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FRAMMENTI: Rumore e nostalgia

Dal 18 settembre è disponibile su tutte le piattaforme di streaming RUMORE (Matilde

Dischi/Artist First), nuovo brano della band trevigiana FRAMMENTI. Spiega la band a proposito del nuovo singolo: «“Rumore” nasce da un’emozione provata sulla

spiaggia guardando le onde nella loro costante ciclicità, così diversa dalla linea retta che a settembre ci riporta ai rumori del vivere quotidiano. Il sogno di poter dare una risposta a tutto il caos che ci circonda, solamente mettendo la testa sotto la sabbia, è destinato ad interrompersi lasciando nella mente solo immagini distorte dalla memoria, come nella copertina dal sapore surrealista. Il nostalgico racconto di un’estate si posa lieve sopra sonorità vibranti, ma viaggia ad un ritmo concitato, inesorabile, come un giorno di festa». Per questo nuovo singolo, la band chiederà agli ascoltatori di associare un piccolo ricordo formato video della loro estate alle note di “Rumore”: il prodotto finale non sarà un vero e proprio videoclip, quanto una sequenza di ricordi diversi che sanno di mare e d’incanto. Nel brano si ripete "sogno di fermare il tempo" e io vi consiglio di mettere pausa e conoscere meglio questa band partendo dall'intervista che trovate di seguito.


Per cominciare, chi sono i Frammenti? Parlateci un po’ di voi.

Frammenti è un progetto musicale che nasce nel 2016 dalla necessità di espressione di quattro ragazzi di provincia. Stanchi delle solite band in cui erano costretti a suonare cover affianco al bancone dei tramezzini (che spesso diventavano la loro paga), Alex, Mauro, Francesco e Antonio avevano bisogno di uno spazio in cui proporre la propria creatività, lo hanno creato in Frammenti.

Rumore è una canzone che sembra far uscire dalle mura casalinghe tra cui siamo stati chiusi per mesi. In situazioni come quella che abbiamo vissuto, quanto è importante avere una valvola di sfogo come ad esempio il mare e la musica?

La valvola di sfogo è importante, basta che non sia un fine. Se c’è bisogno di sfogarsi probabilmente c’è qualcosa che non va, il mare o la musica possono aiutare a capire cos’è quella cosa che non va. Noi l’abbiamo pensata come canzone di ritorno: può capitare che il rumore delle onde di metà agosto ci ricordi la stampante in ufficio e l’incombere delle nostre mansioni, questa l’epifania che volevamo rappresentare. Una lotta alla vita quotidiana attraverso la musica e un mare di ricordi.

Ci sono artisti a cui vi ispirate sia dal punto di vista stilistico che testuale?

Un’ispirazione importante, anche dal punto di vista del percorso musicale, per noi è Cosmo. Dalle nostre differenti attitudini e approcci musicali, abbiamo poi imparato a riconoscere i punti comuni. Se a Mauro piacciono soul e R’n’B, Antonio nel sonno parla con i testi di Jannacci, se ad Alex fanno impazzire le distorsioni e distopie dei Radiohead, Francesco ci culla con la sua passione per l’elettronica più delicata di Christian Loeffler. La cosa interessante è che ci rendiamo conto di non essere gli unici a provenire da una commistione di questo tipo, i Subsonica sono un altro bell’esempio per noi, nell’idea di mettere insieme ricerca musicale non fine a sé stessa ma per ogni genere di ascoltatore.

Avete aperto i concerti ad esempio degli Eugenio in Via di Gioia. C’è un palco o un live che portate nel cuore in modo particolare rispetto agli altri?

Il palco di Rock4Ail, festival in cui abbiamo suonato prima degli Eugenio, ci è sicuramente caro, se non altro per la fiducia concessaci quando nessuno ancora ci dava possibilità. Per lo stesso motivo siamo veramente grati a tutte quelle persone che, innamorate della nostra musica, ci hanno ingaggiato per feste abusive in mezzo ai campi come la segreta “festa della pannocchia”. Il palco cui siamo più legati è però quello di Oltreverde, dove siamo riusciti ad infrangere per la prima volta la quarta parete e a creare un legame unico con il pubblico, anche in senso corporale; pogare con loro mentre suonavamo e cantavamo è stato qualcosa di “toccante”.

Potete darci qualche spoiler sul futuro della band? Cosa dobbiamo aspettarci?

Come tutte le band, ci scioglieremo…

Ah no! Quelli sono i ghiacciai.

Ci troverete il 19 novembre in un live a Milano, con Wlog. Chissà, un album forse?

Per concludere una domanda di rito: qual è l’augurio che fate a voi stessi e alla vostra musica?

Di vivere nel cuore delle persone più a lungo che nelle playlist.


Arianna D'Ambrogio Simona Valentini