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Marco Vezzoso e Alessandro Collina: "Italian Spirit" per portare la melodia italiana all'estero


Martedì 23 marzo il duo jazz MARCO VEZZOSO e ALESSANDRO COLLINA presenta per la prima volta live l’ultimo album “ITALIAN SPIRIT” (Egea Music/Art in Live), nell’evento in

diretta streaming “ITALIAN SPIRIT: LIVE STREAMING IN TOKYO”: un esclusivo concerto

per l’auditorium “Umberto Agnelli” dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.

Il concerto sarà registrato presso lo storico Teatro Casone di Ortovero in provincia di

Savona, e contemporaneamente proiettato per il pubblico presente nell’auditorium della

capitale giapponese.

Successivamente sarà disponibile sui canali dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e sulla piattaforma Eventi OnLine dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka.

Il duo spazia tra un repertorio originale scritto da Marco Vezzoso, grandi classici della musica italiana e standard della tradizione jazz. L’interplay e l’affiatamento tra i due musicisti, crea un continuum musicale intenso e di forte impatto emotivo, che guida il pubblico in un viaggio musicale all’interno dell’universo del duo.


Dal loro primo incontro musicale nel 2014, il duo formato dal trombettista piemontese Marco Vezzoso (che dal 2012 vive e insegna oltralpe presso il Conservatorio Nazionale di Nizza) e il pianista jazz ligure Alessandro Collina ha percorso molta strada.

Hanno all’attivo 5 album, numerosi concerti tra Francia e Italia e diversi tour internazionali. Nel 2015 il primo tour in Giappone, il cui live ad Osaka è stato registrato e pubblicato dall’etichetta giapponese DaVinci.

Nel 2017, un lungo tour estivo li porta ad esibirsi in Cambogia, Indonesia e nuovamente in Giappone, con un concerto di chiusura a Tokyo.

L'anno seguente il nuovo tour tocca Indonesia, Malesia e una serie di concerti in Repubblica Ceca. Nello stesso anno stringono una partnership con il brand Spirit Torino (produttore di headphone hi-end di altissima qualità) dei quali sono diventati ambasciatori nel mondo.

Da questa collaborazione sono nati un tour in Cina nella primavera del 2019 e un tour in Norvegia nel 2020, seguito da uno in Turchia.

Nel 2021 il duo ha in programma di ritornare in Giappone e in Cina per una serie di concerti.

Li abbiamo intervistati per voi, continuate a leggere per scoprire cosa ci hanno raccontato.


Ciao! Benvenuti su QBMusica, per iniziare, parlateci un po’ di questo nuovo progetto

“Italian Spirit”. Come è nata l’idea?

Marco: «Italian Spirti nasce principalmente dalla stima artistica reciproca e da una forte amicizia con Alessandro. Quando, questi due fattori sono riuniti i progetti nascono in modo naturale e “Italian Spirit” ne è la conferma. Con “Italian Spirit” volevamo portare all’estero, e soprattutto in Oriente, la melodia contemporanea italiana che non ha niente a che invidiare ai grandi classici. Da qui è nata la folle idea di portare “Sally” in Cina.»


“Italian Spirit” raccoglie 11 tra le più belle canzoni della musica italiana reinterpretate in una versione strumentale per tromba e pianoforte. Come sono state scelte le canzoni?

Alessandro: «Il processo di scelta è stato piuttosto lungo e laborioso in quanto i brani inizialmente presi in considerazione erano davvero tanti. La cosa che cercavamo erano delle melodie che si potessero adattare al nostro modo di suonare. Ne abbiamo provate e riprovate molte, fino ad arrivare alla scelta definitiva, poi abbiamo pensato ai minimi dettagli di ogni arrangiamento: alle scelte armoniche, a ritmi coinvolgenti, a far emergere la bellezza di ogni passaggio del brano in questione.»


Parliamo di ““ITALIAN SPIRIT: LIVE STREAMING IN TOKYO”. Il concerto sarà registrato presso lo storico teatro Casone di Ortovero in provincia di Savona, e contemporaneamente proiettato per il pubblico presente nell’auditorium della capitale giapponese. Come vi state preparando all’evento e che effetto fa produrre un Live con queste caratteristiche?

