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Marco Guazzone: TI VEDO ATTRAVERSO è un inno al coraggio



Il nome di Marco Guazzone non è di certo nuovo, o mai sentito. Dopo “Con Il Senno Di Poi", prodotto da Elisa, Marco Guazzone torna con un nuovo singolo dal titolo “Ti Vedo Attraverso”, disponibile dal 9 aprile in radio e nei digital store. Il suo nome è presente in colonne sonore per il cinema, la televisione e il teatro, ma non solo, in quanto la sua musica viene scelta anche come colonna sonora di spot e campagne pubblicitarie, tra cui quella mondiale di BVLGARI. Fa da apertura ai concerti di Elisa con la sua band sia all'arena di Verona che al Lucca Summer Festival e Il 28 ottobre pubblica "Con Il Senno Di Poi", il suo primo singolo ufficiale da solista prodotto da Elisa che oltre ad aver arrangiato, suonato e registrato il brano partecipa anche con un cameo vocale. Non ha aperto con la sua band solamente i concerti di Elisa, bensì ci troviamo di fronte ad un cantautore che ha calcato gli stessi palchi, italiani e stranieri, di numerosi artisti, tra cui Moby, Suzanne Vega, Malika Ayane, Elisa, Niccolò Fabi, Arisa, Morgan, Dolcenera, Levante, L'Aura, Jay Brannan, The Irrepressibles, Ex-Otago, Azure Ray, Meganoidi tra Italia, Inghilterra, Grecia e Libano. Guazzone è co-autore della versione del singolo di "Perfect" di Ed Sheeran in cui quest'ultimo duetta con Andrea Bocelli, il che lo rende il primo autore italiano ad aver collaborato con il cantautore britannico.


Ha scritto per artisti come Arisa, Andrea Bocelli, Lorenzo Licitra, Chiara Galiazzo ed è stato nominato ai Grammy 2020 tra gli autori del disco “” di Andrea Bocelli candidato nella categoria "Best Traditional Pop Album" all’interno della 62° edizione della cerimonia dedicata alla musica internazionale.

Sarebbe impossibile raccontare tutte le tappe di una carriera così ricca e interessante, quindi vi lasciamo alla lettura di un'intervista che ci ha rilasciato l'artista, in cui si racconta e parla della sua ultima uscita "Ti vedo attraverso".


Benvenuto su QBMusica. Per iniziare parlaci un po’ di “Ti vedo attraverso”, il tuo nuovo singolo.

Ciao a tutti e grazie di cuore per l'invito! Credo che amarsi sia la cosa più difficile, è un lungo viaggio attraverso noi stessi che non sempre siamo disposti a fare. Questa canzone è un inno al coraggio di sapersi guardare con occhi veri per perdonarci, accettarci e finalmente amarci

davvero per quello che siamo.


“Ti vedo attraverso” è un dialogo con il nostro riflesso nello specchio. Come è nata l’idea e come nasce l’esigenza di questo dialogo?

Lo specchio ci permette di osservare all’esterno e sotto a una lente d’ingrandimento quelle

“zone buie” di noi stessi che preferiamo non vedere e cerchiamo di nascondere. Da qui è

nata l'idea di uscire da me e sdoppiarmi nel mio riflesso per riuscire a vedermi con lucidità

da una nuova prospettiva. Ho imparato che semplicemente cambiando punto di vista si

possono fare scoperte incredibili su noi stessi.


Il brano vede la collaborazione alla scrittura di Alessandra Flora, autrice di

successo per artisti come Malika Ayane, Emma, Noemi, Arisa, Nina Zilli e

Gianni Morandi. Come è nata questa collaborazione?

Con Alessandra è stato amore a prima musica. Ci siamo conosciuti in studio di

registrazione durante una sessione di scrittura e dopo il primo incontro avvenuto

quasi quattro anni fa non ci siamo più lasciati né creativamente né umanamente.

Per questo brano avevo bisogno di una sensibilità intensa ed esperta come la sua

ed è stato un vero onore poter lavorare con un'autrice del suo calibro per questo

progetto.


Come in “Con Il Senno Di Poi”, anche nel videoclip di “Ti vedo attraverso",

realizzato da Luca Nistler e Marco Carlos Cordaro, ti vediamo impegnato in

una performance di teatro-danza, stavolta accompagnato dal ballerino Fabio

Calvisi. Parlaci un po’ dell’importanza del legame tra musica e performance

nei tuoi brani.

