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"Tornare sul palco è la benzina del nostro lavoro". Dialogo sul nuovo disco de La Municipàl



II 18 Giugno, sotto co-produzione di Iuovo e Artist First è stato pubblicato "Per resistere al tuo fianco", il quarto disco de la Municipàl. I fratelli Tundo chiudono così il progetto di "Per resistere alle mode", composto da doppi singoli pubblicati a partire dal 2020 in digitale e in vinile. Felicissimi di averli con noi, vi raccontiamo qui qualcosa in più sul disco. Buona lettura!


Per iniziare.. qual è il “messaggio” che La Municipàl vuole trasmettere a chi ascolta le loro canzoni?

Quello di essere se stessi e accettarsi per ciò che si è.


Personalmente vi ho scoperto guardando in tv il concerto del Primo maggio di Roma. Il

vostro duo si è formato nel 2013 e siete fratello e sorella. Arrivati al quarto album è

cambiato l’approccio alla musica rispetto agli inizi?

L’approccio per fortuna è sempre molto spontaneo, partiamo sempre dalle canzoni che

raccontano le nostre storie e poi le lavoriamo in base al suono che utilizzeremo

nell’album.


Carmine, qualche tempo fa hai avviato un nuovo progetto, sotto lo pseudonimo Diego

Rivera. In brani come “Santa Maria al bagno” c’è una menzione speciale alla vostra

Puglia e in particolar modo al Salento. Cosa significa per un cantautore di oggi provenire

da una regione così prolifica artisticamente?


Sicuramente la mia è una terra che offre un sacco di stimoli e ha tanto da raccontare, mi

viene quindi molto naturale lasciarmi trasportare in un racconto.


Nel 2019, assieme ad altri artisti indipendenti, avete realizzato la cover de “La canzone

di Marinella” del grande De Andrè. Come è stato partecipare a quell’esperienza? Cosa

rappresenta per voi Faber?

Inizialmente è stato molto traumatico, perché avevo una grandissima paura di rovinare

uno dei brani più celebri di un mostro sacro, passata la fase iniziale mi sono divertito

molto ed ho seguito il flusso emotivo e sono molto contento del risultato.


Quali sono le fonti di ispirazione per la scrittura dei brani?

L’ispirazione nasce principalmente da vicissitudini personali, quando racconti qualcosa

di reale la canzone acquisisce sempre una marcia in più.


L’album è distribuito oltre che in digitale anche in formato vinile. A cosa si lega questa

scelta?

Credo che il vinile rappresenti meglio il nostro modo di fare musica, in un’epoca dove con lo

streaming è tutto molto veloce, il gesto di ascoltare il vinile, inserirlo sulla piastra, scegliere il

brano, è un gesto quasi di resistenza.


Ascoltando il brano “Per resistere alle mode” ho trovato una connessione con il concept

di “I tuoi Bellissimi difetti”. Guardando alla società di oggi, da under 30, vedo purtroppo un voler discriminare chi è diverso. Essere diversi può costituire un valore aggiunto o un ostacolo alla propria realizzazione personale?


Essere diversi per me è sempre stato un valore aggiunto, la diversità è una forma di

ricchezza sempre e comunque e chi non lo capisce ha dei grossi problemi con se stesso

ed il mondo.


Uno dei singoli che hanno anticipato il disco è “Quando crollerà il governo”. In questa

canzone si racconta di quanto sia forte il legame che lega te e Isabella che, tempo fa, si è

dovuta trasferire per motivi di lavoro.. I vostri brani sono molto intimi e profondi.

Quanto è stato importante raccontare in musica il vostro rapporto?


Molto importante, la nostra musica è legata a stretto giro alle nostre storie personali, per

capire le nostre canzoni bisogna conoscerci un po’.


In “Se io fossi come te cambierei il mondo” (uno dei brani più belli) mi ha colpito molto la

frase “Se io fossi come te fermerei il tempo perché tu non invecchi mai mentre io sono

già morto.” Il brano è descritto proprio come un testamento pop. C’è stato un evento

particolare che ha ispirato questa canzone?


Si, oltre le mie idee personali, ho preso spunto dall’operato di Marco Cappato (che cito

nel brano “Chiama Marco , ce ne andiamo ecc ecc) credo che quello del fine vita sia un

tema molto delicato e che ha bisogno di ulteriori approfondimenti da parte della politica.


“Finisce qui” è un brano che evoca un senso liberatorio per esprimere la voglia di

ricominciare trovando un nuovo inizio. E’ possibile davvero ricominciare anche quando

tutto sembra perso?


Spesso la fine è necessaria per poter ripartire da zero, a volte dobbiamo trovare il

coraggio di mettere un punto e lasciare andare.


“Fuoriposto” parla della solitudine in un’accezione positiva. Le nostre generazioni hanno

vissuto il periodo di lockdown rimanendo spesso soli, forse in contrasto anche con il

bisogno di socialità. E’ stato difficile parlare della solitudine in termini positivi?


Personalmente sono sempre stato una persona solitaria, quindi sono stato fortunato ad

aver sofferto meno questo periodo buio, però ho anche capito la forza dello stare

insieme, del resistere insieme.


Dal 21 Giugno partirà una lunga tournée estiva. Quali sono le sensazioni che si provano

a tornare sul palco dopo tanto tempo? Qual è il momento più bello di un live?


Siamo felicissimi, un po’ arrugginiti ma ci sta, il momento più bello ma allo stesso tempo

più brutto e quando stai per salire sul palco, con un nodo in gola per l’emozione, ecco,

quell’emozione è la benzina del nostro lavoro.


Per concludere.. un augurio a se stessi e per la propria musica?


Restate sempre voi stessi <3


Buon tour e buona estate!


Grazie e buona estate a voi!



PROSSIME DATE LIVE :


15 LUGLIO Biella @ RELOAD SOUND FESTIVAL

21 LUGLIO Segrate (MI) @ MAGNOLIA

22 LUGLIO Galzignano Terme (PD) @ ANFITEATRO DEL VENDA

23 LUGLIO Massarella (FI) @ REALITY BITES FESTIVAL

31 LUGLIO Bergamo @ SPAZIO POLARESCO

05 AGOSTO Mogliano Veneto (TV) @ SUMMER NITE LOVE FESTIVAL

7 AGOSTO Tricase (LE) @ ESCO DI RADIO





Flavia Paoli