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Marinelli: James Dean è “la canzone estiva dell’inverno”



Esce oggi "JAMES DEAN” il nuovo singolo di Marinelli, all'anagrafe Giovanni Marinelli. Marinelli ha all'attivo tre dischi e due singoli con la nuova etichetta, Manita Dischi.

Abbiamo avuto modo di intervistarlo in occasione dell'uscita del nuovo singolo, continuate a leggere cosa ci ha raccontato.


Per iniziare ti andrebbe di presentarti? Chi è Marinelli?

Mi chiamo Giovanni Marinelli, in arte Marinelli. Canto da quando ho più o meno 3 anni, e scrivo canzoni per evitare di andare dallo psicologo (ride ndr.)


James Dean, il tu nuovo singolo, è definito “la canzone estiva dell’inverno”, perché?

Beh perché ha un ritmo trascinante che ci starebbe bene in radio ad agosto, perché parla del mare. Ma poi ci ho messo la mia malinconia, il freddo e le luci di Natale. 


“Collezione” e “T-Shirt” hanno preceduto “JAMES DEAN”. In cosa i tre brani si somigliano e in cosa sono diametralmente opposti?

Si somigliano in quanto frutto di un mio percorso umano e artistico che mi ha portato a scrivere una serie di canzoni diverse rispetto al passato, e molto simili nell’approccio lirico e musicale. Sono diametralmente opposte perché in tutte e tre affronto tematiche diverse, la fine di una relazione, la malinconia e la necessità di serenità, la voglia di esperienze e condivisione con gli altri.

Hai fatto parte di una band prima di intraprendere il tuo percorso da solista. Quale delle due realtà preferisci?

Il percorso da solista ti permette di essere più libero nello scegliere quali canzoni registrare, come scrivere, quali argomenti affrontare e a chi rivolgerti per la produzione musicale.

Ma nonostante questo, suono sempre con le stesse persone dal vivo da quasi 10 anni, perché amo la squadra, amo avere accanto persone oltre che musicisti di cui fidarmi e con cui condividere un percorso.

Hai calcato vari palchi nella tua lunga carriera, ce n’è uno a cui sei più affezionato?

Quelli più piccoli. Quelli dove ho suonato in acustico le mie canzoni, dove le persone ti ascoltano in silenzio senza essere distratti dal drink o dal tavolo accanto, quelli dove riesco a far arrivare quello che sto raccontando.


A causa di questo periodo di stop dato dall’emergenza sanitaria, credi che il futuro della musica sia cambiato? 

Credo che sia cambiato il presente della musica, e il futuro solo fino a quando ci sarà questo problema sanitario. Confido che ritorneremo a suonare davanti a un pubblico che può abbracciarsi senza mascherine e distanza di sicurezza. Anche perché senza, non sarebbe un concerto.


C’è qualche spoiler sul futuro che puoi darci? 

Si, Trump perderà le elezioni. ahahah

Scherzi a parte, spero di poter rilasciare il disco quanto prima, oppure se continuiamo a procrastinare in attesa di poterlo promuovere in giro live, avrò un doppio album, visto che continuo a scrivere. :-)


Per concludere, una domanda di rito: c’è un augurio che fai alla tua musica? 

Si, auguro alla mia musica di trasmettere a chi l’ascolta le emozioni che ci ho riversato dentro, perché tutte nascono da emozioni diverse


Arianna D'Ambrogio

Simona Valentini