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Gabor Lesko: viva la musica, vita la vita, viva l’energia


Da venerdì 14 maggio, è disponibile in versione cd e in digital download “EARTHWAY”, il nuovo album del virtuoso della chitarra jazz/fusion GABOR LESKO.

La versione cd è acquistabile al presente link, mentre il digital download è disponibile qui.

Lo abbiamo intervistato per voi in occasione del concerto-evento tenutosi presso la Banca Intesa di Milano, continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato!


Ciao, qui Simona di QbMusica, prima di iniziare con le domande, come stai?

Ciao, piacere di conoscerti e di essere qui! Tutto bene, sono impegnato fra la promozione del disco. Finalmente dopo un anno e mezzo di stop (giorno 26 maggio) ho il mio primo concerto a Milano in Banca Intesa che mi ha invitato sono contento. Sono felice, un po’ agitato perché c’è la “ruggine” di un anno e mezzo. Ti devi preparare un mese prima, anche perché c’è diversa strumentazione. Non è mai come quando inizi a carburare durante un tour, il repertorio è già nelle mani. Facevo le prove generali, quando ti sei dimenticato dove mettere le mani vuol dire che è una condizione in cui ti dimentichi del ‘resto’, lo conquisti piano piano durante il tour. La prima è sempre difficile.


Parlaci un po’ di te, come ti presenteresti ad un ascoltatore che si approccia alla tua musica?

Sono Gabor Lesko e sono un appassionato di musica ,energia e amore. Mi piace la musica suonata, quella che fa emozionare e che per certi aspetti bisogna fermarsi un attimo per ascoltarla e poi magari è come il sesso, è più bella se fatta lentamente.


EARTHWAY é il tuo ultimo album uscito lo scorso 14 maggio, raccontarcelo un po’

L’idea di questo disco è nata durante la pandemia. Di solito riesco a produrre un disco in quattro anni, solitamente gli altri lavori durano di più. In un anno e mezzo/ due invece ho finito la composizione dei pezzi proprio perché si era chiusi in casa. Ho uno studio di registrazione per fortuna in cui mi sono chiuso e ho lavorato anche a distanza collaborando con i vari artisti.


Come è stato registrare un album “a distanza”? Quale è stato la difficoltà maggiore? C’è un aspetto di questo “Smart working” che pensi di mantenere in futuro?

La difficoltà è a volte la comunicazione. Per esempio abbiamo dovuto tralasciare alcuni aspetti di modifica possibili dal vivo. Le persone che hanno collaborato al disco sono state libere di esprimersi e di mettere un tocco personale. E’ un lavoro che fa uscire l’ensemble, una coralità di musica e composizione in generale.

Nell’album ci sono collaborazioni con artisti di massimo livello. Come hai scelto il tuo “cast”?

È stata un’evoluzione abbastanza naturale. Ho iniziato a lavorare con Eric Marienthal anni fa in altre produzioni insieme e lui mi ha fatto conoscere Dave Weckl che è suo compagno nella band di Chick Corea. Da loro è partita un po’ l’idea. Al mio fianco c’è sempre Jimmy Haslip che è un collega e un amico, una fonte preziosa di sostegno e consiglio. Al giorno d'oggi portare avanti questo tipo di musica che non è commerciale e difficilmente anche catalogabile è difficile. La loro vicinanza è molto importante e sono riuscito a fare un lavoro di cui vado molto fiero. Ho altresì conosciuto diversi musicisti fantastici come per esempio Federico Malaman, bassista italiano meraviglioso e anche Sophie Alloway, batterista di Londra. Loro due hanno suonato in alcuni pezzi.


Il disco racconta la tensione tra le conquiste tecnologiche e il rischio di diventare loro schiavi. Quale è il tuo pensiero sugli eventi streaming a cui ci ha abituato la pandemia? Credi che siano solamente figli del periodo storico o che ci accompagneranno anche quando, speriamo presto, finirá?

