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Intervista a Cordio: nei ricordi del giovane cantautore catanese


Pierfrancesco Cordio, classe 1995, è un musicista e cantautore catanese. Inizia ad immergersi nel mondo della musica sin da adolescente. Il trasferimento a Milano è la chiave di volta della sua carriera perché ha la possibilità di approfondire lo studio della musica.

Il rapporto con Ermal Meta contribuisce alla crescita artistica dell’artista e grazie a lui calca dei palchi di enorme importanza, nazionali e internazionali.

Tra le canzoni di Cordio si annoverano “Il Paradiso”, “La Nostra Vita” (canzone con la quale ha partecipato a Sanremo Giovani), “Angoli e Spigoli” (una walking session acustica pubblicata sul web) e “Almeno Tu Ricordati Di Me”.

È proprio grazie all'uscita del suo ultimo singolo, “Almeno Tu Ricordati Di Me”, che abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Cordio e di rimanere stupiti dalla profondità di un artista così giovane.

Di seguito potete trovare l’intervista completa.

Per rompere il ghiaccio parlaci di “Almeno Tu Ricordati Di Me”, cosa rappresenta il brano per te?

Questa canzone è una fotografia, come tutte le mie canzoni.

In questo caso la foto ritrae me e una persona con cui ho condiviso molte cose, molto tempo e con cui poi ci siamo divisi. In qualche modo è una fotografia un po’ ingiallita.

All'interno della canzone c’è un ossimoro tra le strofe e il ritornello, perché durante le strofe io elenco alcune cose che mi sembra di dimenticare “dimentico il timore della cattedra”, “dimentico l’odore della camera”; non dimentico di che colore fosse la cattedra, o in che classe andassi, ma ho paura di dimenticare le sensazioni legate alle esperienze passate.

Il significato della canzone si può riassumere così: chi ha vissuto qualcosa di importante con qualcuno e quando poi tutto è finito ha paura che quelle cose lì svaniscano, quindi dice “almeno tu ricordati di me”.

Credo sia davvero universale la speranza di voler continuare a vivere nei ricordi delle persone con cui condividiamo qualcosa.

La canzone quindi tratta io tema del ricordo; quanto è importante il ricordo nei tuoi brani?

Lo è molto, però ho capito che non adoro la nostalgia, ma non voglio che le cose muoiano. La morte non è quando non ci siamo più, ma quando ci dimentichiamo.

Non so se hai visto il film “Coco”, è un cartone animato per bambini, ma in realtà è un film struggente in cui c’è il regno dei morti, dove chi muore continua a vivere fino a quando qualcuno li ricorda sulla terra e quando l’ultima persona che li ricorda muore, loro muoiono per sempre.

Questo è un po’ quello che mi piace del ricordare: il tenere in vita, il non sprecare. Nei nostri occhi c’è la somma delle cose che abbiamo vissuto.

La canzone non è esattamente un tormentone estivo, è stata una scelta voluta quella di seguire la tua linea cantautorale e non omologarti a quello stile?

Io non sono strategico, scrivo le canzoni come mi vengono e non mi vengono raeggeton, non è il mio linguaggio, ma non escludo di farlo.

La cosa che non mi piace della musica pop è quando diventa marketing, quando al centro non c’è la musica, ma il seguire una moda. Se vai a vedere la storia della musica, nessuno ha mai fatto niente di importante ragionando in questo modo.

Vedi Battisti, lui stravolse completamente il modo di pensare i cantanti, dicevano che era stonato perché cantava in un modo assurdo. Alla fine l’unica cosa che resta è la sincerità dell’artista.

Non ci sono alternative, devi essere sincero, poi se vendi cinque copie o cinque milioni di copie viene dopo, però quando scrivi devi essere sincero.

Se non avessi intrapreso questo percorso artistico, qual è il sogno che rimane nel cassetto?

Fare il comico. ride quando ero piccolino volevo fare il comico!

Con Ermal Meta hai calcato alcuni dei palchi più importanti nazionali e internazionali, qual è l’esibizione che ti ha emozionato di più tra tutte?

L’esibizione al Teatro Antico di Taormina, perché io sono siciliano e quel teatro è un tempio della musica in Italia e soprattutto in Sicilia.

Nel teatro avevo visto tanti concerti e quando ci ho suonato sono stato particolarmente emozionato.

A questo proposito, qual è l’aspetto del live che ti piace meno e ti crea più ansia?

Quando c’è poca gente ride perché ho capito che a me piace suonare nei teatri.

Diciamo che il mio desiderio, qualora la mia carriera andasse bene, è di suonare nei teatri, non negli stadi o nei palasport.

Per carità, nessuno esclude niente, però mi sono accorto che con Ermal ho suonato al Forum di Assago, nei teatri e nei club, ma i teatri sono la dimensione che preferisco.

Hai partecipato a Sanremo Giovani, quali sono le cose positive e quelle negative di questa esperienza?

Le cose positive sono legate alle persone, agli artisti che ho conosciuto e sono estremamente felice del successo che sta avendo Mahmood perché lo conosco da tanto tempo e ritengo che sia davvero una persona meritevole di quello che sta ricevendo. Un’altra cosa positiva è legata al punto di vista professionale, come fare le prove con l’orchestra, fare a tutti gli effetti il professionista.

Ti viene data una possibilità e tu devi prepararti per esserne all'altezza, perché quella possibilità è una figata. Tra le cose negative.. io non amo troppo la televisione, perché io sono un po’ timido. Non è stata una visibilità da talent, quindi non eravamo ripresi ventiquattro ore al giorno con le telecamere, però un po’ di conflitto con quella roba lì ce l’ho.

Puoi farci qualche spoiler riguardo i tuoi impegni futuri e l’album in uscita?

L’album esce dopo l’estate ed è un disco in cui ci sono canzoni scritte negli ultimi due anni, ad esempio c’è una canzone che ho scritto nel 2015 fino ad una che ho scritto a dicembre 2018, quindi c’è una fetta importante della mia vita.

È un disco molto molto molto autobiografico, c’è tutta la mia vita e chi lo ascolterà potrà conoscermi.

Per concludere, c’è un augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Mi auguro di rimanere sempre sincero, ma anche di scrivere grandi canzoni.. di trovare sempre entusiasmo nella scrittura.

Vi lasciamo con il video ufficiale di "Almeno tu ricordati di me" e con tanta curiosità circa il nuovo progetto discografico.

Se non l'avete ancora fatto, entrate anche voi nell'universo di parole di questo giovane cantautore, non ve ne pentirete!

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