforto per chi si sentiva solo. La canzone è stata scritta e composta da te. Credi che per un giovane emergente avere dimistichezza con questi aspetti “tecnici” possa essere un elemento importante e che fa la differenza? Assolutamente sì, anche se resto fermamente convinto che la vera differenza la faccia l'avere qualcosa da dire, un messaggio da comunicare attraverso le proprie canzoni.  Ultimamente va di moda parlare sempre delle stesse cose, o addirittura del nulla arricchito da strani suoni onomatopeici che distraggono un po' dai testi tanto poveri di contenuto.

Ti aspettano a breve due appuntamenti live in cui aprirai rispettivamente la prima data del nuovo tour di Chiara Galiazzo e poi il concerto in Ottobre di Pierdavide Carone. Cosa ne pensi di questi artisti? Stimo tantissimo entrambi. Chiara posso dire ormai di conoscerla da un po', credo fermamente che sia una delle voci femminili più intense degli ultimi anni e la stimo anche per la sua determinazione e per la sua volontà di seguire se stessa a prescindere dalle mode.  Pierdavide è un bravissimo cantautore, eclettico e molti dei suoi testi sono davvero piccoli capolavori. Lo stimo anche per il suo grande coraggio nell'esporsi a 360 gradi nei suoi brani.

In riferimento agli artisti menzionati, cosa pensi dei talent? Penso che siano prima di tutto degli show e non credo di essere adatto a determinate dinamiche. E poi non sono assolutamente l'unica strada possibile, anzi.  Dalla tua biografia si nota una grande ammirazione per la musica del maestro Battiato. Quali sono stati i suoi brani che più ti hanno ispirato nel tuo percorso artistico? Sono cresciuto ascoltando il vinile de "L'imboscata" e sono affezionato a tutti i brani all'interno dell'LP. "Amata solitudine" è il brano dell'album che mi rappresenta di più a livello di testo. Nel tempo ho recuperato tutta la sua discografia e penso che sia il più grande sperimentatore della musica italiana.  Nel suo primo album, "Fetus", del '72 fu il primo ad utilizzare il sintetizzatore. Mi piacerebbe tantissimo fare qualcosa di così innovativo e fuori dagli schemi. Se dovessi pensare in grande, con chi vorresti duettare nel panorama musicale italiano? Sarebbe figo fare un pezzo ispirato alla mitologia greca con Achille Lauro. 

Hai già in mente prossimi progetti che ti vedranno protagonista? In questo periodo sono tornato a studiare dal canto al piano per essere sempre più decisivo e consapevole sulla forma finale che le mie prossime canzoni dovranno avere. Sto anche cercando di parlare di me in maniera un po' più diretta rispetto ai brani già pubblicati. Sono molto gasato ma credo che ci voglia un altro po' di pazienza prima di pubblicare qualcosa di nuovo. Che impronta musicale avrebbe un tuo futuro disco?  Sicuramente l'elettronica continuerà ad essere un elemento costante nella mia musica. Per il resto, man mano che nasceranno le canzoni saranno loro a dettarmi la direzione di un futuro album. Le canzoni sono alla base di tutto, fosse per me sperimenterei ad ogni nuovo brano ma allo stesso tempo credo che la coerenza e la riconoscibilità siano essenziali.

Per concludere, una domanda di rito. Qual è l’augurio che fai a te e alla tua musica? Mi auguro di non smettere mai di avere delle idee, di confermare quella curiosità che è nata in me di affrontare diversi tematiche nei miei brani, di riuscire a scavarmi dentro mettendomi realmente a nudo e, quando capiterà, di saper raccontare emozioni simili sempre con parole diverse. Sono anche convinto che questa sia la "ricetta" giusta per essere capito da più gente possibile.


Flavia Paoli

Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio