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Paolo Simoni: sogno di mantenere viva la musica d’autore in Italia


Venerdì 5 febbraio, è uscito "ANIMA”, il nuovo album di inediti del cantautore PAOLO SIMONI.

Pubblicato da Riservarossa Records e distribuito da Warner Music, “Anima” è un disco piano e voce composto da dieci brani che analizzano diversi aspetti della società attuale e della vita individuale.

Il singolo che ha anticipato l'uscita del disco è Porno Societàe descrive come l’uomo da consumatore diventi oggetto dei consumi (Fate click qui per vedere il video).

Un album tutto da scoprire anche nella vena cantautorale più classica, come emerge in particolar modo in “L’anima vuole”, canzone impreziosita dalla partecipazione di Roberto Vecchioni.


Nato a Comacchio (Ferrara) l'8 gennaio 1985, Paolo Simoni ha frequentato il Conservatorio di Ferrara dove ha studiato pianoforte e teoria musicale.

Nel 2007 viene notato dal Club Tenco ed inserito come "Nuova proposta emergente dell'anno" e in questa occasione viene presentato e pubblicato il suo primo album "Mala Tempora”.

Successivamente vince il premio "Miglior arrangiamento musicale" nella sezione Big del Festival degli Autori di Sanremo 2009 e viene scelto come vincitore Musicultura 2009 dal comitato artistico e da Radio Rai.

Nel 2010 apre i concerti di Luciano Ligabue negli stadi San Siro e Olimpico mentre nel 2012 esce “Ci voglio ridere su”, il suo secondo album, che contiene anche il duetto con Lucio Dalla Io sono io e tu sei tu

Partecipa al Festival di Sanremo nel 2013 nella categoria Giovani con il brano “Le Parole” e, nello stesso anno, esce “Ci voglio ridere su – Le parole Edition”, la nuova edizione del disco con il brano sanremese ed un altro inedito.

Che stresse15 Agosto escono nel 2014 e sono inseriti nell’album “Si Narra Di Rane Che Hanno Visto Il Mare”.

Apre i concerti di Francesco De Gregori al Vivavoce Tour (2015) al Palalottomatica di Roma e al Forum di Assago.

Nel 2016 esce il singolo “Io non mi privo” che anticipa l’album d’inediti “Noi Siamo La Scelta

Come autore scrive "Lettera", interpretato da Gianni Morandi, e "Davvero" per Loredana Bertè.

Il suo primo libro, “Un pesce rosso, due lesbiche e un camper”, esce nel 2018 e nel 2019 è ospite dell’ “Infinito tour” di Roberto Vecchioni.

Noi di QBMusica lo abbiamo intervistato in occasione dell'uscita del suo nuovo album "Anima", continuate a leggere per non perdervi la sorpresa finale!!


Ciao e benvenuto su QBMusica! Per iniziare, parlaci un po’ di te: chi è Paolo Simoni e quali sono i suoi sogni oggi?

Ciao, grazie per l’invito.

Paolo Simoni è un cantautore e un autore italiano, anche se preferisco di più la definizione di artista. Sono nato l’8 gennaio del 1985 e faccio musica da sempre. A cinque anni una suora si accorse di alcune mie qualità e sollecitò mia madre a farmi studiare musica. Da allora non ho mai smesso. Il mio sogno è quello di scrivere, sia per me che per altri artisti e di mantenere viva la musica d’autore in Italia. Inseguo da sempre la “grande canzone”. Chissà…


“Anima” è il tuo nuovo album di inediti piano e voce, ti va di raccontarcelo?

Anima è un album particolare. Senza tempo. È un album zen, volutamente pianoforte e voce. È il tentativo di riscoprire la bellezza della canzone nella sua forma più primitiva e di lasciarla protagonista al centro dell’ascolto, senza orpelli aggiuntivi. Anima è un disco suonato da un uomo e non realizzato da un computer come spesso oggi accade nelle molteplici produzioni del pop. È un album libero, lontano anni luce dai dettami e dai gusti discografici del momento. È un atto di rispetto per l’ascoltatore che quotidianamente viene assediato da “rumori digitali” spacciati per musica. È il lavoro più complicato che ho realizzato sino ad oggi. Togliere invece che mettere è un arte sottilissima.


So che è un po’ come chiedere ad una mamma qual è il suo figlio preferito, ma c’è un brano all’interno dell’album a cui sei particolarmente legato?

Indubbiamente sono legato a tutti i brani anche perché sono del parere che se si scrive lo si fa per esigenza, per urgenza e soprattutto perché si è consapevoli dei contenuti che si vogliono trasmettere. “L’anima vuole” però, quella in cui ha partecipato anche Vecchioni, la annovero tra le canzoni più importanti della mia scrittura in generale.


La tua carriera artistica è segnata da grandi cantautori, hai duettato con Lucio Dalla, aperto i concerti di De Gregori, Ligabue e Vecchioni (con il quale hai anche duettato in questo album!!). C’è un aneddoto o un insegnamento che ti hanno dato che porti nel cuore?

La risposta sarebbe molto lunga perché stiamo parlando di anni di vita e di momenti che necessiterebbero lunghi periodi di tempo per poter essere descritti, però in ognuno di loro ho ritrovato un senso comune, un fil rouge, come se tutti appartenessero ad una stessa patria creativa e di pensiero. Tutti diversissimi tra loro ma con uno scopo comune.


Parliamo del duetto con Roberto Vecchioni: com’è nata la collaborazione e com’è stato duettare con uno dei pilastri della musica italiana?

Ho inseguito Roberto per molto tempo. Volevo incontrarlo e cantare con lui. Un giorno mi ha ricevuto a Milano nella giornata più calda dell’ultimo decennio italiano. Sceso dall’auto vedevo i cammelli passare i semafori. Con me avevo alcuni dei suoi libri dove avevo sottolineato delle cose e degli appunti con delle considerazioni personali. Dopo due ore di conversazione gli ho fatto ascoltare i brani e lui mi ha proposto di andare ad aprire i suoi concerti. Credo l’abbia fatto per conoscermi meglio. A fine tour mi ha detto: “Ci vediamo a Milano che canto nel tuo album”.

È stato un lungo corteggiamento. Ma ero già innamorato di lui, artisticamente parlando, quindi il premio l’ho sentito doppio.


Alla carriera da cantautore si affianca quella da autore: come scegli quali canzoni fare tue e quali “donare” agli altri?

L’attività dell’autore è una cosa a parte. Io l’ho denominata la “sartoria Simoni”, perché fare canzoni è come fare vestiti. Devi capire e conoscere bene l’interprete, sapere cosa ha già cantato, quali note o parole potrebbe o non potrebbe cantare. È un lavoro raffinato. Bisogna prendere bene le misure e sottolineare i pregi occultando i difetti. E soprattutto tanta, tanta umiltà.


Con “Le Parole” hai partecipato al Festival di Sanremo nella Categoria Giovani nel 2013. Torneresti sul Palco dell’Ariston? Cosa ne pensi della situazione che si è creata attorno alla prossima edizione del Festival?

Sì, ci tornerei. Non sono snob nei confronti di Sanremo, nonostante la maggioranza delle proposte musicali degli ultimi anni non le trovi molto in sintonia con la musica. La situazione è Kafkiana. C’è la voglia di ripartire ma i tempi sono ostili. Ci sono cause di forza maggiore. Capisco l’indignazione del settore che è bloccato nel vedere dei lascia passare al festival della riviera ma capisco anche le maestranze che lavorano alla kermesse. Sono uomini anche loro, con famiglie e figli. Ripeto è una situazione paradossale.


C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare o che ti ispira in modo particolare?

Mi piace e mi ispira molto Francesco Bianconi. Il suo ultimo disco è un opera d’arte. Apprezzo molto la sua scrittura.


Quanta voglia hai di tornare ad esibirti Live? Cosa pensi della situazione che sta attraversando la musica e qual è la tua speranza in questo 2021?

Beh, la voglia di cantare dal vivo è tanta. La situazione è drammatica e ci vorrà tempo. Credo che anche il mondo dello spettacolo subirà dei cambiamenti importanti e non escludo una “Netflix della musica”. Un’idea triste, lo so, ma visti i tempi molto plausibile.


Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

A me stesso di scoppiare di salute e di continuare a fare questo mestiere. Alla musica di svegliarsi e di uscire da questi tempi bui. C’è solo un modo però per uscirne: gli artisti. Sono loro che devono fare il primo passo. Non aver paura e smettere per una buona volta di guardare sempre ai numeri e alle visualizzazioni (spesso e volentieri comperate con poche centinaia di euro).


Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio

Alessia Campiti

Flavia Paoli