Cerca
  • QBMusica

Ziliani: "Civico 37", Enzo Carella, il Vernelli e quella ragazza di Macerata


Venerdì 27 novembre è uscito “CIVICO 37”, il nuovo singolo di Marco Ziliani,CIVICO 37

Marco Ziliani nasce nel 1995 a Riva del Garda e già a 12 anni inizia a calcare i palchi dei locali del Trentino Alto Adige, terra a cui è da sempre molto legato. La musica è anche il suo lavoro di tutti i giorni: nel 2016 fa la sua prima esperienza di tecnico audio al Circolo Magnolia di Milano, per poi stabilirsi per due anni come fonico al Bloom di Mezzago.

Parallelamente inizia la sua esperienza da tecnico backliner, girando l’Italia con i tour di Cosmo, Calibro 35 e Calcutta. Polistrumentista, autore e compositore, nel 2018 comincia il suo progetto da solista “ZILIANI” pubblicando il singolo “Bar Franca”, brano dedicato all’omonimo bar di Arco (TN), punto di ritrovo di Marco e del suo gruppo di amici e musicisti. In poco tempo il brano raggiunge i 150.000 ascolti solo su Spotify raccogliendo il favore del pubblico di tutta Italia. Successivamente pubblica “Foro Boario”, canzone dedicata a un parcheggio di Arco (TN), luogo di ritrovo dei ragazzi e scenario di molte di queste storie. Nel 2020 vengono pubblicati i singoli “Piazza Vittoria" e “Sabbioni Disco Italia”.

In occasione dell'uscita del suo ultimo singolo abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con questo poliedrico artista, continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato.


Ciao e grazie per essere con noi oggi! Per iniziare parlaci un po’ di te, chi è Ziliani?

Ciao! Grazie a voi. Ziliani è un ragazzo nato nel 95 a Riva del Garda ma da sempre cresciuto a Bolognano (Arco di Trento). Ho iniziato presto, ad appassionarmi al mondo della musica (a 3 anni suonavo le padelle di nonna) . La mia carriera vera e propria inizia a 7 anni, quando i miei genitori finalmente mi regalarono la batteria. La prima volta invece su un palco a 12 anni (prima solo qualche saggio con la scuola musicale) e prosegue tutt'ora a distanza di anni. Nella vita faccio il backliner e a volte tecnico audio con le band in tour. Sono socievole ma introverso, simpatico ma a volte noioso. Il mio tallone d'Achille, non saprei, 43? Per il resto su un isola deserta se dovessi portarmi dietro 3 cose, sicuramente la mamma, perchè chi cucina come lei?! Il portafoglio perchè senza soldi come fai? E sicuramente la mia solarità con le persone


“Civico 37” è il tuo nuovo singolo, puoi raccontarcelo?

Civico 37 è un locale di Macerata, ed è un miscuglio fra un sacco di cose , il Varnelli (un amaro), Enzo Carella e una ragazza. Penso che se fosse mancata una di queste cose la canzone non sarebbe mai nata. A volte le situazioni sono più importanti delle emozioni perchè tanto quelle prima o poi ti arrivano, a meno che tu non sia apatico, quella è un'altra storia. Il brano è incoerente perchè in fin dei conti non do un messaggio importante ma è semplicemente un continuo oscillare fra le braccia di una ragazza e quelle di un amaro. Tutt'ora non so chi sceglierei fra le due cose, ma posso dirvi che il Varnelli è nella mia mensola in cucina, la ragazza invece sta a ancora a Macerata


Parallelamente al percorso da solista, hai suonato in diverse band. Quale delle due realtà ti “appartiene” di più e quale è l’apporto che l’una dà all’altra?

La realtà della band è più importante. Non mi reputo solista perchè dietro Ziliani ci sono altre persone, tra cui Thias. Inizialmente doveva curare l'aspetto di produzione dei brani, ora oltre a quello aiuta la composizione delle canzoni, fa le grafiche, dirige i video musicali e fa una pasta al tonno e limone che è una meraviglia. Possiamo dire che fa quasi più lui! Anche io faccio del mio eh, ma la pasta come la fa lui no, quella proprio non mi riesce. Oltre a lui, inoltre ci sono Zeit, Patri, Remo e Pippo ovvero gli altri componenti della band, e senza di loro il progetto non starebbe in piedi, più precisamente senza il live. Quindi ti posso dire semplicemente che tutt'ora non ho mai visto Ziliani come un progetto solista e di conseguenza me la vivo come me la sono sempre vissuta


Il brano ha una melodia che si ispira un po’ alla musica degli anni Settanta, tenendo però un occhio sempre aperto sulla modernità. Quanto è importante, per te, riuscire a far andare di par passi passato e presente quando si compone un pezzo?

Per me era importante che Civico fosse vera. Che contenesse un po' di Carella e della musica italiana degli anni Settanta, che stavo ascoltando il quel periodo, riportata nei miei anni. Per capirci un po' come babbo Natale. Fin dalle origini portava i regali, ma una volta lo faceva vestito di verde, adesso lo fa invece con un vestito rosso.

È sempre una sfida far convogliare le due cose. Tenere la mood seventies ma farla con gli strumenti moderni. Da molti stimoli. E se arrivano i risultati, cosa che secondo me, con Civico siamo riusciti a fare, ti da tante soddisfazioni.


Il tuo primo singolo da solista, “Bar Franca”, ha raggiunto più di 150.000 ascolti su Spotify in pochissimi giorni. Nel momento in cui hai intrapreso questo percorso, ti aspettavi un tale riscontro? Cosa ti ha spinto nella direzione di accostare all’attività nelle band quella da solista?

No, sinceramente non mi aspettavo tutto questo riscontro. Era un brano per portare 300 persone ad una festa che ogni anno facciamo il 24 dicembre in quel bar. Ne sono venute 500 quindi l'obbiettivo era stato raggiunto. Tutto quello che è venuto dopo è stato totalmente inaspettato, ma tutto questo è stato bello perchè alla fine ha dato un ulteriore salto di qualità alla mia carriera artistica e lavorativa.

L'attività di band c'è ancora come spiegato prima, solo che questa volta invece che stare dietro alla batteria, sto davanti con un microfono e a volte anche un cembalo (non bisogna mai dimenticare le proprie origini)


Hai anche fatto il backliner nei tour di Cosmo, Calibro 35 e Calcutta! Visto che quella del backliner è una figura che molti hanno iniziato a conoscere solo, tristemente, durante questa pandemia grazie alle varie iniziative, penso ad esempio al concertone del Primo Maggio, ti va di raccontarci un po’ la tua esperienza?

Penso di essere backliner da sempre. Fin dai primi concerti che facevo come musicista. Ci si portava tutto, dagli strumenti all'impianto e io facevo già il tecnico. Montavo i miei strumenti, spesso quello degli altri, mettevo insieme l'impianto, cablavo e facevo il fonico. Era la mia strada fin dall'inizio ed è una cosa che voglio continuare a fare nonostante la pandemia abbia praticamente ammazzato il mio morale e quello di tanti miei colleghi.

Prima di essere Backliner, ho fatto il fonico e il tecnico audio, inizialmente come stagista al Magnolia a Segrate per poi spostarmi come tecnico vero e proprio al Bloom di Mezzago per un paio di anni. Ho conosciuto meglio la figura del Backliner grazie al Rasta nei primi mesi di Magnolia. Penso che sia uno dei migliori drum tech in circolazione e mi ha insegnato davvero un sacco di cose. Ogni volta che mi trovo in studio a registrare le batterie, chiamo sempre lui per il set up. Passata la pandemia mi piacerebbe tantissimo fare un tour con lui.


Dal momento che sei un po’ un “tuttofare” della musica, nessuno meglio di te può avere un quadro ampio sulla situazione che il settore musicale sta vivendo. Come ti stai organizzando e quale sarà la prima cosa che farai appena sarà possibile?

Bella domanda, un sacco di cose sinceramente. Probabilmente col nostro collettivo moongoose (con cui organizziamo eventi) si metterà in piedi un festival di due settimane dove tutti i giorni a tutte le ore (polizia locale permettendo, o anche no, dato che siamo stati bravi per tanti mesi e non abbiamo fatto troppo casino con la musica) ci sarà una band. Sicuramente Ziliani farà uno show, ma smonterà e monterà tutti i giorni per tutte le band.


Nel panorama musicale, c’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare?

Sicuramente con tutti gli artisti per il quale faccio il tecnico. Hanno talento da vendere, come dice Nava di Sky sport, e mi hanno dato tantissimo sia come persona che come artista. Devo molto a loro.

Se avessi l'opportunità con una band estera ti direi Parcels, Metronomy e Jungle


Per concludere, una domanda di rito: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica?

Mi auguro di non farmi troppo schiacciare moralmente dalla pandemia e dai DPCM per continuare a fare musica e montare/smontare gli strumenti per altri grandi artisti.


Nel ringraziarti di essere stato con noi, ti facciamo un sentito in bocca al lupo!


Simona Valentini

Arianna D'Ambrogio

Flavia Paoli

Alessia Campiti