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Fabrizio Moro, esce oggi "Non ho paura di niente": un viaggio tra passato e presente del cantautore romano

  • Immagine del redattore: QBMusica
    QBMusica
  • 14 nov 2025
  • Tempo di lettura: 7 min
Fabrizio moro

"NON HO PAURA DI NIENTE", il decimo album in studio di Fabrizio Moro, è uscito oggi, venerdì 14 novembre. Ad accompagnarlo, l'uscita in digitale del brano SCATOLE: il ritratto della nostalgia di un recente trasloco.

Il disco contiene 9 tracce, tra cui la title track "NON HO PAURA DI NIENTE" e "IN UN MONDO DI STRONZI", singolo che ha anticipato l'uscita dell'album. Sarà disponibile solamente in formato fisico (CD, vinile e vinile deluxe green petrol, edizione limitata e numerata che include anche la bonus track “Prima di domani” con IL TRE).

Scelta questa che ha fatto molto discutere, ma che in conferenza Fabrizio ha difeso senza mezzi termini: "Un disco comporta un determinato tipo do lavoro, nervosismi, gioie e complicazioni. Questo disco che è stato scritto e registrato in due anni e mezzo in cui sono successe molte cose attorno alle canzoni. E a tutto va dato un peso specifico. La mia generazione è quella che soffre di più la digitalizzazione. Io sono nato e crescito in uno studio di registrazione e non riesco a confodermi con le nuove linee di mercato, amo dare valore a quello che faccio. Dietro ogni disco ci sono tante cose che non si possono “regalare”. Se non va bene questa decisione, basta ascoltare altro".



TITLE TRACK:

1. Non ho paura di niente

2. Simone spaccia

3. Casa mia

4. Superficiali

5. In un mondo di stronzi

6. Comunque mi vedi

7. Sabato

8. Toglimi l’aria

9. Scatole


Il disco si apre con la canzone che dà nome al progetto. Un dialogo tra le varie parti di io che ci compongono, un pezzo che, come dichiara lo stesso Fabrizio, si configura come: "Un dialogo tra il Babrizio coraggioso e quello Vigliacco. Un grido che è arrivato proprio nei momenti in cui avevo più paura, ossia ogni volta che mi sono accorto che stavo vivendo una vita che non mi apparteneva. Spesso ero turbato dagli errori del passato o troppo proiettato nell’ansia del futuro. Non ero mai “qui” e soprattutto non riuscivo mai a starci da solo. Ero sempre “dipendente” da qualcosa o da qualcuno. Questo atteggiamento “distruttivo” ti accompagna verso la parte peggiore di te stesso. Lo chiamo “il mostro”. Me lo sono trovato davanti diverse volte e l’ho affrontato. A volte contro di lui ho perso, altre volte ho vinto. Una volta in cui ho vinto, ho scritto questa canzone. “Non ho paura di niente” è uno sfogo, racconta la voglia di liberarsi dalle dipendenze, qualsiasi esse siano, e di riprendere in mano la propria vita". Segue "SIMONE SPACCIA", uno spaccato della vita della periferia romana e di San Basilio, questiere in cui il cantautore è cresciuto e che: "Spesso viene dipinto come una brutta realtà, ma io ho trovato più colori nel quartiere che in tutto il mondo che ho girato. Certo, quelli in quel tipo di realtà sono anni che ti segnano e non ti abbandonano, ma attraverso certe dinamiche riesci a non perdere la tua identità. Oggi i ragazzi, complice anche la politica, ma non solo, non hanno più punti di riferimento. I filtri tra noi e la nuova generazione politici, artisti, sportivi, sono deboli. Ai ragazzi non frega più un niente neanche della nazionale italiana. Io non so di chi sia la colpa, non so se si può risolvere. Credo che ognuno dovrebbe fare il suo, io ci provo, anche attraverso la musica".

La terza canzone dell'album è CASA MIA, uno spaccato di vita che racconta la solitudine che provoca il crollo di determinate abitudini. La casa, luogo che era stato fulcro di amore e condivisione, diviene uno luogo amaro, triste. Anche se, sul finale arriva la speranza "che, anche se si sa che una storia è finita, un giorno tutto si ricongiunga".

A seguire arriva SUPERFICIALI, un testo dalla ritmica molto interessante che: "è arrivata in un momento in cui volevo mollare. è stato un cerchio di tempo che mi ha portato riflessioni profonde, è stato scritto dopo il covid, un momento in cui non poter suonare mi ha creato una devastazione dell’anima. Certe volte ho sentito di trovare troppa empatia e desiderato di essere un po’ più “leggero”, la mia vita sarebbe stata più tranquilla se ci fossi riuscito". IN UN MONDO DI STRONZI, l'abbiamo già sentita in quanto è il singolo che anticipa il disco. Un brano dalle sfumature rock, che rimanda ai primi dischi di Fabrizio. "Parla della ricerca della condivisione con un’altra persona perché, secondo la mia esperienza, credo che in due si sopporti meglio il mondo, soprattutto quello di oggi!" Afferma Fabrizio. "Ho notato che la sofferenza spesso porta a cercare una persona con cui condividere tutto. E questo spesso accade anche quando nella propria vita si è raggiunto un equilibrio materiale. In passato ho fatto degli errori che mi sono costati cari perché, per sopportare quello che accadeva intorno a me, davo tutto me stesso a persone che mi piacevano anche solo un po’. Con il tempo e l’esperienza ho capito che è fondamentale sopportare questo “mondo di stronzi” in primis da soli e, una volta che si è in equilibrio con se stessi, allora si possono condividere anche le proprie sofferenze con un’altra persona".

FABRIZIO MORO

In COMUNQUE MI VEDI, cambiano le prospettive. Ora è Fabrizio ad ascoltare una seconda persona che gli racconta di sè: "Per diverso tempo ho frequentato una persona che aveva compreso le mie difficoltà nell’instaurare un rapporto, le mie paure, le mie ansie e le mie insicurezze e che, per amore, si è messa completamente a nudo, raccontandomi di lei e del suo passato, senza filtri. C’è grande liberazione in questo brano". Il viaggio di "Non ho paura di niente" prosegue con SABATO. In questo brano il Fabrizio ventenne si confronta con quello attuale, che deve immedesimarsi in suo padre e vedere il figlio vivere le sue prime esperienze: “Sabato è una canzone che mette a confronto il Fabrizio ventenne con il Fabrizio di oggi" Racconta. "Quando ero adolescente il sabato era l’emblema della libertà, il giorno in cui spesso si sbagliava. Quel tipo di errori oggi, per fortuna, non li commento più. Sto rivivendo tutto attraverso mio figlio che ha 17 anni e il sabato inizia a uscire da solo. Stavolta, però, mi immedesimo in mio padre e spero che mio figlio non faccia gli sbagli che ho fatto io. Oggi mi sento come un miracolato, al di là del lavoro che faccio e della vita che vivo come immaginavo da piccolo, perché la vita mi ha detto sempre bene.."

Un filo di nostalgia attraversa il brano, in particolare ogni tanto ci si chiede di fermare il tempo. E allora quale è il momento che Fabrizio di oggi rivirebbe? In conferenza stampa è stato molto chiaro: "Sicuramente il concerto allo stadio olimpico del 2018. Sicuramente il momento più bello della mia carriera, perché sono riuscito a toccare con mano un sogno. Ad oggi è l’unico concerto che riguardo".

L'ottava traccia dell'album è TOGLIMI L'ARIA, un brano in cui Fabrizio racconta la paura di amare e della perdita della libertà. Nonostante "Il filo conduttore del disco è l’amore. Per me stesso, per le relazioni, per i miei figli e l’amore in generale" lo stesso amore spesso ci pone dei confini. Confini che, ad oggi, Fabrizio descrive così: "Ho sempre dato molta più importanza alla mia libertà rispetto alla condivisione e alla responsabilità che ci si assume nel momento in cui si decide di prendersi cura di un’altra persona. L’amore è una cosa straordinaria che però mette anche dei confini. Sono fortunato perché condivido la mia interiorità con tante persone, lo faccio attraverso la mia musica, i miei concerti. Ma condividere la propria vita con la persona che si ama è un’altra cosa. E a volte mi manca. È un’altalena".

A chiudere l'album arriva SCATOLE, uno degli unici brani disponibili anche in digitale. Una delle tracce più dolci di tutto il lavoro in cui la nostalgia assume quel sapore dolce amaro che si ha ogni volta che ci si confronta con dei bei ricordi. Il brano sottintende un auguri che Fabrizio, dopo tanti traslochi e tanti scatoloni aperti e richiusu, fa a se stesso: "La verità è che la tua casa è dentro di te e, quando stai bene con te stesso, non cambi più casa. Questa volta mi auguro di aver trovato la mia stabilità".

fabrizio moro

Un disco che, insomma, è un viaggio nell'ultimo periodi di vita vissuta da Fabrizio, periodo in cui, soprattuto a causa dello stop forzato dai concerti imposto dal Covid, ha scritto tantissimo: "Durante il COVID per non impazzire ho scritto talmente tanto che ho due scenografie e un romanzo, anche abbastanza lungo, non pubblicato. Per non cadere nella depressione dovuta al non poter suonare in giro, ho scritto moltissimo. Ci vuole tempo per portare avanti questi progetti, magari un giorno, ma oggi voglio dedicarmi alla musica". E di musica si parlerà a maggio e poi il prossimo autunno, perchè Fabrizio sarà in tour proprio ad ottobre del 2026, data lontana su cui il cantautore scherza: "Non sapete quanto me rompe i cojoni a me sta cosa. Non ci sono spazi disponibili, il mercato è talmente saturo che ti devi prenotare un anno prima, io non so manco se sarò vivo tra un anno (ride)".

Di seguito, quindi le date del tour:


2 maggio 2026 – ROMA – Palazzo dello Sport

23 ottobre 2026 – PADOVA – Hall

24 ottobre 2026 – SENIGALLIA (Ancona) – Mamamia

28 ottobre 2026 – MILANO – Fabrique

31 ottobre 2026 – VENARIA REALE (Torino) – Concordia

6 novembre 2026 – FIRENZE – Cartiere Carrara

7 novembre 2026 – BOLOGNA – Estragon

12 novembre 2026 – NAPOLI – Casa della Musica

13 novembre 2026 – MOLFETTA (Bari) – Eremo Club

15 novembre 2026 – CATANIA – Land


E per chi si stesse chiedendo di un'eventuale partecipazione a Sanremo, Fabrizio risponde con la schiettezza che da sempre lo contraddistingue: "A Sanremo ci penso ogni anno. C’è un problema però, negli ultimi anni c’è però troppa concentrazione sulla parte televisiva che su quella musicale e  questa cosa mi fa un po’ paura. Non penso che la bella canzone oggi basti, non mi sentirei tranquillo neanche con un pezzo come “Portami via” o “Pensa”. Se trovassi un compromesso tra ciò che oggi è il festival e ciò che è ad oggi Fabrizio Moro ci penserei sicurmente".























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