Io penso e spero di no, nel senso che è un discorso generazionale. Io non ho più vent’anni quindi ho fatto delle esperienze live che sono totalmente diverse. Un concerto in video o anche il disco di per sé è una foto di dettagli, è un’esperienza musicale in cui godi di energia ma l’ascolti quante volte vuoi, è un diverso approccio. Il concerto, anche con le sue sbavature, è molto più vivo ed energetico, dà ricchezza all’anima. Spero che ritornerà sempre di più la possibilità di suonare dal vivo.


C’è un concerto che ti è rimasto particolarmente nel cuore?

Devo dire che è la serata che feci nel 2009 al Blue Note di Milano perché era il mio compleanno, presentavo “Colors” ed è stata una delle più belle serate, con grande successo e le persone in piedi ad applaudire. Ancora adesso penso a quel giorno, è stato forse il più bello della mia vita.


Sei anche compositore di colonne sonore cinematografiche e televisive, qual è la differenza tra comporre per il cinema e comporre per il mercato musicale?

Quando scrivi per il film magari ti danno un minutaggio da arricchire empaticamente per trasmettere paura, amore ecc.... In quel caso hai problemi di tempo perché devi scrivere la musica attorno ad uno storyboard. Questo è il primo aspetto da considerare. Per il resto, io sono un amante della musica che suscita viaggi con la mente, è un aspetto che è nel mio sangue.


Hai suonato in moltissimi posti, ti manca un po’ viaggiare per fare musica?

Ovviamente sono “un cavallo che scalpita”, anche se la mia vita è cambiata avendo messo su famiglia ed avendo due bimbi piccoli. Negli ultimi due anni avevo già deciso di rallentare un po’ il live, sono sempre stato un musicista da studio. I viaggi erano moltissimi, ora stiamo aspettando una situazione più tranquilla e cercando di prendere accordi per il 2022. Speriamo per quel periodo che si torni alla normalità.


Per concludere, la nostra domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Ho sempre anteposto la musica rispetto all’ego personale. Ora vorrei dire semplicemente “viva la musica, vita la vita, viva l’energia”. Spero che la mia musica possa essere ascoltata e ricordata come qualcosa che ci rende vivi e che ci mette in connessione in maniera universale; che ci permetta di fermarci un attimo e godere ancora dei momenti della nostra vita.

BIOGRAFIA:

GABOR LESKO è nato nel ’74 a Milano. Di origini ungheresi e cresciuto in una famiglia di musicisti, è entrato in contatto con la musica fin da piccolo. Ha studiato chitarra classica, pianoforte e composizione con Vilmos Lesko al Conservatorio di Bergamo, acquisendo le prime esperienze professionali durante i successivi studi in armonia e composizione a Budapest e alla Civica Scuola di Jazz con Franco Cerri. Vincitore della Berklee College of Music European Scholarship, nel 1998 si trasferisce per un anno negli Stati Uniti, dove studia psicoacustica al Musician’s Institute (GIT) di Los Angeles e incontra prestigiosi maestri come Joe Dorio, Robben Ford, Jennifer Batten, Frank

Gambale. Dopo gli studi comincia ad esibirsi e a collaborare con Bill Detko (producer di Scott Henderson). Nella sua carriera ha collaborato con artisti del calibro di Gianna Nannini, Marco Masini, Dannis Dragon (Beach Boys), Vince Tempera, Tony Levin, Simon Phillips, Eric Marienthal, Jimmy Haslip, Chad Wackerman e altri. Con già 7 album all’attivo come leader, Gabor ha suonato in tutto il mondo in importanti venues e festival come il Blue Note di Milano, la Webster Hall di New York, il London Acoustic Festival e tanti altri. Oltre all’attività di concertista e solista, Gabor è anche compositore di musica per tv e film e autore di libri di didattica per chitarra.


Simona Valentini

Flavia Paoli