Per questo videoclip ho avuto il grande privilegio di lavorare di nuovo con Paolo Vecchione

il coreografo che dal mio precedente videoclip (“Con Il Senno Di Poi”) disegna sul mio

corpo ogni movimento che va a costruire la performance coreografica. È sempre lui che ha

portato nel progetto Fabio Calvisi, l'incredibile danzatore che interpreta il mio riflesso. Mi

sento molto fortunato perché l'approccio di Paolo è allo stesso tempo delicato e incisivo,

mi mette costantemente alla prova per superare i miei limiti e riesce a farlo sempre con

una grande sensibilità. Tutta la nuova musica che sto creando è concepita in movimento.

Per me il corpo è diventato un nuovo strumento importantissimo per comunicare perché

ho scoperto che attraverso la danza posso dire moltissime altre cose a un livello più

profondo e arrivare là dove le parole non riescono.


Hai scritto per artisti come Arisa, Andrea Bocelli, Lorenzo Licitra, Chiara

Galiazzo. Che differenza c’è tra l’essere autore ed essere cantautore? Cosa ti

porti dentro delle esperienze con i suddetti artisti?

La differenza tra autore e cantautore sta nel fatto che quando scrivo per altri artisti

esco dalla mia zona di comfort e posso permettermi di esplorare cose molto diverse

da quello che faccio di solito per me. Inoltre, immergermi nel mondo creativo di

qualcun altro mi insegna sempre nuovi modi di pensare e creare la musica perché

si crea uno scambio preziosissimo in cui si impara molto l'uno dall'altro.


Hai collaborato con artisti internazionali come Tony Hadley e Ed Sheeran,

puoi raccontarci qualche aneddoto in merito?

Il mio incontro con Tony Hadley è stato molto divertente perché non si è limitato

solo alla preparazione della sua performance la sera dei duetti con Arisa, ma è

durato per tutta la sua permanenza al Festival Di Sanremo, perché

quando si è accorto che nessuno dello staff parlava inglese in pratica sono

diventato il suo interprete ufficiale nel backstage dell'Ariston.

Di Ed Sheeran invece ricordo come se fosse oggi il giorno in cui abbiamo

completato la stesura del testo in italiano di “Perfect”. È stato un lavoro lungo e

minuzioso, fatto di molte sessioni di scrittura via Skype e Facetime tra Inghilterra,

Italia e America e ricordo che l'ultimo giorno Ed ci ha fatto ridere tutti quanti quando

ha detto “sorry for the pun guys but now it's... perfect!” (“ragazzi scusate per il gioco

di parole ma ora il brano è perfetto”).


Dal 2016 conduci un programma radiofonico di musica dal vivo su “In blu

Radio”, cosa ha apportato l’esperienza della radio al tuo percorso a

cantautore?

Al momento purtroppo siamo fermi perché è un programma di musica dal vivo con

gli ospiti presenti in studio, ma mi auguro di riprendere al più presto. L'esperienza

della radio mi ha permesso di scoprire e far conoscere tantissimi nuovi artisti e

talenti musicali e di potergli offrire nel mio piccolo uno spazio importante per farsi

ascoltare dal vivo, in acustico, nella forma più pura e veritiera per un cantautore, da

soli con la loro voce e il proprio strumento.


Insieme alla tua band hai aperto i concerti di numerosi artisti cardine della

musica italiana come Elisa, Niccolò Fabi, Levante e Malika Ayane. C’è un

palco che porti nel cuore e un’esperienza a cui sei particolarmente legato?

Ognuno degli artisti per cui ho avuto la fortuna di suonare mi ha insegnato cose

diverse e preziose che mi hanno arricchito sia come artista, che come essere

umano. L'esperienza a cui sono molto legato, sia per il rapporto che si è creato

successiva con l'artista che per il tipo di palco “storico”, è l'apertura del concerto di

Elisa all'Arena Di Verona nel 2017 per celebrare i suoi vent'anni di carriera.

L'energia dell'Arena piena che si muove, respira e balla insieme alla mia musica è

una sensazione che non dimenticherò mai.


In merito alla situazione che si sta vivendo la musica per colpa della

pandemia, cosa ti senti di dire? Pensi che lo streaming possa essere la nuova

frontiera della musica Live e che possa affiancare in via definitiva le esibizioni

dal vivo?

Credo che in nessun modo lo streaming e le esibizioni virtuali potranno mai

sostituire l'energia travolgente di un concerto dal vivo. Quello che si prova, sopra e

sotto il palco, è un'esperienza emotiva unica ed è il motivo principale per cui ho

trasformato la passione per la musica in un lavoro. Sono nato sopra un palco e

suonare dal vivo è la cosa che mi manca di più. Spero davvero che si possa al più

presto tornare a questo scambio preziosissimo che avviene come per magia tra

musicisti e pubblico, perché è la linfa vitale del nostro settore.


Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla

tua musica?

Mi auguro di essere sempre in movimento per capire chi sono, mettermi in

discussione e sorprendermi sempre e in questa danza costante arrivare a ballare e

muovermi con sempre più persone possibili.