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Emanuele Bianco: PRESENTE


Da oggi, 27 novembre, è in tutti gli store "PRESENTE", il primo album di Emanuele Bianco (Fattoria Management distr. Believe Digital). "Questo disco rappresenta per me un primo traguardo importante - dichiara Emanuele - Un agglomerato di emozioni che attraversa gli ultimi anni della mia vita. Sia a livello artistico che di produzione musicale in “Presente”, si può notare un climax ed una crescita che porta chi lo ascolta a rivivere insieme a me i momenti più importanti, i traguardi, le gioie, le difficoltà e le consapevolezze che hanno segnato e fortificato la mia crescita artistica e personale. Credo sia proprio questo il bello di Presente, il fatto che non abbia paura di mostrare le proprie emozioni e mostrarsi vero, senza maschere o artefatti.” Emanuele Maracchioni in arte Emanuele Bianco, romano classe 1993, è un cantautore, musicista e produttore italiano. Per lui, la popolarità arriva dopo aver aperto le due tappe romane di Fabrizio Moro al Palazzo dello Sport, nello stesso giorno fatto uscire, solo in digitale, tre singoli "Tu sei", "Buona fortuna", "Cara Sofia" ed essere stato l'opening act anche per la data del tour di Moro il 26 ottobre 2019 al Mediolanum Forum di Assago (Milano). Emanuele torna a far parlare di sè con questo nuovo album, composto da 15 tracce che l'artista ci ha raccontato in un'intervista che segue quella che ci ha concesso già nel dicembre scorso (clicca qui per leggerla) .


Ciao Emanuele e ben ritrovato qui su QBMusica! Allora, per iniziare, parlaci un po’ di questo nuovo disco. Che effetto fa avere tra le mani il “primo album”?

Ciao ragazzi, innanzitutto grazie di darmi la possibilità di parlare del mio primo disco insieme a voi, è sempre un piacere. Beh, sicuramente solo guardandolo provo tanta soddisfazione, in quanto questo disco è stato un lungo “parto”. Chi mi segue sa che l’uscita è stata rinviata più volte, all’inizio neanche si chiamava “Presente”.


Abbiamo avuto modo di parlare con te a dicembre dello scorso anno, prima della pandemia e di tutto quello che si è portata dietro. Tecnicamente parlando, come è stato produrre durante il lockdown? Come hai vissuto, in generale, questa situazione?

Grazie a Dio produrre durante il lockdown non è stato un problema. Ho un mio setup portatile composto da una UAD Apollo X4, una chassis della Sonnet, l’Echo Express III, 3 PCI Octo core della UAD e un MacBook pro da 64gb di RAM e varie casse/cuffie della Bose, JBL e Apple che uso come reference. Diciamo che posso produrre un po’ ovunque. Naturalmente in studio sarebbe meglio, ma avevo questo setup già prima della quarantena, perché mi piace avere la possibilità di spostarmi e produrre ovunque mi trovi, in qualsiasi momento voglia.


Rispetto alla scorsa intervista, ti senti cresciuto o cambiato artisticamente?

Direi di sì e sono molto felice di ciò. Sia per tutto quello che è successo, ma anche grazie alla mia etichetta sono molto cresciuto, meglio così. Come si dice “o ti formi o ti fermi!”


So che è come chiedere ad una madre quale figlio preferisce, ma c’è un brano a cui sei particolarmente legato? Se si, perché?

Se proprio ne dovessi scegliere uno forse sceglierei “A Modo Mio”, perché è un consiglio che do a me stesso tutti i giorni. La nostra vita dipende da noi e dobbiamo prendere il comando. È la somma delle azioni e delle decisioni che abbiamo preso in passato a determinare dove ci troviamo oggi e quasi sempre sopravvalutiamo quello che possiamo fare a breve termine e sottovalutiamo quello che possiamo fare in un anno. In più la somma dei millimetri che facciamo ogni giorno verso la direzione dei nostri obiettivi fa la differenza, Seneca diceva “non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”, è per questo che tengo così tanto a quella canzone, perché mi ricorda la direzione in cui sto andando e soprattutto mi ricorda che devo prendermi le mie responsabilità e fare tutto ciò che dipende da me.


Un brano che ho sentito particolarmente è “Manchi”, dedicato a Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio Randagio, venuto a mancare 4 anni fa. In suo onore è stato organizzato un concerto davvero emozionante lo scorso 21 dicembre e tu hai partecipato come amico e ospite. Ti va di raccontarcelo?

Il live è stato organizzato da me e Carlotta, la mamma di Vitto. È stato molto molto emozionante ed è merito di tutte le persone che hanno partecipato. Colgo l’occasione infatti per ringraziare tutti gli artisti che hanno partecipato e tutti i fan di Vittorio che sono venuti a supportare il progetto. Quest’anno purtroppo non abbiamo potuto organizzare niente poiché, come si sa, la pandemia ha bloccato tutti gli eventi, però spero che in futuro riusciremo a organizzarne un altro.


Hai ora tra le mani il primo album, se ti proietti nel futuro e ne immagini un altro, quale sarebbe il duetto dei tuoi sogni?

Beh, in Italia Tiziano Ferro, all’estero Justin Bieber e Ed Sheeran.


Viaggi, sogni e speranza sono alcuni dei temi ricorrenti dell’album. Ti definisci un sognatore? Quanto è importante oggi avere ambizioni e sogni in un universo musicale sempre più variegato e complesso?

I sogni sono importantissimi, ma non solo nella musica, anche nella vita. Bisogna avere uno scopo, bisogna sentirsi utili, sapere che abbiamo un progetto da realizzare. Avere un sogno vero, emozionale, ti da un senso di missione ed avere una missione, un perché forte, è l’unica cosa che ti permette di superare le difficoltà che incontrerai nel percorso. C’è un libro bellissimo di Simon Sinek che si intitola “Partire Dal Perché”, consiglio di leggerlo se si vuole approfondire questo argomento.


Siamo in un periodo fuori dal comune per cui non sarà possibile accompagnare questo album con tour o instore. È concesso però di far viaggiare l’immaginazione. C’è un palco che non vedi l’ora di calcare?

Non vedo l’ora di cantare sul palco del mio primo live, in cui incontrerò dal vivo tutte le persone che mi hanno supportato fino adesso, speriamo sia presto. PS: Vi aspetto!


Nella produzione dell’album qual è il momento che hai più apprezzato o che ti ha divertito maggiormente?

La fine dell’album, poiché è stato proprio verso la fine che tutti i tasselli si sono messi insieme ed ho capito la direzione che volevo prendere anche sulle produzioni future.


Noi abbiamo una domanda di rito che è: qual è l’augurio che fai a te stesso e alla tua musica? La scorsa volta hai risposto cosi: “A me stesso auguro di crescere sempre di più e di diventare un artista di spessore, ma anche una persona di spessore”. Come risponderesti oggi?

Auguro a me stesso di riordinare sempre di più la mia vita, proprio come ho fatto in quest’ultimo periodo e di tenerla sempre in ordine. Mi auguro anche di diventare sempre di più un artista e una persona di spessore, perché o ti formi o ti fermi (ndr. ride). Un saluto ragazzi, alla prossima!


Nel ringraziarti di essere stato con noi, ti facciamo un grande e sentito in bocca al lupo con la

speranza di vederci presto sotto qualche palco.



Arianna D'Ambrogio Simona Valentini Alessia Campiti Flavia Paoli