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Seck: farò rumore, lo prometto


"Non te lo dico mai" è il nuovo singolo di Seck, nome d'arte di Cristiano Maffa, giovane talento monzese classe 1995, disponibile 17 settembre.

La sua carriera musicale inizia nell’agosto del 2015 con Raza Blunt, collettivo di cui ha fatto parte, con cui pubblica “Eclissi EP”.

Nel 2018 pubblica il singolo "HOTEL", mentre il 2019 è l'anno di "VENICE BEACH" con Marvin, "GOOD VIBES" con Frankindeed e "PIANETI" con Mndst.

Lo stesso anno esce l'EP intitolato "IL PAESE DELLE STELLE" (più di 60.000 streams su spotify!!) che vede la collaborazione di Pitto, Frankindeed, Mndst, Frenkie G, Waya e tutta la crew monzese di Seck.

Gli ultimi singoli pubblicati, "OKI e DRINK", SECK’S TAPE”, “Non cambi mai” Hot Love, hanno segnato l'inizio di un nuovo percorso più maturo e consapevole.

Abbiamo intervistato questo giovane e talentoso artista in seguito all'uscita dell'ultimo singolo "Non te lo dico mai", continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato.


Ciao e grazie per questa chiacchierata! Per iniziare, parlaci un po’ di te: chi è Seck e cosa ti piacerebbe trasmettere di te con il tuo ultimo singolo “Non te lo dico mai”?

Seck è il mio alter ego: un sognatore spaventato, un libro aperto e complesso, un cuore buono e lacerato. È anche un prodotto tra realtà e fantasia che vive in un altro mondo e che uso per comunicare con le mie canzoni e che cerco di raffinare, di volta in volta. Di canzone in canzone.

"Non te lo dico mai" è piena di consapevolezza, amore profondo e fragilità: sono cose a cui tengo molto, che sono parte fondante di me e che sento il bisogno di condividere.

Riuscire a lasciare andare è come andare oltre, superando quella linea che ti rende speciale. Se lasci andare saprai riconoscere di nuovo chi è speciale. L’amore arriva prima del tempo e il tempo non può batterlo.


Il brano, correggimi se sbaglio, racconta del solco profondo di un addio. Questo addio, però, non dobbiamo immaginarlo per forza legato ad una persona specifica, penso ad esempio alle tue origini siciliane e ai molti ragazzi che si vedono costretti a dare alle loro terre natie. Cosa ti senti di dire a chi sta vivendo un “addio” (sia esso legato ad una persona o, in generale, ad un affetto)?

A chi deve dire addio direi di aggrapparsi alla realtà, che non saremo mai pronti, ma proprio in quel momento troveremo la forza. E poi gli direi di fotografare i momenti. Oggi più che mai abbiamo la possibilità di immortalare i ricordi registrandoli per poi poterli rivivere e in qualche modo non dimenticarli. La memoria tende a farci dimenticare i volti.


C’è un solo strumento, il pianoforte, ad accompagnare il testo della canzone. Da cosa deriva questa scelta?

Il pianoforte, in solo, fa concentrare l'ascoltatore sulle parole, sul loro significato e sull’intenzione. Il pianoforte accompagna e protegge le parole come un velo che mi salva e c'è spazio, tutto arriva più diretto. Dove lavoro c’è un grande pianoforte, una grande tentazione. Ho potuto suonare poco dal vivo, anche per la situazione difficile, ma in quelle poche occasioni mi sono reso conto questa canzone volava leggera con il pianoforte.


Il tuo primo singolo è Hotel, uscito nel 2018. In cosa ti senti cambiato rispetto a 2 anni fa? Cosa diresti oggi al Cristiano di quel tempo?

Ho acquisito consapevolezza, ho capito che è quello per cui sono portato e quello che voglio

fare. Al Cristiano di prima direi "buttati prima!" e rischia che ne vale la pena perchè è vita.

Anche se in realtà c’è poco da dire: è difficile anticiparsi e soprattutto non si torna indietro.

Va bene così: sto crescendo come persona e professionalmente. Ho sbagliato e sbaglierò. Ma ho fatto cose buone e ne farò ancora.


"OKI e DRINK", “SECK’S TAPE”, “NON CAMBI MAI” e “HOT LOVE” sono i tuoi

singoli che hanno preceduto “NON TE LO DICO MAI”. Esiste tra di loro un filo

conduttore?

Certamente, sono sempre io. Sono episodi, quasi sempre pilota. Pilota, anche se parlo sempre di amore. Il tema è più o meno lo stesso, ma c’è tantissimo da dire. Solo che io lo faccio con le canzoni e devo sperimentare: fare canzoni e pubblicarle significa cercare un pubblico.

E significa anche assumersi la responsabilità di intrattenerlo (il pubblico) rimanendo fedeli al proprio percorso. Bisogna fare i conti con la moda e le tendenze trovando la propria via.

Molto spesso si dice ti amo ma poi ci si dimentica il nome. Il tema che collega tutti i miei “episodi” è questo. Cerco soluzioni per raccontarlo, penso che si senta.


Il panorama musicale attuale è molto vario, tu parti da un approccio “urban” per poi avvicinarti al cantautorato italiano. C’è un artista a cui ti ispiri o con cui sogni di collaborare?

Sogno un pezzo con Cesare Cremonini e Tedua e, cazzo, sarebbe una hit. Chissà se la vita mi porterá dove voglio per disegnare il mio piano.


Puoi darci qualche spoiler sul futuro? C’è un album in vista o hai in mente qualche live, COVID permettendo?

C'è sicuramente un bel progetto che voglio farvi sentire. Vi dico solo questo, tempo al tempo faró rumore lo prometto.


Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Mi auguro di riuscire a farmi sentire in mezzo al caos e di trovare equilibrio nella vita, come riesco a trovarlo nella musica.


Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio