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Rosso MOSCARDI: l'intervista


E' uscito venerdì 6 novembre il primo EP del cantautore Francesco Moscardi, in arte MOSCARDI: Rosso Moscardi. "Per me "Rosso Moscardi" più che un vero album, è un album vero - spiega Moscardi - Mi piace pensare a questo EP come uno scrigno che si è piano piano riempito di ricordi preziosi, esperienze intime, riflessioni profonde ed allo stesso tempo leggere sui miei primi ventisei anni di vita e mi piace pensare che come uno scrigno resterà lì chiuso da una parte, dentro di me, pronto ad essere aperto ogni volta che ne avrò bisogno». Classe 1994, è un artista che alle spalle ha studi "extramusicali", così li definisce lui, e che muove i suoi primi passi nel mondo musicale con questo EP composto di canzoni e immagini impreziosite dalla tenerezza di un bambino e dall'amore di un uomo. La tracklist dell'album è così composta: Coincidenze Gli eroi Prezioso Fidati di me

Stelle cadenti Happiness

Di seguito potete leggere l'intervista che racchiude l'essenza di Moscardi.

Ciao! Innanzitutto, come stai vivendo questo periodo che potremmo definire “traballante”?

E’ innegabilmente un periodo di crisi generale ed in particolare del settore musicale, ma devo dire che con grande sorpresa si è attivato in me una sorta di meccanismo di salvaguardia ed è in atto una fermentazione creativa che cercavo da anni.


Se dovessi descriverti come artista a chi non ti conosce, come lo faresti?

Sono un ragazzo di 26 anni che, attraverso le storie e le canzoni, cerca di dare significato alle proprie esperienze e ai propri incontri; sempre mantenendo un senso di leggerezza e di serenità, perché è l’unico modo che conosco per prendere la vita sul serio.


Rosso Moscardi è il tuo primo EP, se ti va parlacene a ruota libera.

“Rosso Moscardi” è l’unione del rosso dei capelli preso da mia madre e di Moscardi, il cognome preso da mio padre. In altre parole sono io, con il mio vissuto, i miei ricordi ed i miei sogni da realizzare. E’ un viaggio cominciato tanti anni fa, che però si è concretizzato soltanto negli ultimi due anni grazie all’incontro con Pierfrancesco Speziale ed Umberto Matera, con cui ho fondato l’etichetta iSugo Records e ho dato vita al mio progetto artistico. Dentro a questo scrigno di ricordi ci sono canzoni luminose e momenti più bui, proprio come nella vita

di tutti i giorni. E’ un EP che, anche per la sua breve durata, può accompagnare i pensieri e le riflessioni quotidiane di chi lo ascolta, esattamente come ha fatto con me in questi anni.


Dici che il tuo EP sarebbe meglio definirlo un “album vero” piuttosto che un “vero album”. Cos’è che secondo te dona veridicità a un brano o ad un album? Qual è l’elemento decisivo?

L’elemento decisivo secondo me non è tanto la reale attendibilità delle informazioni o dei dettagli che il lavoro contiene (la fantasia esiste e va usata!), quanto piuttosto il senso delle esperienze che l’album o il brano portano con sé e la profondità delle storie che raccontano.


Nella tua biografia non si possono non notare gli innumerevoli studi che hai intrapreso e portato a termine. Secondo te lo studio contribuisce alla formazione a 360 gradi di un artista oppure è più importante la “vocazione artistica”?

Contribuisce e come! Senza quegli studi “extramusicali”, avrei vissuto metà delle esperienze ed incontrato molte meno persone sul mio cammino. E’ vero, conciliare il lato artistico con aspetti legati alla sociologia, all’antropologia e alla psicologia non è un’impresa semplice, ma a questo ci pensa la musica. In ogni caso, non credo di avere una particolare vocazione artistica, penso piuttosto di aver trovato un modo per esprimermi che ogni tanto mi permette di vedere la vita da un’altra angolazione.


In un periodo difficile come questo credi che le arti in generale, compresa la musica, possano aiutare?

Possono e devono. E non si tratta semplicemente di utilizzare l’arte per evadere dalla realtà e dai suoi problemi, ma anche di sfruttarla per comprendere meglio certi meccanismi umani, certe sensazioni a cui a volte non sappiamo dare un nome e che magari sono espresse perfettamente in un libro, in uno spettacolo teatrale o in una canzone. In Italia, patria dell’Arte, questo secondo aspetto ce lo dimentichiamo spesso e mi auguro che il momento di crisi che stiamo vivendo serva a riformulare le priorità di questo Paese.


So che la domanda è azzardata a causa di questo stop generale, ma hai progetti per il futuro che puoi anticiparci?

Ho in tasca una piccola sorpresa per completare il percorso di “Rosso Moscardi” e con l’arrivo della primavera ve ne darò un assaggio (letteralmente!). Nel frattempo continuo a scrivere e a produrre canzoni, perché questa è solo la prima tappa di un lungo percorso.


Per concludere una domanda di rito per noi di QBMusica: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Di rimanere una cosa unica, da una parte me stesso e dall’altra le mie canzoni.