Marco: «Dopo mesi di inattività forzata per me é soprattutto una questione di motivazione e di esercizio. La tromba é uno strumento molto fisico e come tale va allenato, soprattutto a livello di resistenza. A volte si vogliono suonare delle idee ma il fisico non le supporta, e questo è molto frustrante. Per questo mi preparo al concerto, come anche a tutti quelli passati e futuri, come un’atleta si prepara ad una gara importante – tralasciando la dieta ferrea, che forse dovrei fare. Il concerto è "one shot" quindi meglio se si fa centro al primo colpo»


In Giappone è iniziato il vostro sodalizio artistico, cosa vi portate dietro oggi di quella prima esperienza artistica?

Alessandro: «Sicuramente un bellissimo ricordo, un paese affascinante, coinvolgente; un pubblico molto attento e desideroso di sentire cose nuove, che arrivano da lontano! Speriamo davvero di poterci tornare al più presto a suonare»


Marco: «Il ricordo é per me sempre molto vivo, in questo periodo quasi nostalgico, ma sono fiducioso sul fatto che ci potremmo ritornare presto. Questo live streaming va proprio in quella direzione, il pubblico giapponese é per me forse uno dei migliori davanti al quale prodursi, perché come dice Alessandro è un pubblico molto caloroso, attento e curioso»


Il disco è nato durante il lock-down, che difficoltà avete trovato, se ci sono state, nella stesura e composizione, viste le restrizioni?

Alessandro: «Con Marco ormai abbiamo condiviso tanti kilometri, viaggi, concerti, per cui anche le situazioni piu difficili (tipo...terminare i numerosi concerti dell’Indonesia, viaggiare un’intera notte con 2 scali a Manila e Singapore...arrivare in Giappone…ed essere accompagnato direttamente sul palco...) diciamo che non ci spaventano...abbiamo fatto anche noi smart working!»


Marco: «Come dice Alessandro ormai musicalmente ci conosciamo molto bene. Alle prime note insieme, anche dopo mesi di inattività, tutto diventa facile e immediato. Inoltre come tutti ci siamo adattati e abbiamo sperimentato nuovi metodi di lavoro che in effetti sono risultati essere molto efficaci. In realtà più che di difficoltà in questo periodo creativo abbiamo parlato di opportunità e credo che adesso ne stiamo raccogliendo i frutti.»


Cosa pensate della situazione che la musica sta affrontando? Voi avete girato il mondo con la vostra musica, come state vivendo questa situazione di stallo?

Alessandro: «Beh sicuramente non é un momento facile, inutile dire che in altri paesi europei si é; agito con più garanzie nei confronti del mondo della cultura. In generale l’Italia soffre, purtroppo, su tanti, troppi fronti, e noi ci auguriamo davvero un cambiamento nel corso di quest’anno, che si possa tornare ad una vita normale. Per noi musicisti l’esperienza del concerto resta qualcosa di unico a cui non possiamo rinunciare»


Marco: «Credo fortemente che quando si ripotrà tornare a fare musica live il legame tra gli artisti e il pubblico sarà più forte che mai. Gli artisti hanno bisogno del pubblico per esprimersi al meglio e dare loro il 110% mentre il pubblico ha bisogno di percepire l’energia e la sinergia scaturita sul palco. Lo streaming non rimpiazzerà mai la musica dal vivo e se mentre all’inizio del lockdown non ne ero cosi’ convinto ora lo sono in pieno, in quanto non abbiamo considerato il fattore umano, elemento in cui credo fortemente.»


Questo album vede il coinvolgimento del percussionista Andrea Marchesini. Come è nataquesta collaborazione?

Alessandro: «Con Marco volevamo rendere la versione live di “Italian Spirit” più energica, e nello stesso tempo, senza snaturarla, arricchirla di suoni etnici. Così è stato con Andrea, che da grande professionista ha saputo tradurre le nostre indicazioni e richieste ritmiche sui brani in pura magia. Durante le prove subito si sono create le atmosfere giuste su ogni brano, let's play!!»


Marco: «Fino a poco tempo fa non avevo mai collaborato con Andrea ma avevo sentito molto parlare di lui e sempre in ottimi termini. Ora posso affermarlo, Andrea é un grande professionista e ha saputo dare nuova linfa e nuovi orizzonti al nostro progetto. Non vedo l’ora di poter condividere il palco con lui.»


8. Per concludere una domanda di rito: qual è l’augurio che fate a voi stessi e alla vostra musica?

Marco: «Mi auguro di poter presto ritornare a fare a pieno il mestiere che amo, é l’unica cosa che realmente mi manca. Per “Italian Spirit” non mi potevo augurare di meglio, è venuto come volevamo venisse e sta avendo anche un inaspettato successo in Francia, dove ben 7 radio hanno messo in rotazione l’album, speriamo continui così!»