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LeVacanze: l'intervista tra nottate in campeggio e nuove consapevolezze


Il 13 novembre è uscito "Jet Lag", il nuovo singolo de LeVacanze, duo elettro-pop sannita formato da Giuseppe Fuccio (voce, chitarra e synth) e Giovanni Preziosa (chitarra e synth).

"LeVacanze" è anche il titolo del loro EP d'esordio uscito nel 2017 preceduto dal brano

"Penelope" (Giugno 2017) che è stato scelto come colonna sonora di un reportage di Sky Arte.

Successivamente si fanno conoscere sul territorio grazie alla vittoria del "FarciSentire Contest 2017"; che consente loro di condividere il palco con artisti del calibro dei The Zen Circus, Fast Animals and Slow Kids e Canova.

Nel 2018 hanno partecipato alla sedicesima edizione di Musicultura, sono stati tra i finalisti del concorso Musica daBere, tra i 12 finalisti per 1M NEXT 2018 (contest ufficiale del Concertone del Primo Maggio a Roma) e vincitori di AREZZO WAVE LOVE FESTIVAL CAMPANIA 2018.

L’anno successivo comincia il sodalizio con l’etichetta bolognese Manita Dischi ed entrano in studio per la registrazione del loro primo album, in uscita nel 2021, registrato presso il Deposito Zero Studios di Forlì e prevede la collaborazione di Francesco Pontillo.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con questo duo travolgente, continuate a leggere per scoprire cosa ci hanno raccontato.


Ciao e grazie di essere con noi oggi! Per iniziare, chi sono “LEVACANZE”, come nasce il vostro progetto e a cosa dobbiamo la scelta del nome? Ciao ragazzi di QBMusica e grazie a voi per questo invito. "LeVacanze" sono due ragazzi della provincia di Benevento, che tentano quotidianamente di esprimere la propria identità musicale. Entrambi appassionati di pop elettronico, quello fatto da chitarre non estremamente virtuose e da programmazioni elettroniche. Il progetto nasce circa 5 anni fa, suonavamo insieme in una band pop rock. Terminata quell'esperienza sentivamo l' esigenza di intraprendere un nuovo percorso, in duo, dedicandoci alla creazione di inediti. La scelta del nome è nata ascoltando le pre-produzioni del nostro primo EP, fondato su sonorità che associamo ad una malinconia sorridente come quella di un ritorno a casa post vacanze estive, un lungo viaggio di ritorno. Quale è il messaggio di “Jet Lag” e come nasce questa canzone? Jet Lag nasce da un'analisi interiore, personale, ed ha come messaggio l'accettazione o meglio “l’accettarsi”; riguarda la presa di coscienza delle scelte che abbiamo affrontato, tralasciando le possibili alternative oramai superate, meditando una nuova consapevolezza che probabilmente accompagnerà il tragitto futuro. E' un brano molto energico, che ha avuto origine durante una session notturna in studio (uno dei tanti momenti di cazzeggio). Il giorno dopo, ascoltando ciò che distrattamente era stato registrato, abbiamo estrapolato l'intreccio delle due chitarre divenuto poi l' intro del brano. In seguito ci siamo dedicati allo sviluppo delle strofe e dei ritornelli, rispettando la vivacità iniziale del brano e la tematica che volevamo comunicare. Il Jet Lag è quel momento di passaggio che si vive quando ci si sposta da un continente all’altro. Anche la pandemia che stiamo vivendo può essere intesa, si spera, come un momento di passaggio. Secondo voi cosa ci aspetta e come è cambiato il mondo nella musica in questi mesi? Purtroppo l’emergenza sanitaria ha messo notevolmente in crisi il sistema dell'industria musicale, c'è la necessità di dover correre al riparo e surrogare l'assenza dal palco attraverso l'utilizzo del web e tutte le sue risorse. I live streaming stanno diventando un realtà sempre più presente e l' impiego costante dei social permette di mantenere in parte il contatto con il pubblico. Noi siamo abbastanza fiduciosi, presto si ripartirà con le dovute precauzioni, magari con costi e pubblico ridotti in modo da permette una lenta ma necessaria ripresa.

La parola Jet Lag unita al vostro nome, mi fa pensare ai viaggi in questo momento in cui per causa di forza maggiore non possiamo spostarci. Cè un viaggio che portate nel cuore? Magari una tournee particolarmente travolgente? E qual è il viaggio che sognate di fare? Sicuramente la nostra prima tournee! Abbiamo avuto la possibilità di suonare in giro, da Catania fino a Brescia per circa due mesi ed è stato davvero entusiasmante. Tra i momenti più divertenti ricordiamo una nottata post-concerto in Sicilia. Dopo aver avuto un po’ di problemi con l’alloggio, insieme agli altri componenti della band che ci accompagnano nei live, decidemmo di entrare in un campeggio e dormire all'aria aperta su due materassi gonfiabili sotto le stelle (e le zanzare, ahimè). Ce ne sarebbero tanti altri, ma fermiamoci qui.

Il viaggio che vorremmo fare è quello in cui potremmo portare le nuove canzoni in giro. L’electro-pop e il vostro universo musicale, quali sono i vostri modelli di riferimento nel panorama nazionale e internazionale? Sono tanti gli artisti che hanno influenzato nel tempo il nostro modo di fare musica, dal mondo cantautorale a quello strettamente chitarristico fino all'elettronica. Tra quelli internazionali: Beatles, Bowie, Radiohead, Depeche Mode, The Killers, Foals, Metronomy. Tra gli italiani: Battisti, Battiato, Dalla, Bluvertigo. Anche ora naturalmente ascoltiamo tantissima musica, è una ricerca sonora continua e viscerale per chi vive di questo. C’è un artista italiano con cui vi piacerebbe collaborare? Ce ne sono diversi. Potremmo parlare di IOSONOUNCANE, Giorgio Poi, Tropea, Bianco, Andrea Laszlo de Simone e davvero tanti altri. Un artista italiano in particolare che riteniamo molto completo sia nella scrittura, sia nel mondo sonoro è Lorenzo Urciullo in arte Colapesce.

Sarebbe davvero formativo poter collaborare con uno di loro. “JET LAG” arriva dopo “PSICOLOGI E NEON”, brano pubblicato ad agosto 2020. Sappiamo che il vostro album uscirà nel 2021, cosa dobbiamo aspettarci? Potete darci qualche spoiler? Sarà sicuramente un album con sonorità corpose. Rispetto al vecchio lavoro abbiamo arrangiato le canzoni avendo un approccio più live, basandoci su strumenti che avremmo suonato in concerto, limitando in parte l'utilizzo delle programmazioni. Ci siamo impegnati nel trovare il giusto equilibrio tra impatto sonoro e parola, conservando i tratti della nostra musicalità. Una gestazione più lunga e libertaria, anche grazie alla collaborazione di Manita Dischi e di Francesco Pontillo che ha curato il disco insieme a noi, nel realizzare in maniera ampia ciò che volevamo imprimere nelle canzoni. Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fate a voi stessi e alla vostra musica? L'augurio più grande in questo momento è sicuramente quello di tornare quanto prima a vivere le emozioni del palco, avere un contatto fisico, in sicurezza, con chi si ha di fronte per condividere momenti intensi. Riguardo alla nostra musica, speriamo di poterla diffondere, magari dal vivo. Auguriamo a noi stessi di crescere artisticamente e di poter avere la possibilità di comunicare con chi vorrà ascoltarci.


Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio