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Da Luca a Luce: racconto quello che vorrei essere



Luce, pseudonimo di Luca Costantino, nel 2021 decide di uscire sul mercato musicale pubblicando i due singoli Film Porno e Atlantide. Abbiamo avuto modo di notare l'artista nel giugno 2021, quando ha partecipato allasedicesima edizione del talent show XFactor, aggiudicandosi i 4 sì dei giudici e un posto per la fase dei Bootcamp con Mika. Lo scorso novembre è uscito Bello così, il suo ultimo singolo, e abbiamo colto l'occasione per intervistare questo giovane talento, volenteroso di far notare al pubblico quella che è la sua luce interiore. Assolutamente non banale, rappresenta una boccata d'aria fresca giovane in un ambiente che tende all'omologazione. Lui stesso nel corso dell'intervista ha definito la sua musica figa e mi sento di condividere.


Da Luca a Luce: qual è il significato del tuo nome d’arte? Da cosa deriva la scelta?

Ho scelto di chiamarmi Luce perché è quello che vorrei essere. In passato mi sono sentito spento dalla realtà delle cose. I miei genitori che litigavano, i problemi con la mia identità sessuale, l'eterna insoddisfazione riguardo qualsiasi cosa. Ma poi succede che a volte mi sveglio e mi sento Luce.


Nonostante il percorso a XFactor non sia arrivato al traguardo, come definiresti l’esperienza Quali sono stati i lati positivi e quali quelli negativi?

XFactor è stato un importante primo traguardo. Me ne sono andato con l'amaro in bocca, perché non mi è stato dato un motivo per lasciare la sedia. Avrei preferito anche un "gli altri sono più forti di te" o semplicemente "con te non saprei come lavorare". Invece niente, "sei bravo, continua". Beh, intanto ringrazio. Infinitamente. Ho percepito tanta umanità, mi sono sentito accolto e apprezzato da tutti, redazione e produzione compresa.


Bello così, il tuo ultimo singolo, affronta il tema di un amore finito e l’incapacità di andare avanti. Quanto c’è di tuo nei brani che scrivi? Quanto influiscono le esperienze personali?

Bello Così racconta di quando un amore finisce, di come poi rimanga l'affetto e la stima. Sinceramente a me capita più spesso di rimanere arrabbiato, perché me ne combinano

sempre di ogni. Non sono proprio fortunato in amore, ma questa è un'altra storia.

Nei brani che scrivo ci sono sempre io, perché penso che le cose che ho dovuto affrontare possano essere condivise con gli altri, e perché no, magari possono essere utili. A me hanno aiutato tanto le canzoni degli altri, le loro storie, le loro parole. È bello quando ti riconosci in una storia di qualcuno, in una sua battaglia, perché capisci che non sei solo. La musica è condivisione, ci connette.


Film porno è un brano che lascia ben poco all’immaginazione; credi che i brani che hanno un testo diretto e leggibile abbiano una marcia in più rispetto a quelle che basano la propria genesi sulla metafora costante?

Film Porno in un certo senso è un po' una metafora, ma una metafora concreta. Ora mi spiego meglio. Parla di tre storie diverse e con diversi protagonisti. Questi personaggi hanno in comune il fatto di ritrovarsi in situazioni dove trombano, sostanzialmente.

Ecco, è tutta una metafora per dire : che problema c'è? lo facciamo tutti! Di sesso in Italia si parla poco, è un taboo, ce ne si vergogna. E poi ci stupiamo se non si usano le precauzioni, se ancora non sappiamo distinguere concetti come identità sessuale e identità di genere. Questa cosa mi fa molta rabbia, e cercare di divulgare messaggi in cui crede è una responsabilità di chi ha una voce.

Comunque no, in generale, mi piacciono le metafore. Atlantide, l'altro mio singolo portato a XFactor, è una metafora che rappresenta un posto dove si fa una grandissima festa dove tutti si sentono a proprio agio, mentre nella realtà non lo sono. A volte le immagini poco dirette evocano concetti in modo più efficace rispetto alle parole nude e crude.


Sostieni che il tuo messaggio sia la possibilità di essere liberi; credi che questa società sia pronta ad accettare la libertà? Nonostante le tante lotte ci troviamo in un contesto in cui i canoni sono rigidi e piantati nel profondo. La musica, secondo te, è uno strumento efficace per permettere alle persone di sentirsi liberi e non oppressi dalla società, seppur per quei tre o quattro minuti?

Assolutamente! La musica ha questa responsabilità. Penso che noi siamo già pronti ad accettare la libertà, perché siamo nati liberi, è la nostra natura, è la direzione delle cose. Facciamo però parte di un sistema che ha regole, convenzioni, un suo funzionamento e una sua tradizione. Questo è il punto: gli esseri umani hanno questa storica capacità di mettersi i bastoni tra le ruote da soli e spesso, più che evoluzione, si dovrebbe

parlare di involuzione. La musica ci connette a qualcosa di oltre, qualcosa di spirituale, muove l'anima, è più pura di noi. E' più giusta. Deve ispirarci, ci deve accompagnare a migliorarci.


Qual è la cosa relativa al tuo lavoro che ti manca più del periodo pre-Covid?

Ho iniziato proprio in pieno Covid, il mio è un progetto neonato, a

febbraio dell'anno scorso ho firmato con la prima etichetta e ho pubblicato il primo singolo.


Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro di Luce? Ci sono progetti in cantiere?

Voglio fare arrivare la mia musica a più gente possibile. Non per soddisfazione dell'ego o qualcosa del genere, ma perché credo veramente che la nostra musica (mia e del team che lavora con me) sia figa, nuova, originale, ma comprensibile a tutti. Sono Pop, non voglio fare il fenomeno, sono un ragazzo ambizioso che fa musica figa.


Qual è l'augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Sogno un duetto, in un certo senso un "threesome" : Mengoni, Mahmood ed Io. Perché abbiamo voci simili, ma stili diversi. Fatemi arrivare lì e forse, mi sentirei davvero completo, davvero al mio posto.