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Ritta: mi definisco un malato d’amore


"Ponte Milvio" è l'ultimo singolo di Ritta, pseudonimo di Federico Rittatore, cantautore indie/pop italiano.

Il progetto “Ritta” viene inaugurato a Dicembre 2019 con l'uscita di "Questa voglia che sale", prodotto con Andrea Fusini. Il secondo singolo vede luce a maggio del 2020 e si intitola "Tu, la stessa storia".

Abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con lui in occasione dell'uscita di "Ponte Milvio", continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato.


Ciao Federico come stai? Per iniziare parlaci un po’ di te e di questo tuo nuovo

singolo.

Ciao! Vorrei dirti “benissimo” ma purtroppo la situazione non è delle più rosee al momento, fortuna che abbiamo la musica! Io mi chiamo Federico Rittatore e sono un cantautore indie/pop di Torino. Il mio Nuovo singolo, Ponte Milvio, è una sorta di inno alle cose semplici. Io sono un amante della semplicità e in questo nuovo brano ho voluto affrontare il tema della convivenza in modo leggero e spensierato.


In “Ponte Milvio” parli, tra le altre cose, di un viaggio fatto con l’immaginazione. Quanto è importante immaginare in un periodo come quello che stiamo vivendo e in generale nel fare musica?

Credo che l’immaginazione sia una porta per riscoprire un po’ il bambino che è in noi. Oggi siamo spesso chiusi in casa, a causa dei vari lockdown e anche le relazioni possono diventare monotone, per questo motivo portare un po’ di immaginazione e fantasia in una coppia non puo’ che essere una ventata di aria fresca e un modo per vedere il tutto da una prospettiva differente.


Essendo anche io di Roma, se penso a Ponte Milvio penso ai lucchetti, all’amore, ma anche alle serate con gli amici a bere qualcosa o semplicemente a parlare. Cose impensabili nel periodo in cui ci troviamo. Come pensi che ne usciremo da questa pandemia? Cambieranno le nostre abitudini quando torneremo ad abbracciarci?

Credo che la pandemia ci abbia in qualche modo cambiato, e continuerà a farlo per molto tempo, non solo dal punto di vista delle abitudini. Quando tutto questo finirà, perchè finirà, saremo in grado di apprezzare di più i gesti semplici e i piccoli momenti passati in compagnia. Viviamo in un mondo in cui tutto corre veloce, così tanto, da fare passare inosservate tante piccole attenzioni e tante piccole abitudini senza le quali non potremmo stare, ma di solito, queste, come le persone, cominciano a mancarci quando non le abbiamo più con noi.


Nei tuoi brani hai affrontato diverse sfumature dell’amore, ai nuovi inizi di “Questa voglia che sale” e “Ponte Milvo”, al momento in cui la storia giunge a capolinea, con “Tu, la stessa storia”. Ti definiresti una persona romantica? Quanto è importante amare in un mondo sempre più cinico e asettico?

Mi definisco un malato d’amore. Credo nell’amore e credo nel potere con il quale l’amore puo’ rivoltare la tua vita. Io parlo di amore in senso assoluto, quello che puo’ esserci in una coppia o quello tra padre e figlio, o quello fortissimo con i propri amici. Le persone che ti circondano, spesso sono le fondamenta sulle quali tu costruisci il tuo successo, sia in ambito lavorativo che in ambito di “ realizzazione personale”. Ognuno di noi ha la forza per farcela da solo, ma insieme si va molto più lontano.


Roma è terra fertile per il cantautorato indie che si sta affermando sempre di più in Italia, cos’ha questa città che le altre non hanno?

La storia e la gente. Roma affascina come nessun’altra città al mondo e i suoi abitanti, quelli autentici, hanno la capacità di trasmetterti tantissimo, forse anche un po’ a causa dell’accento (ride, ndr.). Roma ha tutto ciò che serve: è bella, misteriosa, affascinante e sensuale.


Sempre facendo riferimento al panorama italiano, c’è un’artista con cui ti

piacerebbe collaborare?

Sicuramente Giuliano Sangiorgi, dei Negramaro. Ha una vocalità impressionante e i suoi testi sono in grado di entrare a fondo e tirare fuori da te cose che nemmeno sapevi di avere.


“Ponte Milvio” è il terzo singolo del progetto Ritta, cosa dobbiamo aspettarci

per il futuro? C’è un album in vista di cui puoi farci qualche spoiler?

Vorrei poter parlare... di sicuro questa pandemia ha rallentato la partenza del progetto, ma abbiamo molte cose che bollono in pentola, di sicuro sentirete ancora parlare di noi. Un album dici? Non è escluso, al momento stiamo facendo un passo alla volta, cercando di migliorare a ogni brano e cercando di dare una strada definita all’evoluzione di questo progetto.


Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla

tua musica?

Sono molto ambizioso quindi ti dico che mi piacerebbe che qualche mia canzone possa essere l’ “inno” per una nascita di un nuovo amore, di una nuova amicizia o semplicemente un “inno” a se stessi, per amarsi di più.


Nel ringraziarti di essere stato con noi, ti facciamo un sentito in bocca al lupo!!

Viva il lupo !!


Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio