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Cannella: fare musica è un privilegio che mi rende felice


ORE PICCOLE è il secondo album di Cannella, giovane leva della scuderia Honiro Label fuori dal 7 maggio su tutti i digital stores.

Enrico Fiore, in arte Cannella, abbiamo avuto già modo di conoscerlo in precedenti interviste, ma è sempre un piacere portare avanti artisti capaci.

Nel corso degli anni la sua identità artistica trova il suo vero centro avvicinandosi all’indie pop, senza però oscurare le sue provenienze musicali. Nasce il progetto Cannella.

Pubblica una serie di singoli tra cui “Nei Miei Ricordi” con cui entra nei finalisti di Sanremo Giovani 2018.

Il suo primo album “Siamo Stati l’America”, in occasione del quale avevamo già avuto modo di scambiare due chiacchiere (per leggere l'intervista clicca qui), dimostra da subito la chiarezza d’intenti e la maturità di Cannella, ottenendo l’interesse del pubblico e della critica.

Nel 2020 Cannella inizia a lavorare al suo ultimo album insieme alla produttrice Marta Venturini e pubblica i singoli “Foro Italico”, “Ti Volevo Raccontare”, “La Mia Roma” e “Casa Tua”, con cui entra in rotazione in diverse radio nazionali e supera il milione di streams complessivi.

In "ORE PICCOLE" è evidente l’ulteriore crescita dell’artista sia in termini di contenuti testuali e musicali.

Senza svelarvi troppo riguardo il suo ultimo progetto, vi lasciamo all'intervista.


Ciao Enrico, è un piacere per noi averti qui in occasione dell’uscita del tuo secondo album “ORE PICCOLE”! Innanzitutto, come stai?

Ciao a voi e grazie mille.. Io tutto bene, spero lo stesso per voi. Diciamo che quando esce un nuovo progetto ci si sente molto “liberi” dalle tensioni e si è molto curiosi di ricevere un feedback dalle persone affezionate alla propria musica.


Prima di cominciare con le domande, parlaci un po’ in generale di questo nuovo progetto...

Questo disco è sicuramente particolare, denota un cambiamento personale e lavorativo molto forte. In primo luogo l’incontro con Marta Venturini, la produttrice del disco, è stato fondamentale. Lei è una grande autrice e lavorarci insieme mi ha fatto crescere molto. Ho fatto i conti con me stesso e nonostante tutte le complicazioni del periodo ho acquisito maggiore consapevolezza. Il secondo aspetto che rende questo disco particolare è il fatto che alcune tracce sono figlie del periodo antecedente al Covid mentre altre sono state concepite durante il lockdown.


C’è una canzone a cui ti senti “affezionato” o di cui sei particolarmente “soddisfatto”?

Dirne una soltanto mi viene difficile perciò ve ne dirò due.. La prima è “Millesettecento” che definirei una canzone “evergreen”. Forse non è esattamente una canzone da radio ma è quella che a me piace di più; credo e spero che anche il mio pubblico piano piano si affezionerà molto a lei. La seconda canzone è “Foro Italico” , la genesi di questo mio nuovo disco. Mi porta a tantissimi ricordi legati all’inizio di questo mio percorso e a tutto ciò che si è creato con le persone che hanno scoperto la mia musica.


In “Balla così” fai riferimento ad una “scena da film” ed effettivamente un appunto che mi sento di fare è questo: una caratteristica dei tuoi brani è quella di essere incredibilmente evocativi. Quando scrivi una canzone, quanto è importante focalizzare la scena che andrai a raccontare? È una cosa che fai coscientemente o lasci viaggiare l’immaginazione?

Nella fase creativa per me non c’è un focus a cui arrivare. Chiaramente le mie canzoni sono il riflesso di me, degli episodi che mi capitano, di un particolare mood in cui mi sento in un certo periodo della vita. C’è quindi anche molto inconscio che si unisce a delle idee e a delle immagini che fortunatamente formano un “puzzle” coerente alla mia realtà e a quello che voglio comunicare attraverso le mie canzoni.


In questa canzone hai collaborato con gli ZERO ASSOLUTO. Vuoi raccontarci come è nata e come è stato duettare con loro?

L’incontro con Thomas e Matteo è stato molto naturale e lontano da logiche discografiche. Ci siamo conosciuti dopo l’uscita di “Foro Italico”. Ho ricevuto i loro complimenti e ne sono stato molto felice. Sono stato coinvolto in un loro mini live Instagram, partecipando ad una cover di “Il ricordo che lascio”(una loro canzone) inserendo una strofa inedita di “Un finale migliore”, la traccia numero 10 del disco . Da lì in poi siamo rimasti in contatto senza però riuscire a vederci con facilità. Tra i vari provini un giorno ho inviato a Thomas e Matteo “Balla così” suggerendo loro di lavorarci insieme sopra e così è stato..l’abbiamo terminata assieme. Ci tengo a sottolineare sia la loro bravura che la loro grandissima umiltà e umanità; sono davvero due figure di riferimento lavorativo e umano e voglio ringraziarli ancora di questa opportunità.


“La mia Roma” è, in un certo senso, è la rappresentazione del detto “Tutte le strade portano a Roma”, oltre che un omaggio a questa città difficile e straordinaria. Domanda “difficile”, c’è un aspetto di Roma che cambieresti? E qual è, invece l’aspetto che ti piace di più?

Questa è effettivamente una domanda complicata (ride,ndr). Una caratteristica di Roma è sicuramente il suo caos: il traffico, le ore perse, la difficoltà dei parcheggi e potrei dirne altre.. Nonostante questo credo che a noi romani piaccia anche questa sua complessità..Chiaramente non amo il degrado e me ne dispiaccio.. non cambierei comunque la sua estetica, adoro i suoi vicoli e le strade che mi evocano molti ricordi. Quando mi capita di girare a volte mi sembra davvero di trovarmi in un vecchio il film storico. Sono davvero legato alla mia città. Quando si palesa una possibile idea di trasferimento a Milano per motivi di lavoro arrivo a pensare che sarebbe molto difficile per me.. mi mancherebbe l’ispirazione che Roma mi regala. Forse è un ragionamento assurdo ma questa città mi ha regalato così tanto che fa parte di me e quando sono via ne sento spesso la mancanza.


Rappresentativa del momento che stiamo attraversando “Chiusi” ha un retrogusto malinconico e dolceamaro legato al momento storico che stiamo attraversando. Si vede un po’ di luce in fondo a questo tunnel? Pensi che potremo tornare presto alla normalità?

Come tutti spero si possa tornare presto alla normalità.. questo significherebbe anche tornare a suonare dal vivo, una cosa che ovviamente manca molto soprattutto quando si pubblica un album e lo si immagina poi finalizzato nel live. Sono anche però convinto che ci sia ancora bisogno di consapevolezza dell’importanza delle regole e di continuare a fare molta attenzione perciò bisogna vivere al momento tutto quello che possiamo e poi si vedrà...


Riallacciandomi alla domanda precedente, c’è già l’idea di portare “ORE PICCOLE” in Live?

Devo essere sincero, io e il mio staff non abbiamo al momento intenzione di addentrarci in una programmazione dei live estivi per molteplici motivi che tutti immaginate. Ovviamente stiamo già valutando alcuni inviti che sono giunti.. Purtroppo credo che in questo Paese la cultura non sia considerata come merita. Quando noi artisti suoniamo dal vivo facciamo cultura. Credo che ci sarebbe stato bisogno di più consapevolezza di tutto ciò e di più sostegno economico da chi di dovere. Non voglio entrare in polemica con nessuno ma il nostro settore è stato abbandonato e questo è un periodo terribile per troppi lavoratori.


Ora per concludere la nostra domanda di rito. Nella nostra prima intervista hai augurato a te stesso e alla tua musica di arrivare a più persone possibili. Oggi che queste persone sono state raggiunte, qual è l’augurio che senti di fare?

L’augurio più sincero che posso farmi è quello di continuare a fare musica nella mia vita. Lo ritengo un grande privilegio ed ho capito che è questo ciò che mi rende più felice in assoluto. Nel mio quotidiano la musica è un punto saldo e anche se so che dovrò darmi da fare non voglio mollare. Sono grato alle persone che mi seguono e mi ritengo un artista di lancio che deve ancora lavorare molto. Per adesso spero di aver fatto del mio meglio coinvolgendo sempre più persone.

Simona Valentini

Flavia Paoli

Arianna D'Ambrogio