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Intervista al Maestro Pellegrini: una vita dedicata alla musica


Francesco Pellegrini, in arte Maestro Pellegrini, è uno dei musicisti più influenti della musica pop/rock italiana.

Polistrumentista, inizia la sua carriera con i pisani Criminal Jokers, insieme a Francesco Motta. Ha suonato con Nada come chitarrista, fagottista, voce e cori, ed ha registrato ed accompagnato dal vivo Andrea Appino nel suo secondo disco ‘Grande Raccordo Animale’.

Ha inoltre inciso e collaborato con diversi altri artisti quali Enrico Gabrielli, Dardust, Bobo Rondelli, Il Pan del Diavolo.

Attualmente suona in pianta stabile con gli Zen Circus con i quali, dal 2016, ha partecipato a due edizioni del Primo Maggio-Roma ed alla penultima edizione del Festival di Sanremo nella categoria Big.

Nella Primavera del 2018 comincia a lavorare a Fragile vol. 1, il suo primo disco da solista e, l' 11 settembre di quest'anno pubblica Fragile vol. 2.

Noi di QBMusica abbiamo avuto modo di rivolgergli qualche domanda, continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato.


Per cominciare, chi è il Maestro Pellegrini?

Maestro Pellegrini è un’essere umano che ha scelto di dedicare la sua vita alla musica e che si è sempre aggiunto la responsabilità di tale scelta.


Componente degli Zen Circus e in passato fondatore dei Criminal Jokers ed ora solista, a cosa è dovuta questa scelta?

Credo che la musica debba essere prima di tutto condivisione  per questo ho sempre scelto di suonare con delle persone che reputo più amici che colleghi, tra me e gli Zen Circus c’è quindi un legame molto forte e lo stesso con Francesco Motta e Nada. Il mio progetto solista è semplicemente la dimensione nella quale mi racconto anche attraverso le parole. Dentro alle mie canzoni ci sono prima di le mie paure perché sono quelle che mi servono per crescere.


C’è differenza tra fare un concerto con una band e suonare da solista?

Sto suonando molto da solo in questo periodo anche per tutto quello che l’attuale emergenza sanitaria ha comportato nell'organizzazione dei concerti e sicuramente è molto diverso dal suonare con una band proprio perché manca la condivisione.


Da chi sei stato ispirato nello scrivere le canzoni? Sono tutte autobiografiche?

Le canzoni di questo disco partono sempre da una base autobiografica ma cercano di creare contesti immaginari nei quali creare spazi di riflessione collettività


È da poco uscito "Fragile vol.2" contenente una traccia - che se non erro è "Smettere" - in cui suoni il famoso fagotto. Come nasce la passione per questo strumento e cosa rappresenta per te?

Ho sempre avuto una passione per gli strumenti a fiato perciò quando ho capito che potevo trovare il tempo di studiarne uno seriamente ho scelto il fagotto, ho la fortuna di studiare con uno dei più grandi fagottisti italiani, Paolo Carlini. Ho scelto l’insegnante oltre allo strumento.


Ti abbiamo visto sul palco accompagnato da Andrea Pellegrini, tuo padre, che sappiamo essere un bravo musicista. Com’è suonare con un genitore? È anche grazie a lui che ti sei avvicinato alla musica?

Sicuramente è anche grazie a mio padre che mi sono avvicinato alla musica ma il rapporto tra di noi non è sempre stato chiarissimo ed è per questo che ho scelto di coinvolgere proprio lui per accompagnarmi al pianoforte, avevo bisogno di capirlo meglio.


C’è un artista che stimi particolarmente e con cui vorresti duettare in futuro?

Samuele Bersani


Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te e alla tua musica?

Auguro a me ed alla mia musica di restare sincera/o


Alessia Campiti

Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio